Comparto auto: per l'Anfia è «il bancomat dell'Erario»

Comparto auto: per l'Anfia è «il bancomat dell'Erario» L'efficace definizione è di Eugenio Razelli

L'efficace definizione è di Eugenio Razelli, presidente Anfia, che in un comunicato ha commentato i numeri dell'asfissiante e insostenibile fiscalità che grava sul settore

25 Luglio 2011 - 04:07

Il gettito fiscale che lo stato ha prelevato nel 2010 dal comparto è stato di 67,8 miliardi di euro. A fronte di una diminuzione delle entrate tributarie totali dell'1%, il contributo dell'auto è aumentato dell'1,2%. In pratica, il 16,6% di tutto le tasse 2010 è venuto dalla filiera dell'automobile, contro il 16,2% di un anno fa.

PRESSIONE FISCALE RECORD – Lo sostiene un comunicato dell'Anfia, l'associazione nazionale che rappresenta la filiera automobilistica. Significative, a questo proposito, le parole del suo presidente, Eugenio Razelli: «La pressione fiscale sul comparto continua a lievitare e in termini di incidenza sul Pil è la più elevata tra i principali Paesi europei: 4,4% contro una media del 3,8%. Inoltre, nonostante il momento di evidente difficoltà del settore, i numerosi provvedimenti introdotti e annunciati durante l'anno in corso gettano le basi per un ulteriore rincaro della fiscalità. Per gli automobilisti e per la filiera, diventati il “bancomat” dell'erario, la situazione è insostenibile, ora che la disponibilità della “carta” è praticamente esaurita».

QUATTRO MISURE SVUOTA-TASCHE – Razelli ha puntato il dito contro le quattro principali misure che lo Stato ha ideato quest'anno a danno degli automobilisti: l'aumento delle accise sui carburanti (+7,3% per la benzina e +9,7% per il gasolio), il rincaro fino al 3,5% dell'imposta provinciale sull'RC Auto, quello dell'Imposta provinciale di trascrizione (Ipt) sulle immatricolazioni di auto nuove e il passaggio di proprietà di quelle usate e, infine, il nuovo superbollo di 10 euro/kW previsto dall'ultima manovra finanziaria per le vetture con potenza eccedente i 225 kW.

I “PESI” DEL GETTITO – Esaminando le varie voci che compongono il gettito fiscale dell'auto, quella che pesa di più è relativa all'utilizzo del veicolo, che nel 2010 ha fornito 52,6 miliardi di euro, pari al 77,5% del gettito complessivo del settore e in crescita del 3,1% rispetto al 2009, quando era stata di 51 miliardi (76,2% del totale). La crescita è dovuta al rincari dei carburanti, dei lubrificanti e del gettito Iva su riparazioni, manutenzione, ricambii, accessori e pneumatici. Subito dopo troviamo le voci relative all'acquisto (Iva e Ipt), che è risultata pari al 12,7% per un totale di 8,64 miliardi di Euro, in calo dell'8,8% in rapporto al 2009 per colpa della flessione delle immatricolazioni di auto nuove (-9,2%). La terza componente, rappresentata dal possesso dell'auto (cioè, dalla tassa di proprietà) ha fornito il 9,7% del gettito: 6,61 miliardi di Euro, in crescita dell'1,7% rispetto al 2009 a causa dell'aumento di 380 mila vetture e di 55 mila veicoli leggeri e pesanti registrato nel parco circolante italiano.

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