Traffico a targhe alterne? Per cassazione le multe sono nulle se non c'è stata campagna mediatica

Se i comuni intendono disporre la circolazione a targhe alterne sonoobbligati a fare una preventiva campagna mediatica per rendereconoscibile i divieti imposti anche agli automobilisti che vengono...

9 luglio 2009 - 12:43

Se i comuni intendono disporre la circolazione a targhe alterne sonoobbligati a fare una preventiva campagna mediatica per rendereconoscibile i divieti imposti anche agli automobilisti che vengono dafuori città.In sostanza è necessaria una adeguata campagna mediatica che siaconoscibile anche fuori dalla cinta cittadina. I comuni inoltre devonocollocare “cartelli indicanti il divieto su tutte le vie d'accesso” peravvisare gli automobilisti del limite di circolazione.In mancanza di tuto questo eventuali multe vanno annullate.

La decisione è stata presa dalla seconda Sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza 15769/2009) che ha annullato una contravvenzione fatta a una signora che in viaggio a Romaaveva circolato senza rispettare le limitazioni imposte dalle targhealterne.In prima battuta il Giudice di Pace convalidava la contravvenzionesostenendo che “le ordinanze sindacali di divieto di circolazione perle auto per prevenzione dell'inquinamento atmosferico sono propagate a mezzo mass media e portate a conoscenza degli automobilisti anche attraverso cartelli”. Secondo il Giudice di pace la donna che proveniva da altra città avrebbe dovuto informarsi.Con successo l'automobilista ha fatto ricorso in Cassazioneevidenziando di non essere assolutamente a conoscenza delledisposizioni che precludevano la circolazione a Roma. I Giudici dellaCorte le hanno dato ragione bacchettando il giudice di pace edannullando la multa.Le targhe alterne, spiega la Corte, sono “disposizioni da considerarsieccezionali rispettoalla normativa generale del Cds la cui conoscenza e' obbligatoria pertutti gli utenti di tutte le strade, si deve ritenere che incombasull'ente proprietario delle specifiche strade sulle quali e' impostol'eccezionale divieto l'onere di dimostrare la responsabilita' delpreteso contravventore per essere state adottate tutte le possibili eper questo esaustive misure di informazione di modo che qualunqueutente di queste strade, qualsiasi ne sia la provenienza, non possafondatamente allegare di non conoscere la disposizione”.

Secondo Piazza Cavour il Giudice di Pace “ha risposto con motivazionedel tutto generica e inconferente” dato che “non ha allegato che ilcomune di Roma avesse provato la diffusione della notizia anche conmedia generalmente conoscibili fuori dalla citta' e l'apposizione dicartelli indicanti il divieto su tutte le vie d'accesso” alla città.

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