Condono multe a Milano: per qualche voto in più…

Il sindaco di Milano vuole condonare le multe. Ma non è nei suoi poteri

24 maggio 2011 - 16:10

In visto del prossimo ballottaggio che la vedrà contropposta al candidato Giuliano Pisapia per il governo di Milano, l'attuale sindaco Letizia Moratti ha deciso di giocarsi il tutto e per tutto ricorrendo al vecchio espediente dei regali al corpo elettorale.

L'IDEA S'È UN PO' SGONFIATA – In questo caso, il regalo è un non meglio precisato “condono” per le contravvenzioni sul quale, nel giro di pochi giorni, s'è già detto tutto e il contrario di tutto. Partita come una specie di condono “tombale”, ossia per tutte le contravvenzioni, l'idea s'è progressivamente sgonfiata fino a comprendere solo quelle comminate nelle prime tre settimane del febbraio 2010 per le violazioni relative all'ecopass, ossia durante il periodo in cui gli sforamenti nella quantità di particolato nell'aria del capoluogo lombardo avevano superato ogni limite.

PERDONO DISEDUCATIVO – Non faremo qui la cronaca dei proclami e delle successive smentite riguardo al provvedimento, né staremo a pronunciarci sull'opportunità e sulla “moralità” della consueta abitudine dei politici di promettere omaggi per ingraziarsi una parte dell'elettorato e conquistare così qualche manciata di voti in più provenienti, in questo caso, dagli automobilisti multati e graziati. Quel che ci preme sottolineare è il valore diseducativo di questo (e di qualsiasi altro) condono, tombale o meno. È noto infatti che vi sono automobilisti che l'eventuale multa la pagano l'ultimo giorno, ma ve ne sono anche altri che invece preferiscono saldare il loro debito subito, o comunque largamente prima della scadenza. Insomma, il condono-Moratti, qualunque esso sia, varrà per chi deve ancora pagare oppure anche per chi ha già pagato e quindi dovrà essere rimborsato? Staremo a vedere, senza contare che molte di quelle multe, o forse addirittura tutte, potrebbero essere annullate dai giudici di pace, nel qual caso l'intera manovra del sindaco Moratti sarebbe puramente di facciata.

UNA MANCIATA DI VOTI – In tutti i casi, il messaggio che passa è identico a quello che pervade la mente dei cittadini in occasione di qualsiasi altro “perdono fiscale”: qualcuno paga, qualcun altro la fa franca. Ciò è già sgradevole quando lo scopo del perdonare è di introitare un po' di denaro per le casse pubbliche offrendo uno sconto ai colpevoli in cambio almeno un versamento parziale, ma diventa insopportabile se l'obiettivo è solo quello di raccogliere un po' di voti in una competizione elettorale. Senza contare un aspetto fondamentale che forse è sfuggito: i Comuni non hanno alcun potere di condonare multe. Se condono c'è, deve essere previsto dalla legge. Quindi, chi ne promette uno mente ben sapendo di mentire. E prende in giro gli elettori.

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