Schiacciato da un albero nella propria auto: eredi risarciti

La Cassazione conferma un orientamento consolidato: la P.A. risponde dei danni causati dai beni pubblici in quanto custode degli stessi

6 marzo 2012 - 10:02

 

I Giudici di Legittimità, con la sentenza della terza sezione civile, n.3253, del 2 marzo 2012, confermano ancora una volta un indirizzo severo nei confronti degli Enti Pubblici, per i danni causati da beni demaniali. Nel caso di specie viene confermata la condanna per il Comune di Ottaviano, a risarcire gli eredi di un automobilista rimasto schiacciato nella sua auto dalla caduta di un grosso platano divenuto marcio per incuria. Ciò che rileva è che gli Ermellini hanno ribadito che alla Pubblica Amministrazione si applica l'art. 2051 c.c., sulla responsabilità per danni causati da beni in custodia. Questo comporta che il danneggiato deve provare solo che quel dato bene ha causato quel dato danno, restando a carico del proprietario-ente pubblico la prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, o che il danno sia dipeso da caso fortuito.

ALBERI ASSASSINI, VICENDA NON NUOVA – Non è la prima volta che accade una storia del genere. Anche alla fine dell'anno scorso c'era stata una vittima a Napoli per la caduta di un grosso albero su un'auto. E proprio in provincia di Napoli ha avuto luogo questo caso giunto ora al suo epilogo con la sentenza di Cassazione appena pubblicata. Un automobilista sta percorrendo una via abitualmente trafficata: un grosso platano si spezza e schiaccia la sua auto uccidendolo. Di chi è la colpa? La Provincia di Napoli e il Comune di Ottaviano si palleggiano la responsabilità e in ogni caso cercano di tirarsene fuori come fanno sempre le amministrazioni pubbliche, ovvero sostenendo l'impossibilità di tenere in buono stato tutto il demanio amministrato. Gli eredi vincono la causa, sia nei due gradi di merito che in Cassazione. In primo grado però il tribunale giudica colpevole la Provincia, mentre la Corte d'Appello sposta la responsabilità sul Comune.

STRADA COMUNALE O STRADA PROVINCIALE? – Gran parte del procedimento è stato incentrato sulla questione relativa al fatto che la strada fosse di proprietà della provincia o del comune. Quindi chi fosse il proprietario onerato degli obblighi di custodia previsti dall'art. 2051 c.c.. Si trattava di un caso particolare: la strada è statale, ma attraversa il centro abitato di Ottaviano. I Giudici di Piazza Cavour confermano la Corte d'Appello di Napoli, che aveva giudicato la strada di proprietà del Comune di Ottaviano, sulla base della seguente considerazione: l'art.4  del regolamento di esecuzione del C.d.S. indica come comunali tutte le strade che passano all'interno del perimetro urbano, a meno che non si tratti di strade statali, regionali o provinciali che passano entro i confini di comuni aventi meno di diecimila abitanti. Il comune di Ottaviano non era stato in grado di contestare i dati forniti dalla Provincia di Napoli che indicavano un numero di abitanti superiore ai diecimila, dunque la strada viene giudicata comunale, prima in appello e ora in Cassazione.

CUSTODI DEGLI ALBERI: DEVONO CURARLI – A conferma di un indirizzo giurisprudenziale sempre più consolidato, anche in questo caso gli Ermellini precisano che la responsabilità delle pubbliche amministrazioni per i danni provocati da beni pubblici sono responsabilità da custodia. Quindi, una volta stabilito che il proprietario della strada è il Comune di Ottaviano, sarà questo a dover risarcire gli eredi della vittima del tragico incidente. La mancanza di cura degli alberi si considera implicitamente provata, e sarà l'ente proprietario di questi a doversi giustificare. Ciò in base all'art. 2051 c.c. che introduce nell'ordinamento la c.d. inversione dell'onere della prova: non è il danneggiato che deve provare la colpa del proprietario del bene che ha causato il danno, ma è il proprietario che deve dimostrare di aver fatto tutto quello che era in suo potere per evitarlo, oppure che il danno si è verificato per caso fortuito. Per questo le pubbliche amministrazioni cercano sempre di ottenere sentenze che escludano la loro responsabilità per i danni causati dai beni demaniali, come strade o alberi, in forza dell'art. 2051 c.c.. Se i giudici applicano tale norma, il danneggiato è avvantaggiato nel vincere le cause, mentre se applicassero la norma generale della responsabilità per danni illeciti (art. 2043 c.c.), sarebbe il danneggiato a dover fornire le prove della mancanza di diligenza dei comuni, delle regioni o delle provincie, e ciò sarebbe meno agevole. Si tratta di una scelta, quella di applicare l'art. 2051 c.c. alle amministrazioni oppure no, che comporta notevoli conseguenze: o si salvano le amministrazioni dai problemi di manutenzione dei beni demaniali, oppure le si costringono a “mettere in sicurezza” ogni angolo di strada, ogni albero, ogni manufatto pubblico, per evitare di dover pagare salatissimi risarcimenti. Da un decennio a questa parte, la Suprema Corte ha preso le parti dei danneggiati, con conseguenti sonore batoste a carico degli Enti Pubblici.

di Antonio Benevento

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