Sosta: divieto volante? Multa nulla

I cartelli amovibili che segnalano il servizio di pulizia strade non sono validi: eventuali multe vanno annullate. Così la pensa un Giudice di pace

8 maggio 2012 - 6:00

È vero, non è un'ordinanza della Cassazione, ma trattasi pur sempre di un precedente importante: parliamo della sentenza 1186 del 2 dicembre 2011 (pubblicata il 27 febbraio 2012), con cui il Giudice di pace di Lodi, Giuseppa Crisafulli, ha annullato una multa per divieto di sosta (38 euro).

NON FISSO – Il problema è che la prescrizione era segnalata da un cartello volante di divieto di sosta, di quelli che ogni tanto si trovano in città quando c'è la pulizia delle strade. Ebbene, l'attività periodica di lavaggio che impedisce la sosta nell'area non può essere resa nota con cartelli amovibili sul marciapiede. Così, il Giudice di pace di Lodi ha detto basta alle multe per divieto di sosta fondate su segnalazioni “volanti” che impediscono di parcheggiare nell'area per tutto il tempo necessario al lavaggio della carreggiata (articolo 7 del Codice della strada, comma 1). Un eventuale verbale redatto dalla Polizia municipale verrebbe annullato perché manca la prova che il divieto sia adeguatamente segnalato.

UNA VOLTA AL MESE – Attenzione: nell'area “incriminata”, il lavaggio strade avviene una volta al mese, e per gli automobilisti, non è facile ricordare qual è la data giusta. Magari, il caso sarebbe stato valutato diversamente se quel divieto fosse imposto una volta la settimana, sempre lo stesso giorno: per chi guida, sarebbe meno difficile orientarsi.

LE PROVE – Per vincere il ricorso, inoltre, occorrono le prove: le foto prodotte in giudizio dimostrano che il divieto di sosta è segnalato su un cartello amovibile posto sul marciapiede senza ancoraggio. È una segnalazione inadeguata: chi accede alla strada rischia di non vedere il cartello, posto a ridosso del marciapiede e privo di frecce che indicano dove vige il divieto. Esiste poi la variabile “scherzo sciocco”: un burlone potrebbe spostare il cartello momentaneamente, o cambiare la data del divieto. E la vittima, l'automobilista, cadrebbe facilmente nella trappola. Senza dimenticare che il cartello, come dice giustamente il Giudice Crisafulli, “è suscettibile di crollo, per il vento o a causa dell'urto di un veicolo”: come fa il cittadino a sapere che lì esiste un divieto temporaneo di sosta?

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