Ritrovi l'auto rubata senza comunicarlo? Appropriazione indebita

Chi ritrova la vettura dopo aver incassato il risarcimento, e non ne dà comunicazione alla Compagnia, commette il reato di appropriazione indebita

12 marzo 2012 - 9:00

Il caso è semplice e riguarda un automobilista con la polizza contro il furto, cui i ladri fanno sparire la vettura; l'assicurato incassa il risarcimento dalla Compagnia, ma poi ritrova la macchina senza darne comunicazione all'Assicurazione: in questo caso, commette il reato di appropriazione indebita, e non di truffa. Lo ha sancito la Cassazione (sezione seconda penale) con la sentenza numero 8927 del 31 gennaio 2012, depositata il 7 marzo.

NIENTE TRUFFA – Gli ermellini hanno annullato con rinvio la sentenza della corte d'Appello di Napoli, che aveva confermato la condanna del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di una coppia: un anno e dieci mesi di reclusione e 200 euro di multa per il reato di truffa contro un'Assicurazione. Stando alla Cassazione, il reato c'è: la mancata comunicazione alla Compagnia del ritrovamento dell'auto dopo aver incassato il rimborso di 23.000 euro. Infatti, la nuova proprietaria del veicolo, in questo caso, è la Compagnia. Tuttavia, non si tratta di truffa, bensì di appropriazione indebita, con pene inferiori.

COMUNICAZIONE IMMEDIATA – Per la Cassazione, l'obbligo di immediata comunicazione del ritrovamento del veicolo sottratto deriva dalla circostanza che (in virtù delle clausole generali del contratto di assicurazione) la Compagnia, dopo aver liquidato il danno derivante dal furto, acquista la proprietà dell'auto. Pertanto, in caso di recupero del veicolo rubato, l'assicurato deve comunicare tempestivamente il ritrovamento e mettere l'autovettura a disposizione della compagnia assicuratrice che ne è divenuta proprietaria. Secondo la Corte suprema, “è del tutto evidente che la mancata comunicazione alla società assicuratrice, che ne era divenuta proprietaria, dell'avvenuto recupero dell'autovettura non presume alcuna cooperazione artificiosa della vittima e non comporta alcuna perdita definitiva del bene da parte della società proprietaria”. Quindi non c'è una vera e propria truffa.

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