Ticket parcheggio sul sedile: multa nulla ma paghi l'avvocato

Nulla la multa se il ticket sosta è lasciato sul sedile, ma il vigile che la fa è giustificato: compensate le spese legali del ricorso

6 maggio 2016 - 10:00

Il 27 aprile 2016 la II sezione civile della Corte di Cassazione ha emesso una sentenza interessante, la n. 8282, su una vicenda di sosta a pagamento sul territorio comunale. In sostanza, un automobilista non aveva esposto il ticket in maniera che fosse ben visibile (pare fosse sul sedile anteriore)e il vigile aveva staccato la multa dal blocchetto. Fatto ricorso al Giudice di Pace, l'automobilista “pigro” ha ottenuto l'annullamento della sanzione, ma non la vittoria di spese, dovendo pagare l'avvocato. Né l'appello, né il ricorso in Cassazione cambieranno le carte in tavola. Se è vero che parcheggiare con il ticket per la sosta non visibile, non è come parcheggiare senza, tuttavia non si può dar colpa alla P.A. Se l'organo accertatore fa la multa, non vedendo il tagliando perchè posizionato male.

TICKET SOSTA SUL SEDILE? PRENDI LA MULTA Tutti noi abbiamo a che fare con i parcheggi a pagamento, sempre più diffusi di questi tempi, e tutti noi abbiamo fatto il gesto di posizionare il ticket sul cruscotto, pensando al momento dell'eventuale controllo. Ora, non è dato sapere se il protagonista di questa vicenda lo abbia fatto apposta, fatto sta che il tagliando per la sosta, in base alla ricostruzione processuale, era stato pagato ma posizionato sul sedile anteriore, anziché sul cruscotto, a favore di chi dovesse verificare l'orario del pagamento. Ciò accadeva qualche anno fa a Cassano d'Adda, vicino Milano, e da lì sarebbe incominciata la trafila dei ricorsi, prima il Giudice di Pace, poi il Tribunale, infine la Cassazione. In realtà la vicenda poteva finire con il primo grado, essendo stata annullata la sanzione, senonchè il Giudice di prossimità aveva ritenuto che sussistessero gravi ragioni per dichiarare compensate le spese di lite. Evidentemente la parcella dell'avvocato per il ricorrente era indigesta,tanto che non si è fermato fino alla Suprema Corte.

POSIZIONARE MALE IL TICKET NON E' COME NON PAGARE Per quanto questa vicenda possa sembrare banale, trattandosi di una lite sulle spese legali, e' proprio la decisione sulle spese a far emergere completamente l'interpretazione giuridica sulle norme inerenti la sosta a pagamento. Partiamo dalle norme: l'art. 157, co. 6 CdS, recita così: Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio. Secondo il ricorrente, porre il ticket sul sedile anteriore, in assenza di una previsione specifica del CdS, equivale a segnalare in modo chiaramente visibile l'orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ma non dello stesso avviso sono gli Ermellini che richiamano le motivazioni della Corte d'Appello per definirle poi corrette. I giudici d'appello, come già il Giudice di Pace, avevano infatti chiarito che è giusto annullare una sanzione comminata all'automobilista che paga la sosta, ma espone in modo non corretto la prova del pagamento, perchè il pagamento era stato effettuato. Tuttavia, si deve anche rilevare la correttezza dell'operato del vigile che, per una mancanza del sanzionato, non aveva potuto verificare l'assolvimento dell'obbligo. Quindi, con la sentenza in commento, n. 8282/16, la Corte rigetta il ricorso e applica la norma di cui all'art. 13, co. 1 quater del D.p.r. 115 del 2002, che impone il pagamento di doppio contributo unificato a chi fa un ricorso che viene respinto integralmente.

IL COSTO DELLE QUESTIONI DI PRINCIPIO Nella sentenza gli Ermellini riportano passi del ricorso, dal quale si evince che il povero automobilista sanzionato aveva dovuto sborsare, per ottenere l'annullamento di una multa di 45 euro, circa 10 volte tanto, tra contributo unificato e costo dell'avvocato.D'altronde un avvocato che lavora, non può costare poco. Forse sarebbe stato più saggio, se pur più rischioso sul piano giuridico, presentarsi personalmente davanti al Giudice di Pace, a riferire la circostanza che il ticket sosta era stato pagato. Certo si poteva anche perdere, un avvocato ha capacità ben diverse di persuadere il Giudice della bontà delle proprie ragioni. Sono il primo a deprecare la prassi diffusa dei Giudici di Pace, di compensare le spese contro la P.A., quando annullano le multe. Ma per 45 euro, o meglio, per la questione di principio, ha senso andare fino in Cassazione? A guardare questa vicenda, si direbbe proprio di no.

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