Provvedimenti in materia di videosorveglianza: gli effetti della norma sulla circolazione stradale

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010, è stata pubblicata la Deliberazione 8 aprile 2010 recante "Provvedimenti in materia di videosorveglianza" che sostituisce la norma del...

3 maggio 2010 - 23:00

DELIBERAZIONE 8 APRILE 2010
Gli effetti della norma sulla
circolazione stradale
A cura di Salvatore Palumbo
www.semaforoverde.it

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010, è stata pubblicata la Deliberazione 8 aprile 2010 recante “Provvedimenti in materia di videosorveglianza” che sostituisce la norma del 29 aprile 2004.
Per quanto direttamente attinente i temi trattati dal portale, qui di seguito si riassumono le principali linee guida che il Garante per la protezione dei dati personali, all'interno della Deliberazione, ha illustrato per i seguenti temi:

 – Rapporti di lavoro interessanti soggetti che svolgono la propria attività su veicoli di trasporto pubblico;
 – Sicurezza urbana con specifico riferimento al trasporto pubblico;
 – Utilizzo di dispositivi elettronici per la rilevazione di violazioni al Codice della Strada.

Rapporti di lavoro interessanti soggetti che svolgono la propria attività su veicoli di trasporto pubblico

Preliminarmente va detto che vanno sempre osservate le garanzie di riservatezza degli apparati di videosorveglianza installati in contesti in cui è resa la prestazione di lavoro; questi non devono mai riprendere in modo stabile la postazione di guida,  le cui immagini, raccolte per finalità di sicurezza e di eventuale accertamento di illeciti, non possono comunque essere utilizzate per controlli, anche indiretti, sull'attività lavorativa degli addetti.

Nel caso specifico, poichè la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro, questa può essere installata solo previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti.

Sicurezza urbana con specifico riferimento al trasporto pubblico

Recenti disposizioni legislative in materia di sicurezza, hanno attribuito ai sindaci il compito di sovrintendere alla vigilanza ed all'adozione di atti che sono loro attribuiti dalla normativa in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Pertanto, vi sono specifiche funzioni attribuite sia al Sindaco, in qualità di Ufficiale del Governo, sia ai Comuni, rispetto alle quali i medesimi soggetti possono utilizzare sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico al fine di tutelare la sicurezza urbana.
Quindi, ove sono presenti determinate e comprovate situazioni di particolare rischio che possano mettere a repentaglio la sicurezza nel trasporto pubblico, è ammessa l'installazione di sistemi di videosorveglianza sia su mezzi di trasporto pubblici, sia presso le fermate dei predetti mezzi.

Gli autobus, i tram, i taxi ed i veicoli da noleggio con o senza conducente dotati al loro interne di telecamere dovranno riportare indicazioni o contrassegni che diano conto, con immediatezza, ai fruitori del trasporto della presenza dell'impianto di videosorveglianza.
Per quanto riguarda invece, le aree di fermata o di stazionamento ove vengono installati gli impianti di videosorveglianza, è richiesta una maggiore cautela nell'individuare l'angolo della visuale coperta delle apparecchiature di ripresa, che deve essere strettamente circoscritto all'area di permanenza degli utenti in attesa di fruire del servizio di trasporto pubblico, permettendo di individuare l'area di ripresa solo alla pensilina ed agli altri arredi urbani funzionali al servizio di trasporto pubblico (tabelle degli orari, paline recanti l'indicazione degli autobus in transito, ecc.), con esclusione della zona non immediatamente circostante e comunque dell'area non direttamente funzionale rispetto alle esigenze di sicurezza del sistema di traffico e trasporto. E questo per salvaguardare la riservatezza dei soggetti diversi dagli utenti del servizio di trasporto pubblico.

Nel presente tema ed in quello precedente, salvo l'utilizzo dei dati registrati per fini di polizia giudiziaria o di indagine penale, è utile ricordare, circa i tempi della conservazione delle informazioni e delle immagini raccolte mediante l'uso di sistemi di videosorveglianza, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione, che per i comuni (e nelle sole ipotesi in cui l'attività di videosorveglianza sia finalizzata alla tutela della sicurezza urbana) il termine massimo di durata della conservazione dei dati è limitato ai sette giorni successivi all'acquisizione delle stesse.

Utilizzo di dispositivi elettronici per la rilevazione di violazioni al Codice della Strada

Anche gli impianti elettronici di rilevamento automatizzato delle infrazioni al Codice della Strada, utilizzati per documentare la violazione delle disposizioni in materia di circolazione stradale, come tutti i sistemi di videosorveglianza, comportano un trattamento di dati personali.
Ne discende che l'utilizzo di detti sistemi è lecito quando raccolgono esclusivamente dati pertinenti per il perseguimento delle finalità istituzionali per cui vengono utilizzati delimitando, come descritto nel tema precedente, l'angolo visuale delle riprese effettuate, in modo da non procedere alla raccolta delle restanti immagini non pertinenti o inutilmente dettagliate.

Per tali motivi, il Garante prescrive quanto segue:

   a) gli impianti elettronici di rilevamento devono circoscrivere la conservazione dei dati alfanumerici contenuti nelle targhe automobilistiche ai soli casi in cui risultino non rispettate le disposizioni in materia di circolazione stradale;
   b) le risultanze fotografiche o le riprese video possono individuare unicamente gli elementi previsti dalla normativa di settore per la predisposizione del verbale di accertamento delle violazioni (es., ai sensi dell'art. 383 del d.P.R. n. 495/1992, il tipo di veicolo, il giorno, l'ora e il luogo nei quali la violazione è avvenuta); deve essere effettuata una ripresa del veicolo che non comprenda o, in via subordinata, mascheri, per quanto possibile, la porzione delle risultanze video/fotografiche riguardanti soggetti non coinvolti nell'accertamento amministrativo (es., pedoni, altri utenti della strada);
   c) le risultanze fotografiche o le riprese video rilevate devono essere utilizzate solo per accertare le violazioni delle disposizioni in materia di circolazione stradale anche in fase di contestazione, ferma restando la loro accessibilità da parte degli aventi diritto;
   d) le immagini devono essere conservate per il periodo di tempo strettamente necessario in riferimento alla contestazione, all'eventuale applicazione di una sanzione e alla definizione del possibile contenzioso in conformità alla normativa di settore, fatte salve eventuali esigenze di ulteriore conservazione derivanti da una specifica richiesta investigativa dell'autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria;
   e) le fotografie o le immagini che costituiscono fonte di prova per le violazioni contestate non devono essere inviate d'ufficio al domicilio dell'intestatario del veicolo unitamente al verbale di contestazione, ferma restando la loro accessibilità agli aventi diritto;
   f) in considerazione del legittimo interesse dell'intestatario del veicolo di verificare l'autore della violazione e, pertanto, di ottenere dalla competente autorità ogni elemento a tal fine utile, la visione della documentazione video-fotografica deve essere resa disponibile a richiesta del destinatario del verbale; al momento dell'accesso, dovranno essere opportunamente oscurati o resi comunque non riconoscibili i passeggeri presenti a bordo del veicolo.

Contrariamente ai due casi precedenti, in relazione alla pubblicità ed all'informazione rivolta agli utenti circa la presenza dei dispositivi di videosorveglianza, in alcuni casi (es., rilevamento a distanza dei limiti di velocità, dei sorpassi vietati), l'obbligo di rendere nota agli utenti l'installazione degli impianti elettronici di rilevamento automatizzato delle infrazioni, è possibile fare a meno di fornire un'ulteriore, distinta informativa rispetto al trattamento dei dati che riproduca gli elementi che sono già noti agli interessati per effetto degli avvisi di cui alla disciplina di settore in tema di circolazione stradale. L'installazione di questi ultimi appositi avvisi già previsti dal Codice della strada permette, infatti, già agli interessati di percepire vari elementi essenziali in ordine al trattamento dei propri dati personali. Pertanto, gli avvisi che segnalano adeguatamente l'attivazione di dispositivi elettronici di rilevazione automatica delle infrazioni possono essere considerati idonei ad adempiere all'obbligo di fornire l'informativa richiesta.

Quando il Comune decide di introdurre sistemi di rilevazione degli accessi dei veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato, gli Enti dovranno rispettare quanto previsto dalla vigente normativa, e cioè che i dati trattati possono essere conservati solo per il periodo necessario per contestare le infrazioni e definire il relativo contenzioso, ferma restando l'accessibilità agli stessi per fini di polizia giudiziaria o di indagine penale.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?