Semaforo rosso? La foto non vale se non c’è il Vigile a fermare il trasgressore per validare

Perché ormai anche quella viene messa in dubbio. Un’altrasentenza “storica” della Cassazione, destinata a far discutere (ericorrere) a lungo. Ma è già finita, in Italia, la...

29 marzo 2009 - 12:35

Perché ormai anche quella viene messa in dubbio. Un’altrasentenza “storica” della Cassazione, destinata a far discutere (ericorrere) a lungo. Ma è già finita, in Italia, la voglia di sicurezzastradale?

MILANO,28.03.2009 – Non abbiamo mai sposato la tesi dell’elettronica a tutti icosti: un po’ perché affidarsi completamente ad un occhio elettronico,ad un grande inquisitore automatico, non ci sembra il modo migliore difare prevenzione; un po’ perché scegliere un luogo ove piazzare unradar o una telecamera dovrebbe servire a cancellare un Punto Nero.Invece, purtroppo, le scelte di molte amministrazioni sembrano esserestate motivate più da esigenze di cassa che dalla vera necessità dicreare sicurezza. Ma la sentenza n. 7.338 della Seconda Sezione Civiledella Cassazione, la seconda consecutiva  “contro” il processo di safe-keeping che è in corso di realizzazione sulla strada (cliccare quiper leggere l’altra), non ci trova per niente d’accordo. Ladeterminazione assunta dagli Ermellini dice – in buona sostanza – che èsempre necessaria la presenza di un operatore di polizia stradale pervalidare la ripresa di un apparecchio di rilevamento. Come dire: bellafoto, ma serve un vigile od un poliziotto per dire che la stessa èanche vera. Così, un automobilista di Modena che era stato immortalatoin flagranza di superamento di un semaforo rosso, si è visto accogliereil ricorso dopo aver incassato un primo rigetto proprio dal Giudice diPace della città emiliana, che aveva confermato la validità del verbaleconfermando la legittimità dell’operato della Polizia Municipale. Ok.1-0 per chi ama passare col rosso. Vorrà dire che per ridurre lamortalità agli incroci le amministrazioni dovranno assumere personaleper vigilarli tutti, almeno quelli più pericolosi, sperando però chequalche giudice – è già successo – non dica poi che la parola di unPubblico Ufficiale, che la Legge dice essere “vera fino a querela difalso”, non basti. È già successo: la sentenza n. 9.909/2001(presidente Corrado Carnevale), nella quale venne accolto il ricorso diun automobilista multato dalla polizia provinciale di Pesaro per aversorpassato in prossimità di un’intersezione, il quale affermò di esserestato invece al lavoro a 25 km da quell’incrocio e che, quindi, gliaccertatori si erano senz’altro sbagliati. Il caso di specie èestremamente simile e costituisce un precedente davvero pericoloso: anoi, sia chiaro, non interessano le tasche dei contribuenti, ma la lorosalute (cliccate quiper vedere gli effetti di un rosso bruciato) connessa allatrasgressione. Il cittadino aveva ricevuto la multa  fatta con Photorede, dunque, non aveva potuto sollevare le proprie legittime obiezioni,dato che nessuno lo aveva fermato sul posto. Il regolamento al CDSconsente questo tipo di accertamenti, ma le maglie dell’interpretazionesono, purtroppo, molto larghe. Non resta che ricominciare daccapo,magari scrivendo una norma più chiara, dalla quale sia evidente chequando una violazione sia chiara, l’autore venga sanzionato. Comeaccade, in fondo, in tutto il resto del mondo civile. Altrimenti,gente, lasciamo perdere e a chi tocca tocca…ma non si pianga dopo.

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