Sul passo carrabile non può parcheggiare nemmeno il beneficiario

Il Tribunale di Genova chiarisce il concetto: chi beneficia di passo carrabile può solo passare, non occupare il suolo demaniale con auto in sosta

16 gennaio 2013 - 12:20

Il Tribunale di Genova, sez. I civile, in sede di appello a una decisione del GDP di Recco, con sentenza depositata il 19 ottobre 2012, si sofferma sulla natura del divieto di occupare il suolo pubblico su cui insiste un passo carrabile. Se è ovvio, infatti, che nessuno può chiudere il passaggio ai veicoli che beneficiano del passo carrabile, meno ovvio è che se il beneficiario è uno solo, nemmeno lui può lasciare l'auto in sosta lì davanti. Tanto meno i suoi parenti e amici. La “licenza di accesso a fondi e fabbricati laterali…non comprende anche la facoltà di sosta dei veicoli nell'area pubblica corrispondente”, così il Tribunale del capoluogo ligure spiega la correttezza della sanzione irrogata dai vigili di Camogli a un amico del beneficiario del passo carrabile.

PARCHEGGIA PURE QUI, TANTO I VIGILI NON LI CHIAMO – E' facile immaginare la scena: un amico, o un parente, viene a trovarti, non c'è parcheggio e allora gli dici di mettere l'auto davanti al tuo cancello. Poi però arriva la multa. Così dev'essere andata, i fatti successivi sono il ricorso davanti al GDP, il rigetto, e l'appello davanti al Tribunale di Genova, nel quale è intervenuto anche il beneficiario, forse sentendosi in dovere nei confronti del trasgressore. Il Giudice di secondo grado ha dichiarato inammissibile l'intervento del beneficiario, perchè privo di interesse ad impugnare una sanzione che non lo ha colpito. Nel merito, ha confermato la decisione del GDP di Recco, rigettando il ricorso.

IL PASSO CARRABILE E' PROPRIETA' DELLO STATO – Il GDP di Recco aveva rigettato il ricorso “in considerazione del fatto che la zona di sosta non può essere considerata privata, stante il pubblico generale utilizzo della stessa”. Il concetto è un po' stringato, ma rende già comprensibile la “ratio” che sta dietro alle norme che disciplinano la licenza di passo carrabile. Il Tribunale di Genova approfondisce, e scrive in sentenza che “la licenza di accesso ai fondi e fabbricati laterali alla stradali (passi carrabili), a norma degli artt. 4 e 5 del T.U. Approvato con R.D. 8 dicembre 1933, n. 1740 (norme a tutela delle strade) non comprende la facoltà di sosta dei veicoli nell'area pubblica corrispondente al relativo “sbocco”, e ciò per la ragione che l'uso del suolo stradale per la sosta, come uso generale del bene demaniale, non può essere riservato a “determinati veicoli” se non per motivi di pubblico interesse (art. 4, primo comma, sub b D.p.R. 15 giugno 1959, n. 393). Con la conseguenza che il divieto di sosta posto dall'art. 115, quinto comma, sub b del citato D.P.R. n. 393 del 1959 “allo sbocco dei passi carrabili” è operante anche nei confronti dei titolari delle relative licenze”. Al di là della puntigliosa ricostruzione normativa effettuata dal Giudice, il concetto è chiaro: la zona adibita a passo carrabile è demaniale, e quando si disciplina l'uso di beni demaniali, lo si fa nell'interesse collettivo, limitando il più possibile le facoltà di chi ha il beneficio di utilizzo.

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