Concessionario fallito? Poche le difese efficaci

Molti concessionari d'auto chiudono e lasciano nei guai chi aspetta l'auto ordinata. Colpa di consuetudini che non sono a favore dei consumatori

16 febbraio 2012 - 9:00

Molti concessionari d'auto chiudono e lasciano nei guai chi aspetta l'auto ordinata. Colpa di consuetudini che non sono a favore dei consumatori. L'argomento è di estrema attualità, visto che sotto i colpi della crisi che attanaglia il mercato dell'auto molte concessionarie, anche storiche e prestigiose, stanno cadendo come i birilli. Nel biennio 2010-2011 ne sono sparite oltre 500, con risvolti drammatici non solo per molti dei dipendenti che vi lavoravano, ma anche per numerosi clienti che avevano acquistato un'auto e non hanno potuto ritirarla, magari dopo aver consegnato anche una vettura usata in permuta e aver firmato i documenti per un finanziamento che stanno purtroppo pagando. Di casi così, con tutte le varianti del caso o solo con qualcuna, ce ne sono migliaia.

UN LETTORE DELUSO – Uno degli ultimi di cui siamo venuti a conoscenza riguarda un lettore milanese che lo scorso maggio aveva acquistato un'Audi A3 nuova presso uno dei più noti e grandi concessionari Vw-Audi del capoluogo lombardo, la CARcomauto, versando la relativa caparra confirmatoria. Dopo la scadenza del termine stabilito per la consegna e dopo aver consegnato anche la sua Golf, il lettore aveva appreso che Volkswagen Group aveva ritirato il mandato al concessionario, che quindi non era più in grado di fornire la vettura e inoltre, essendo in liquidazione, si rifiutava (e si rifiuta tuttora) di restiture anche l'anticipo e l'auto usata. Volkswagen Group, l'importatore italiano Audi, ha invero offerto la consegna dell'auto tramite un'altra struttura di vendita, ma quest'ultima pretendeva che l'acquirente sottoscrivesse condizioni diverse rispetto a quelle pattuite in origine con il concessionario oggi destituito. Da allora il lettore sta combattendo la sua battaglia legale, sia contro la CARcomauto sia, in solido, contro Volkswagen Group, per riavere ciò che gli spetta, però le speranze di vittoria sono esigue. Ma come ci si può difendere dalla cessazione dell'attività di un concessionario che ha in mano i nostri soldi, la nostra auto nuova e, talvolta, anche quella usata?

NIENTE DOPPIO ANTICIPO E NIENTE FIRME SUL FINANZIAMENTO – Diciamo subito che difese realmente efficaci non ce ne sono. Tutt'alpiù, si possono adottare alcuni accorgimenti per limitare i danni nel caso le brutte sorprese arrivassero. La prima precauzione è di rifiutare le eventuali richieste del venditore di anticipi supplementari oltre a quello versato alla firma del contratto. Il saldo si fa, assolutamente, poco prima dell'immatricolazione, e già questo è un rischio che il cliente si assume per evitare che il concessionario rifiuti di immatricolare l'auto se non quando ha ricevuto tutto ciò che gli spetta. Insomma, un diktat che molti acquirenti accettano obtorto collo. In ogni caso, prima di pagare il dovuto è meglio accertare che la vettura sia effettivamente disponibile dal concessionario e farsi rilasciare un documento di “messa a disposizione” il quale deve indicare che l'auto è pronta da ritirare e la data precisa entra la quale sarà consegnata, che certo non può e non deve essere molto distante dal saldo stesso. Sul documento deve inoltre essere riportato il numero di telaio della vettura. Se è stata acquistata con un finanziamento rateale, firmare il relativo contratto già al momento della sua prenotazione o poco dopo può rivelarsi una scelta sbagliata e pericolosa, poiché con il contratto firmato il venditore può chiedere alla finanziaria il saldo della quota finanziata e a questo punto la finanziaria stessa può dare il via alla richiesta del pagamento delle rate al debitore, indipendentemente dal fatto che la vettura gli sia stata effettivamente consegnata o meno. Sono purtroppo numerosi gli acquirenti che cadono in questa brutta trappola che sarebbe facile evitare firmando il contratto di finanziamento solo quando si è ragionevolmente sicuri che l'auto sta per essere effettivamente consegnata. Alcune finanziarie serie, tuttavia, chiamano il cliente prima di effettuare il bonifico alla concessionaria per assicurarsi che abbia visto l'auto e quindi sia quasi pronto per ritirarla.

UN PUGNO DI MOSCHE – Purtroppo, quando un concessionario chiude, per i suoi clienti la faccenda è quasi sempre fonte di disagi. Tuttavia, bisogna distinguere tra cessazione volontaria dell'attività aziendale, liquidazione e fallimento. Nel primo caso, è ragionevole pensare che il titolare vorrà far fronte a tutti i suoi impegni e arrivare a una chiusura “soft”. Nel secondo, che poi è il caso capitato al lettore nella vicenda descritta in precedenza, le cose possono mettersi male, poiché la società in liquidazione può non avere disponibilità delle risorse economiche necessarie. Nel caso del lettore, non ha più neppure le auto poiché, dopo aver interrotto il rapporto con il suo concessionario e avergli tolto il mandato, Volkswagen Group è andata a riprendersi quelle per le quali non aveva ancora ricevuto i pagamenti. La situazione peggiore è ovviamente quella del fallimento, a fronte del quale l'unica strada possibile viene tracciata dal curatore fallimentare che amministrerà i beni aziendali saldando tutti i creditori. Purtroppo, però, prima dei clienti ne vengono altri che hanno la precedenza: per esempio, le banche e i dipendenti. I clienti, dunque, rischiano di avere, se pure ne restano, solo le briciole, magari dopo aver seguito inutilmente le (costose) vie legali. Insomma, il classico pugno di mosche in mano.

UNA SITUAZIONE SBILANCIATA – I lettori l'avranno capito, soprattutto quelli che hanno subito disavventure simili: la prassi prevede che il venditore chieda il saldo del veicolo prima di immatricolarlo, ma ciò espone l'acquirente al rischio di non vederselo consegnare mai anche se l'ha pagato per intero, se il concessionario chiude i battenti. Una situazione totalmente sbilanciata a favore del venditore che resterà tale, e quindi fonte di abusi, fino a quando non si troverà un sistema in grado di tutelare gli interessi di tutti, anche se contrastanti: quelli del concessionario che non accetta d'immatricolare un veicolo a nome del cliente senza prima aver ricevuto il saldo del suo valore, e quello del cliente, che avrebbe tutto il diritto di pretendere di pagare il veicolo solo nel momento in cui gli viene effettivamente consegnato. Forse al nostro lettore conviene accettare la proposta conciliante di Volkswagen Group.

2 commenti

Concetta
15:59, 20 novembre 2012

Colpa anche delle istituzioni che non tutelano il consumatore finale.
Una esperienza simile è quella che mi è successa lo scorso mese acquistando una Citroen C3 Picasso pronta consegna presso la Concessionaria C.A.I. Citroen di Ragusa .
Pagata per intero in contanti euro 15,250 (con assegno bancario), il titolare della concessionaria mi assicura che entro una settimana la macchina sarebbe stata immatricolata ( solo adesso vengo a conoscenza che bastano appena 2 ore per immatricolare il mezzo..).
Passano 10 giorni e della macchina nemmeno l'ombra, chiamo la concessionaria e mi rispondono che hanno avuto qualche problema perchè doveva entrare un nuovo socio nella compagine societaria e che avrei dovuto pazientare qualche altro giorno .
L'indomani mi reco in concessionaria e iniziando a insospettirmi pretendo che mi rilascino un documento contabile a fronte dell'assegno che era già stato negoziato e che inseriscano in fattura il numero di telaio dell'autovettura, cosa che fanno ma con evidente reticenza. Il mio pellegrinaggio in concessionaria continua i giorni a seguire e per tranquillizzare le mie insistenze e prendere tempo mi fanno portare la macchina a casa con una targa di prova. Adesso la macchina è in garage, ma cosa me ne faccio se non posso circolare? Nel frattempo faccio inviare dal mio avvocato una diffida che non sortisce alcun effetto. Ho chiamato anche la Citroen Italia di Milano che schedando il mio caso, mi promette di fare qualcosa, ma in realtà anche lei se ne lava le mani. Intanto il concessionario di Ragusa continua a propinarmi le scuse più assurde e disparate. Ad oggi non mi resta altro che rivolgermi agli organi competenti per denunciare il mio caso che unico non è, con la speranza che almeno loro possano aiutarci.

spoto
6:56, 10 aprile 2013

vi prego aiutatemi consigliatemi ho comprato una punto da Cundari spa Trappitello messina in contanti e non me la vuole dare oggi devo andare in parola mi ha detto che mi da i soldi ma ci credo poco??

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