Colpo di sonno: la tragedia è sempre in agguato

Anche il più esperto dei guidatori può cadere nella trappola del colpo di sonno: come dimostra un drammatico caso recente

24 agosto 2012 - 6:00

Subdolo, insidioso, silenzioso: è il colpo di sonno, nemico terribile per chi guida. Perfino per i conducenti esperti, come dimostra un drammatico caso recente verificatosi a Palermo.

SULLE STRISCE – Tremendo l'incidente in cui ha perso la vita Maria Ragonese (23 anni, madre di un bimbo di sei), la notte del 18 agosto a Palermo, in via Orsa Minore. Ricoverata d'urgenza al Civico, le sue condizioni erano apparse subito disperate e qualche ora dopo è sopraggiunto il decesso. Sabato notte, al rientro da una festa e in compagnia di un amico, è stata investita da una Seat Ibiza, guidata da Giovanni C, un palermitano di 23 anni. Il quale, tramite l'avvocato Stefano Santoro, ha già chiesto di essere sentito dai magistrati che indagano sull'accaduto. Il legale sottolinea il fatto che il giovane ha partecipato ai primi soccorsi. Il ragazzo vuole chiarire la dinamica di quella che, a suo dire, sarebbe stata una tragica fatalità: alla base, probabilmente, il colpo di sonno. Il conducente non era un patentato alle prime armi, ma un tassista esperto, segno che il colpo di sonno non fa distinzioni, e la stanchezza può aggredire chiunque in qualunque momento: se ci si sente spossati, mai sopravvalutare le proprie capacità, e cercare di non porsi al volante, o di fermarsi quanto prima.

CHIEDE PERDONO – Giovanni C. chiede perdono su livesicilia.it, anche per il dolore che ha provocato ai genitori della ragazza. “È una persona distrutta”, come spiega il legale, cui affida, il suo pensiero  e che lo assisterà nell'inchiesta iniziata con l'ipotesi di lesioni colpose e approdata a quella di omicidio colposo: “Il ragazzo è sconvolto, non ricorda le fase precedenti dell'incidente, nella sua memoria c'è un black out. Ecco perché lui stesso, non trovando altre possibili spiegazioni, ipotizza quella del colpo di sonno. I suoi ricordi iniziano con il rumore dell'impatto, è sceso dalla macchina e ha chiamato i soccorsi. Il giovane non vive più da quella drammatica notte”. Doppia fatalità: conosceva la vittima da tanti anni: erano cresciuti assieme nel quartiere della periferia palermitana. E conosce bene i familiari di Maria. Così, la mamma del tassista è andata nella casa dei Ragonese, a Ficarazzi, ha abbracciato il padre della giovane mamma.

FATTORE STRESS – Al di là del caso specifico, sulla stanchezza di un guidatore influiscono le tante ore in auto, la tensione nervosa accumulata durante il giorno, i piccoli grandi stress quotidiani dovuti alle preoccupazioni per motivi di salute, economici, professionali, familiari. La stanchezza è un tarlo che si fa strada lentamente, magari accompagnata da una notte di cattivo sonno o da qualche bicchiere di alcol che accentua la spossatezza, sino a esplodere nel colpo di sonno. Il guaio, spesso, è anche sopravvalutare le proprie capacità, sminuendo la stanchezza: si crede di poter guidare anche con le palpebre di piombo, pur avendo bisogno solo di un letto in cui riposare. Occorre la forza di ammettere che non si ha l'energia per continuare, e che è utile una “turbosiesta” appena possibile. In generale, ricordate che, tra le cause della stanchezza al volante, ci sono pure i periodi di veglia prolungati che si verificano quando si fa tardi la sera o si guida a lungo senza fare soste, l'alterazione dei cicli di sonno-veglia nel lavoratori turnisti, le malattie e i disturbi che hanno conseguenze sul sonno, come l'apnea (per esempio, dovuta a russamento) e la depressione. Tra i segni premonitori del colpo di sonno, il bruciore agli occhi, le palpebre pesanti, gli sbadigli frequenti, la vista offuscata, la bocca secca, i sussulti, la sensazione di freddo e gli errori di guida: ascoltate il vostro corpo, ecco la regola d'oro.

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