Roma, travolse e uccise due fidanzati.Pena dimezzata. Accuse ai giudici

ROMA - Da dieci a cinque anni; da omicidio volontario a omicidio colposo. A tredici mesi dall'incidente a Roma dei due fidanzati falciati mentre ritornavano a casa, i giudici di appello dimezzano...

19 giugno 2009 - 10:24

ROMA – Da dieci a cinque anni; da omicidio volontario a omicidio colposo. A tredici mesi dall'incidente a Roma dei due fidanzati falciati mentre ritornavano a casa, i giudici di appello dimezzano la pena al pirata della strada. E la madre di una vittimagrida la sua rabbia contro la magistratura: “Non credo più nellagiustizia. Con la sentenza d'appello l'hanno uccisa una seconda volta.I giudici hanno sputato in faccia alla gente”.

Lui, l'imputato, Stefano Lucidi, 35 anni, figlio di un ingegnere, haascoltato il verdetto con lo sguardo basso. Il suo ex compagno di cellaFriederich Vernarelli,sotto processo perché accusato di un altro incidente stradale in cuimorirono due giovani irlandesi, voleva stringergli la mano in aula, magli agenti non gliel'hanno permesso.

Lucidi invece non ha mai lasciato il carcere da quel 22 maggio 2008 maadesso che l'imputazione è stata derubricata in omicidio colposo,l'eventualità che presto ritorni libero diventa quasi certezza. “Iospero proprio che non succeda”, dice la madre di Flaminia Giordani,morta sulla strada quella sera insieme al fidanzato Alessio Giuliani,22 anni entrambi.

Avevano litigato quella sera Stefano e la sua compagna ValentinaGiordano, 27 anni, figlia dell'ex bomber della Lazio Bruno Giordano.Stefano era fuori di sé, furente perché la fidanzata gli aveva dettoche voleva lasciarlo: guidava la Mercedes 220 del padre “come unpazzo”, diranno i testimoni che l'hanno visto piombare sullo scotter diFlaminia e Alessio all'incrocio tra via Regina Elena e via Nomentana.

Manca poco alla mezzanotte; il semaforo segna rosso per l'auto maStefano neppure accenna una frenata. Supera le auto ferme e proseguesenza accorgersi che arriva uno scooter. Neppure avrebbe potuto guidareStefano Lucidi: i vigili gli avevano ritirato la patente per assunzionedi stupefacenti. Ma lui investe la moto e fugge. “Sei un bastardo, lihai ammazzati”, grida la fidanzata e scende dalla macchina. Lui vagaqualche ora, poi lo fermano mentre porta la Mercedes da un amicocarrozziere.

In primo grado, il giudice dell'udienza preliminare gli aveva comminatodieci anni per omicidio volontario, perché era chiaro che passare conil rosso a 90 chilometri orari, in pieno centro città, è uncomportamento che mette a rischio la vita propria e quella degli altri.Era la prima volta che i magistrati applicavano una pena così pesanteper un incidente stradale.

Ma la corte d'assise d'appello oggi ha ribaltato l'accusa: laprevisione dell'evento è rimasta, ma la volontà di uccidere è statacancellata. “E' un passo indietro e amaro rispetto ad una sentenza cheaveva aperto una strada verso fatti terribili”, ha detto l'avvocatoFrancesco Caroleo Grimaldi, legale dei genitori delle vittime. “Faremoricorso in Cassazione”.

Anche la città di Roma voleva costituirsi parte civile nelprocedimento, ma il giudice di primo grado ha respinto l'istanza.”Derubricare questo reato da omicidio volontario a omicidio colposo -ha detto il sindaco Gianni Alemanno – significa avallare l'idea che unguidatore possa mettersi al volante in stato di profonda alterazionesenza assumersi le responsabilità delle conseguenze”.

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