Codice e demagogia – Quando la disinformazione viene dallo Stato

Bastava vedere il Tg1 di sabato scorso. Invece di dare qualche spiegazione in più sulle nuove regole (non sono mai troppe, visto il numero di novità), si sono messi a intervistare la gente per ...

6 agosto 2010 - 9:36

Lunedì e martedì, mentre rispondevo ai quesiti dei lettori del nostro sito sulla riforma del Codice della strada, mi sembrava di essere in una realtà virtuale: la maggior parte delle domande era su cose di cui si è tanto parlato ma che, alla fine dell'estenuante dibattito parlamentare, sono state cancellate dal testo definitivo della legge (120/10). Cioè il limite di velocità alzato a 150 all'ora in autostrada e l'obbligo di seggiolino per i bimbi anche in moto. Secondo voi perché?

Potrei rispondere a me stesso che i limiti di velocità sono sempre stati l'argomento preferito per le domande di lettori e amici. E che chi va in moto appartiene a una categoria di persone più interessata ai problemi che capitano su strada. Tutte cose che l'esperienza m'insegna, ma non basta. Qua il problema è che si è fatta cattiva informazione.

Bastava vedere il Tg1 di sabato scorso. Invece di dare qualche spiegazione in più sulle nuove regole (non sono mai troppe, visto il numero di novità), si sono messi a intervistare la gente per strada. Più di uno tra gli intervistati che poi sono stati selezionati al momento di montare il servizio dava per scontato che i 150fossero stati approvati. Certo, è cronaca anche questa. Ma perché non spiegare che i 150 sono una bufala, cioè che esistono e – probabilmente – esisteranno solo sulla carta? Le spiegazioni sono diventate superflue anche per chi fa servizio pubblico? O, più semplicemente, non si è in grado di darle? Intanto la gente rischia di andare a 150 credendo di essere nel lecito.

D'altra parte, il Governo non ha fatto meglio. Guardate il comunicato di Palazzo Chigi sulla legge : sono nominate altre cose che nella norma non ci sono affatto (per esempio, la targa personalizzata e le “cause di assoluta necessità sociale che possano produrre la revoca di un provvedimento di sospensione della patente”), altre sono descritte in modo sbagliato (per esempio, i “test di alcol e droga per i neopatentati e per le patenti professionali”, come se gli altri guidatori fossero esentati dai controlli).

Con questa premesse, non sorprende poi leggere sui giornali titoli come: “Automobilisti e alcol, una raffica di multe – Nuove norme: 183 persone fermate”. Peccato che le uniche novità restrittive sull'alcol (il tasso zero per neopatentati e professionisti della guida) siano di fatto ancora inapplicate e che quindi le cifre si riferiscano ai controlli sulle regola che c'erano già (anzi, anche un po' meno severe, visto che i casi di ebbrezza lieve sono ora depenalizzati).

Se Stato e stampa non informano correttamente e il Codice cambia così spesso come ha fatto negli ultimi anni, l'unica soluzione è…cambiare il Codice. Per imporre a tutti i patentati corsi di aggiornamento periodico.

fonte – mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

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