Con gli pneumatici riciclati asfalti più silenziosi di 5db

La polvere di gomma da PFU smaltiti serve a realizzare un asfalto più resistente, drenante e silenzioso

25 febbraio 2013 - 7:00

Ogni giorno milioni di autovetture battono con gli pneumatici le più grandi e piccole arterie stradali e contribuiscono inevitabilmente al deterioramento dell'asfalto, insieme agli agenti climatici e ai rattoppi “alla carlona” eseguiti per tappare lavori di manutenzione. Tutti quegli pneumatici che non possono essere reintegrati nel processo produttivo delle gomme ricostruite, vengono smaltiti producendo la polvere di gomma da PFU, quella gomma che a Bolzano è l'ingrediente principale di un tratto coperto con asfaltato modificato.

L'ASFALTO GOMMATO – Ecopneus, il consorzio tra i maggiori produttori e distributori di pneumatici, è impegnato attivamente nella raccolta e smaltimento di PFU, gli pneumatici fuori uso che attraverso processi di recupero producono la materia prima-seconda. Una sperimentazione avviata nel 2011 a Bolzano, prevede l'impiego di polverina di gomma, ricavata dal riciclo dei pneumatici arrivati a fine vita, aggiunta al tradizionale bitume per realizzare pavimentazioni più efficienti. Il nome di battesimo è asphalt rubber e si ottiene aggiungendo i riciclati della gomma sottoforma di polverino di dimensioni inferiori al millimetro al conglomerato bituminoso normalmente utilizzato per asfaltare le nostre strade. Le prestazioni superiori, rispetto agli asfalti tradizionali, sarebbero assicurate da una maggiore resistenza all'usura, maggiore la resistenza agli agenti atmosferici e minore rumorosità dei veicoli in transito.

TEST IN CORSO – La provincia di Bolzano sta sperimentando su un tratto stradale in Val Venosta l'efficacia dell'asfalto modificato e sembra che siano stati registrati già ragguardevoli traguardi dal punto di vista della rumorosità. Tutte le fasi di prova hanno dimostrato una riduzione del rumore causato dai veicoli in transito fino a 5 decibel. Per comprendere l'effetto benefico di tale abbassamento, basta pensare che una riduzione di 3 db consente il dimezzamento della pressione acustica.

MENO RUMORE, MENO COSTI – Chi abita nelle zone limitrofe sa quanto possa essere insopportabile il rumore delle auto che sfrecciano sull'asfalto, inconveniente che i gestori delle strade sono costretti a limitare attraverso le barriere acustiche. Questa misura però porta con sé inevitabili svantaggi, dapprima per i costi d'installazione e poi per comfort e sicurezza. Le barriere acustiche non realizzate in plexiglass, infatti, abbattono la luce che ricevono le case limitrofe. Questi enormi scudi eretti ai lati delle carreggiate non esisterebbero utilizzando gli asfalti modificati. In assenza di ostacoli ai bordi delle carreggiate ci sarebbe una via di fuga sicura in caso d'incidente o d'incendio e, dove nevica in inverno, gli spazzaneve avrebbero maggiore spazio per l'accumulo ai lati della strada, senza trascurare il vantaggio di prolungare notevolmente il ciclo di vita del manto stradale.

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