Protocollo operativo Autovelox, il testo completo che disciplina gli autovelox

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI ISTRUZIONI OPERATIVE PER LE ATTIVITÀ' DI PREVENZIONE DEL FENOMENO INFORTUNISTICO STRADALE MEDIANTE IL...

18 settembre 2009 - 10:56

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

ISTRUZIONI OPERATIVE PER LE ATTIVITÀ' DI PREVENZIONE DEL FENOMENO INFORTUNISTICO STRADALE MEDIANTE IL CONTROLLO DEI LEMfTI DI VELOCITA'

  

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

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INDICE

PARTE I:

DISPOSITIVI DI MISURA DELLA VELOCITA'

  • 1. MODALITÀ' DI ACCERTAMENTO DELL'ECCESSO DI VELOCITA'
    1.1. Tipologia degli strumenti utilizzabili
  • 2. APPROVATONE DEI DISPOSITIVI
  • 3. CONTROLLO DEGLI STRUMENTI
  • 4. PERCENTUALE DI RIDUZIONE DELLA VELOCITA' A FAVORE DEL TRASGRESSORE
  • 5. GESTIONE DELLE APPARECCHIATURE

  

  • 5.1. Locazione comodato o leasing delle apparecchiature
  • 5.2. Attività che possono essere affidate a privati: servizi sussidiai all'accertamento
  • 5.3. Quantificazione del corrispettivo in caso di locazione

6.    PRECAUZIONI A TUTELA DELLA RISERVATEZZA PERSONALE
6.1. Limiti all'applicazione della normativa di tutela della riservatezza

6 2. Tutela della riservatezza nel caso di esternalizzazione di servizi sussidiari all'accertamento

  • 6.3. Visione delle fotografie o della documentazione video da parte degli interessati
  • 6.4. Riprese frontali

7.   SEGNALAZIONE DELLE POSTAZIONI DI CONTROLLO

7.1. Disposizioni per rendere visibili le postazioni di controllo della velocità

8.   SOGGETTI   CHE   POSSONO   UTILIZZARE    I    DISPOSITIVI    E   I   MEZZI   TECNICI    DI
CONTROLLO

8.1 Impiego di operatori nell'attività di controllo

PARTE II:

INDIVIDUAZIONE DEI TRATTI DI STRADA IN CUI È CONSENTITO IL CONTROLLO A

DISTANZA DELLE VIOLAZIONI SENZA LA PRESENZA DI OPERATORI DI POLIZIA

  • 1. IMPIEGO E CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI E DEI MEZZI TECNICJ Di
    CONTROLLO
  • 2. INDIVIDUAZIONE CON DECRETO DEL PREFETTO DELLE STRADE SULLE QUALI È
    AMMESSO L'USO DEI DISPOSITIVI E DEI MEZZI TECNICI DI CONTROLLO
  • 3. CRITERi PER LA DETERMINAZIONE DEI TRATTI DI STRADA JN CUI È POSSIBILE
    L'UTILIZZO DI DISPOSITIVI E MEZZI DI CONTROLLO DEL TRAFFICO

  

  • 3.1 Elevato livello di incidente lite sul tratto di strada
  • 3.2 Documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata

  

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4.   PROCEDIMENTO DI INDIVIDUAZIONE ED EMISSIONE DEL DECRETO DA PARTE DEL PREFETTO

Richiesta degli organi di polizia stradate Parere dell'ente proprietario o concessionario della strada

Emissione del decreto da parte del Prefetto

PARTE III:

MODALITÀ' DI CONTROLLO E DI CONTESTAZIONE

1.    POSTAZIONI  FISSE  DI  RILEVAMENTO  SENZA LA  PRESENZA  DELL'OPERATORE  DI
POLIZIA

Strumenti utilizzabili approvazione, taratura e modalità d'impiego. Rinvio Presegnalazione della presenza dei dispositivi. Rinvio

2.    POSTAZIONI  MOBILI  DI  RILEVAMENTO SENZA LA PRESENZA DELL'OPERATORE  DI
POLIZIA

P re segnai azione della presenza dei dispositivi

  • 3. POSTAZIONI MOBILI Dì RILEVAMENTO CON LA PRESENZA DELL'OPERATORE DI
    POLIZIA
  • 4. ACCERTAMÉNTO DIRETTO CON FERMO DEL VEICOLO E CONTESTAZIONE IMMEDIATA
    DELLA VIOLAZIONE

PARTE FV:

ABROGAZIONI:

Circolari Dipartimento della Pubblica Sicurezza e del Dipartimento per gli Affari

Interni e Territoriali

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PARTE I: DISPOSITIVI DI MISURA DELLA VELOCITA'

1.        MODALITÀ DI ACCERTAMENTO DELL' ECCESSO DI VELOCITÀ

L'eccesso di velocità può essere oggetto dì accertamento attraverso sistemi di rilevamento, fìssi o mobili.

I dispositivi ed i mezzi tecnici di controllo delle violazioni, infatti, possono essere sia di tipo mobile, per consentire un'utilizzazione più flessibile sul territorio, sia dì tipo fisso, installati permanentemente in postazioni appositamente allestite per garantire un controllo sistematico e continuativo dei tratti di strada caratterizzati da criticità particolari ovvero da elevata sinistrosità.

Entrambe le modalità di accertamento sono ugualmente valide ed efficaci. Tuttavia, in base alla vigente normativa, l'impiego di postazioni fisse di rilevamento, senza la presenza degli operatori di polizia, non può ritenersi una modalità ordinaria di controllo, ma rappresenta uno strumento utilizzabile solo su alcune strade ed in presenza di determinate condizioni.

In tutti gii altri casi, perciò, dovranno utilizzarsi sistemi mobili di rilevamento della velocità sotto il diretto controllo e con la presenza di un operatore di polizia.

Ciò, naturalmente, non impedisce la contestazione differita della violazione che è sempre possibile, sia con strumenti in postazione fissa che con strumenti mobili, quando ricorrono i presupposti previsti dall'ari 201, comma I-bis, lettere e) ed f), C.d.S.

1.1.     Tipologia degli strumenti utilizzabili

Gli strumenti utilizzabili si possono distinguere, quanto a modalità di accertamento in:

  • – dispositivi per l'accertamento della velocità istantanea o puntuale;
  • – dispostivi per velocità media.

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2.


APPROVAZIONE DEI DISPOSITIVI


Tutti gli strumenti utilizzati per misurare la velocità dei veicoli devono essere approvati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, secondo le disposizioni degli artt. 45, comma 6; 142, comma 6; 345 Reg Esec. C.d.S e del decreto ministeriale 29 ottobre 1997, relativo alla Approvazione di prototipi di apparecchiature per l'accertamento dell'osservanza dei limiti di velocità e loro modalità di impiego.

Ai sensi dell'ari 3 del citato decreto ministeriale 29 ottobre 1997, le approvazioni delle apparecchiature per l'osservanza dei limiti di velocità: concesse a decorrere dal 1& gennaio 1981, decadono venti anni dopo il loro rilascio. Da tale data gli apparecchi non possono essere né commercializzati, né utilizzati (1).


3.


CONTROLLO DEGLI STRUMENTI


La materia dell'impiego e della manutenzione dei misuratori di velocità ha una propria disciplina specifica, rispetto alle norme che regolamentano gli altri apparecchi di misura (2), contenuta nel citato decreto ministeriale 15 agosto 2007 che all'alt 4 testualmente    stabilisce:    “gli   organi   di   polizia    stradale   interessati   ai fuso    delle

apparecchiature per l'accertamento dell'osservanza dei limiti di velocità sorto tenuti a…………..

rispettare le modalità di installazione e di impiego previste nei manuali d'uso”.

•(1)     Peri dispostivi approvali in via provvisoria o con scadenze più ridotte, non è vietato t'impiego dopo la scodella. £ ii caso, ad esempio,
dei dispositivi laser denominati Telelaser LTi 20-20 por i duali era sfarà rluctata vn'approvatione provvisoria in data B settembre 1997.
dai
Mnfdao dei Lavori Pubblici – Ispettorato Generato per la Circolazione e la Sicurezza Stradala. Per tali apparecchiature con decreto
n. 4199, veniva fornita approvazione per mesi quindici dalia dala dei medesimo decreto. Con nota n.  1352 del 30 marzo 199S,
l'Ispettorato precisava che il sopraciteto dispositivo Commercializzato nel periodo di validità indicato nel citato Decreto n. 4199, era
comunque idoneo all'impiego per venti anni a decorrere valla data del predetto decreto, nel rispetto delle prescrizioni relative all'uso
dello Stesso misuratore. Con successivo Decreto n. 6025 del 30 novembre 1998, il termine di validità dell'approvazione del dispositivo
misuratore di velocità Telelaser veniva prorogato sino al 1 ' marzo 2000. !.. arì. 3 del medesimo decreto specificava, tuttavia, che le
apparecchiature commercializzate entro il ì ” marzo 2000 sono da intendersi idonee all'impiego anche oltre (fetta Hata, entro i limiti
temporali di validità dell'approvazione previsti nel D.M. 29 ottobre 1997, ovvero venti anni.

•(2)     Gli apparecchi di misura delia velocità non sono soggetti ed operazioni di taratura pen'odica in senso tecnico intatti, la legge 273/1991,
erte si occupa di operazioni metrologiche di verifica, non ha alcuna attinenza con gli apparecchi di misura della velocità. Per tali
strumenti, infatti, una taratura in senso tecnico non è necessaria poiché tale normativa nguanìa soltanto i controlli metrologia effettuati
su apparecchi
eff misura di tempo, distanza, a massa. Dello stesso avviso, peraltro, è il Ministero delle Attivila RrocfuJtn/e, il quale ha
escluso che le apparecchiaiure destinale a controllare la velocita debbano essere oggetto di verifica metrologica periodica presso i SlT
previsti dalla Citata legge 273/1991.   Un obbligo generalizzato di verifica melroiogica degli strumenti non può evincersi neanche da altre
norme tecniche che, non solo non disciplinano la materia in modo specifico, ma non sono comunque vincolanti per l'ordinamento italiano
per l'assenza di specifico fiecepimento o richiamo da par
ìe di norme nazionali.

  

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È esclusa, perciò, la necessità di un controllo periodico dello strumento di misura se non è espressamente richiesto dal costruttore nel manuale d'uso depositato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al momento della richiesta di approvazione, ovvero nel decreto di approvazione.

Per tutte le apparecchiature approvate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sono destinate ad essere impiegate esclusivamente con la presenza e sotto il costante controllo di un operatore di polizia stradale, i costruttori prevedono una verifica periodica con cadenze diverse, indicate nel libretto-manuale d'uso e manutenzione e comunque con cadenza almeno annuale, al fine di accertare il corretto funzionamento dell'apparecchio.

Gli apparecchi utilizzati in modalità automatica, cioè senza la presenza ed il diretto controllo dell'operatore di polizia stradale, secondo quanto previsto dai provvedimenti di approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono sottoposti ad una verifica metro logica periodica – almeno annuale tendente a valutare la corretta funzionalità dei meccanismi di rilevazione.

La verifica, in entrambi i casi, può essere effettuata a cura del costruttore dell'apparecchio che risulti a ciò abilitato dalla certificazione di qualità secondo le norme ISO-9001 e seguenti, ovvero dai Centri di Taratura opportunamente accreditati presso il S.I.T. – Servizio Italiano di Taratura.

4.        PERCENTUALE     DI    RIDUZIONE    DELLA    VELOCITA'    A    FAVORE    DEL TRASGRESSORE

Alla velocità accertata dall'apparecchio di misura deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5% del valore rilevato, con un minimo di 5 km/h. Eventuali decimali risultanti da questa operazione non possono essere oggetto di ulteriore arrotondamento, né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all'incertezza della misura dello strumento che sono già comprese nella percentuale sopra citata (3).

(3) Sia l'ari. 142 Cd. S cft$ ì'&t. 345, Reg. Esec. C.dS- non fanno menzione di an-oiondamenti ulteriori nelts $et$fnìi<ìaziorte della velocità. Pertanto il swp&ranìsnio dei predetti limiti, una volta effettuata le riduzione/ pari al 5% delle velocità rilevala, con un minimo di 5 km/h, comporta l'applicazione dells sanziona amminislrstrve pectiniaria. che coni$fX>r>dà si valore finale detta velocità rilevata, compresi i vétori decimali (es. limite di velocità 130 km/h, velocità rilavata di 148 km/rt – riduzione del 5%- vetodtè 14Q.S km/h con sanzione di cui all'ari. 142, comma B, C.d-S- p&raver superato di oltre 10 km/h).

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La riduzione si applica alle risultanze ottenute da tutti gli strumenti di misura approvati per l'accertamento della velocità sia istantanea o puntuale che media (4),

5.        GESTIONE DELLE APPARECCHIATURE

Gli apparecchi di misura utilizzati per contestare I' eccesso di velocità devono essere nella completa disponibilità degli Uffici o Comandi da cui dipendono gli organi accerta tori.

L accertamento delle violazioni in materia dì circolazione stradale, tra cui quella relativa al superamento dei limiti massimi dì velocità, ricade tra le attività di cui all'art. 11, e. 1, lett a), C.d.S., e pertanto, costituendo servizio di polizia stradale, non può essere delegato a terzi, pena la nullità degli accertamenti (5).

5.1.      Locazione comodato o leasing delle apparecchiature

Ne! richiamare la disposizione di cui all'ari 345, comma 4, Reg. Esec. C.d.S, nella quale è stabilito che le apparecchiature per il rilevamento della velocità devono essere gestite direttamente dagli organi preposti all'espletamento dei servizi dì polizia stradale elencati dall'ari 12 C.d.S, si fa presente che è consentito l'uso di un apparecchio non di proprietà dell'organo accertatore, ma che sia da questo preso in locazione, in comodato o in leasing.

(4) La vigente normativa di cui ali'art. 345 Feg. Esec C.d.S e al citato D.M. 2Ù.10.1S97, impone che la percentuale di riduzione a favore dell'utente, pari $1 5% con un minimo di 5 Km/h, si applichi a tulle le apparecchiature utiliiiate per l'accertamento delia velocità dai veicoli, senza fare distinzione Ira apparecchiature destinate a misurare la velocità istantanea e strumenti tecnici per il calcolo della velocità media. Invero, la concessione della predetta riduzione a /sws dell'utente non è cwnetetè alla incertezza di misura strumentala degli apparecchi, ma alla necessità di tener confo della reale condotta dell'utente che non può tenere costantemente sotto controllo il tachimetro, ovvero può anche superane ieggerm&ntQ la velocità massima consentita per eseguire una manovra più laidamente a favore della sicurezza e può essere condizionale dalia possibile imprecisione dsgti strumenti di misure dei veicoli (tachimetri}. La riduzione progressiva del valore della velocità media (5, 10 o 15% in base alia velocità calcolata), prevista dal comma 2 dell'ari. 345 Reg Esec.C.d.S.. deve essera applicata al valore della velocità medie ricavala empiricamente dsl corìfronio dei dati orar! e delle percorrenze autostradali ricavati dai biglietti autostradali. Ai sistemi lecitici di misurazione della velocità media, perciò, non può essere applicata la riduzione previste dall'ari.345, comma 2, Reg. Esec. C.d.S, relativa alla velocità media calcolala con Is risultanze dei biglietti autostradali.

(5} A tale comportamento consegue, altresì, la censurabililè delle amministrazioni inadempienti, in Questo in contrasto con Ig previsione dell'artìcolo 345, comma A, Reg. .Esec. C.d.S, secondo il quale l'acceriamertio delie violazioni ai Simili massimi di velocità deve essere eseguito attraverso la “gestione diretta” delle apparecchiature da parte degli organi di polizia stradale (Cass.dv., Sez. !, 7 novembre 2003 n. 16712).

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La citala disposizione regolamentare, infatti, non specificando la natura del titolo del possesso dello strumento, lascia intendere che le singole apparecchiature possono essere:

  • a) prese in locazione o in leasing da imprese che ne hanno la proprietà con contratti
    che possono prevedere, altresì, anche gli interventi di manutenzione;
  • b) acquisite in comodato da altre Pubbliche Amministrazioni ovvero da Enti Proprietari
    o Concessionari delle Strade, secondo convenzioni o accordi che possono
    comprendere anche le operazioni di manutenzione.

In entrambi i casi, tuttavia, è sempre necessario che le stesse apparecchiature siano costantemente mantenute nella completa ed esclusiva disponibilità degli organi di polizia stradale di cui all'art. 12 C.d.S.. Per soddisfare la predetta esigenza, l'intervento degli organi di polizia stradale deve concretizzarsi:

  • a) per le postazioni mobili, nell'installazione, nella verifica di funzionalità e nel costante
    controllo del corretto funzionamento dell'apparecchio;
  • b) per le postazioni fisse, nella verifica della funzionalità del sistema di controllo e nella
    sua attivazione o disattivazione, anche a distanza.

5.2,      Attività che possono essere affidate a privati: servizi sussidiali all'accertamento

La convalida delle immagini prodotte dall'apparecchiatura e la sottoscrizione di verbali di accertamento devono essere sempre effettuate dagli organi di polizia stradale e così pure ogni altra operazione che concorra alla formazione dei predetti atti.

Possono, invece, essere affidate a terzi o svolte sotto il diretto controllo degli organi di polizia stradale le attività puramente manuali e complementari quali, a titolo esemplificativo, la rimozione e sostituzione dei rullini, lo sviluppo degli stessi e la stampa dei fotogrammi, la masterizzazione dei dati relativi, ovvero la predisposizione degli stampati per Se procedure di notifica.

Durante le operazioni di rilevamento, è possibile avvalersi di tecnici specializzati purché a questi ultimi non siano affidati compiti di accertamento e controllo, di specifica competenza degli operatori di polizia stradale.

  

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Per quanto riguarda, invece, la fase dello sviluppo dei fotogrammi impressionati, si ribadisce la necessità che un operatore di polizia presenzi alle operazioni demandate ad un laboratorio privato al fine di garantire la legittimità dell'operazione e ['obbligo di gestione diretta prevista dai citato art.345 Reg. Esec. C.d.S..

5.3.     Quantificazione del corrispettivo in caso di locazione

In conformità a quanto disposto dal comma 4 dell'ari, 201 C.d.S., le spese relative alle attività affidate a terzi rientrano tra quelle di accertamento e, come tali, essendo possibile una quantificazione analitica dei costi, si può determinare il corrispettivo da riconoscere al soggetto appaltante ed eventualmente da porre a carico, in misura proporzionale, al trasgressore.

Tuttavia, le spettanze da elargire all'aggiudicatario dell'appalto di locazione dell'apparecchio e dei relativi servizi devono essere rapportate alle disposizioni dell'ari 208 C.d.S., relative alla destinazione dei proventi degli illeciti amministrativi, ove è prevista tra (altro, la possibitità della fornitura dei mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradate. Il corrispettivo, perciò, deve essere sempre commisurato al costo delle operazioni effettuate o in funzione del tempo di utilizzo delle apparecchiature e non alle sanzioni eventualmente riscosse (6).

6.        PRECAUZIONI A TUTELA DELLA RISERVATEZZA PERSONALE

I dispositivi di controllo utilizzati per l'accertamento dell' eccesso di velocità che consentono di documentare la violazione ed a richiesta dell'interessato la visione successiva devono essere impiegati nel rispetto delle norme suila riservatezza personale (D.L.vo 196/2003).

La doverosa considerazione dei diritti della persona, impone ['adozione dì alcune cauteìe. In particolare è necessario che:

.(6) Se da una parte, infatti, appare illogico in un rapporto contrattuale con natura 'do ut faciesvincolala il corrispettivo per la gestazione ad un'”aìea” conispondente ad una percentuale della sanzioni amministrative pecunian'e riscosse, daOTaftra appare paradossale erte* concorra all'altivitè di accertamento uri soggetto privato die, pur accettando il rischio contrattuale, determini con la proprie opera l'entità del corrispettivo da ricever riducendo cosi lo stesso rischio contrattuale. Una procedura cosi come ipotizzata appara in parte in contrasto anche con Se disposizioni delt&te dall'ari. 203 del Codice della strada, che stabilisce la destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie Olfatti, una determinazione “a priori” del costo del servizio, tesata su una percentuale predefinita e senza una motivazione plausibile che giustifichi tale corrispettivo, limiterebbe in modo sostanziale ie percentuali che spenano ai soggetti beneficiari richiamati nei medesimo art. 2Ù8 C.d.S., con il n'scbio di pregiudicare le attività e gli obbtettivi da perseguire che sono finanziati con i fondi in questione,

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  • – gli apparecchi di rilevazione, pur potendo effettuare un continuo monitoraggio del
    traffico, memorizzino le immagini solo in caso di infrazione;
  • – salva la possibilità di utilizzo dei dati per fini giudiziari, le immagini rilevate siano fruibili
    solo per l'accertamento e la contestazione degli illeciti stradali;
  • – la registrazione continua dei monitoraggio del traffico sia conservata in forma di dati
    anonimi, senza possibilità di identificazione dei veicoli o delle persone e possa essere
    disponibile, sempre attraverso dati anonimi, soltanto per studi o ricerche sul traffico;
  • – le risultanze fotografiche o le riprese video siano nella disponibilità e vengano trattate
    solo dal personale responsabile degli organi di polizia e dagli incaricati del trattamento e
    della gestione dei dati;
  • – le immagini siano conservate solo per il periodo dì tempo strettamente necessario
    all'applicazione delle sanzioni e alla definizione dell'eventuale contenzioso;
  • – nella conservazione delle risultanze fotografiche o video, siano adottati gli accorgimenti
    di sicurezza utili ad evitare l'accesso non autorizzato ai dati e alle immagini trattate.

6.1.       Limiti all'applicazione della normativa di tutela della riservatezza

Occorre precisare che l'applicazione della vigente normativa in materia di riservatezza personale, riferita al trattamento delle immagini, comprese anche quelle registrate nei controlli con documentazione video, è obbligatoria solo qualora permetta di identificare un soggetto anche in via indiretta, cioè attraverso il collegamento con altre informazioni, quali quelle degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico o de! Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi informativi e Statistici del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.

Pertanto, le prescrizioni sopra richiamate non operano quando i sistemi utilizzati e le registrazioni effettuate, per la distanza, per l'ampiezza dell'angolo di visuale, per la tipologia degli strumenti ovvero per altre cause contingenti non contengano dati identificativi dei veicoli.

6.2.       Tutela della riservatezza nel caso di esternalizzazione di servizi sussidiari
all'accertamento

Qualora le operazioni di sviluppo e stampa della documentazione fotografica ovvero di gestione della documentazione video o digitale prodotta dalle apparecchiature di rilevamento dei la velocità siano affidate a soggetti privati, deve essere sempre garantito il rigoroso rispetto delle disposizioni poste a tutela della riservatezza personale.

In particolare, deve comunque essere assicurato che:

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  • – i dipendenti della struttura privata operino in qualità di 'incaricati del trattamento”;
  • – gli stessi agiscano sotto !a diretta sorveglianza e secondo le istruzioni del “titolare del
    trattamento” e del “responsabile del trattamento “;
  • – il ruolo di “incaricato del trattamento” possa essere svolto soltanto da una persona
    fisica;
  • – sia nominato “responsabile del trattamento” la società incaricata, ovvero una o più
    persone operanti nell'Amministrazione Pubblica, ovvero una o più persone operanti
    nella medesima struttura privata.

Ricorrendo tali presupposti, il privato è legittimato a trattare i precedenti dati delta struttura pubblica, di cui abbia ìa disponibilità, ma è comunque vincolato ad utilizzarli nell'ambito dei compiti che devono risultare da un atto scritto (provvedimento amministrativo o convenzione),

6.3.       Visione delle fotografie o della documentazione video da parte degli interessati

Per garantire le esigenze di riservatezza, le fotografie o (e immagini che costituiscono fonte di prova per gli illeciti accertati non devono mai essere inviate al domicilio dell'intestatario del veicolo unitamente al verbale di contestazione.

Tuttavia, poiché l'intestatario del veicolo ha un legittimo interesse a conoscere l'effettivo autore della violazione e, pertanto, ad ottenere dalla competente autorità ogni elemento utile al riguardo, la visione della documentazione fotografica o del video deve essere resa disponibile a richiesta del destinatario del verbale, nel rispetto delle norme sull'accesso ai dati personali trattati.

Al momento dell'accesso, pertanto, dovranno essere opportunamente oscurati o resi comunque non riconoscibili i passeggeri presenti a bordo del veicolo controllato.

6.4.       Riprese frontali

Le esigenze di riservatezza personale escludono la possibilità di effettuare il rilevamento della velocità con sistemi automatici, senza contestazione immediata della violazione, attraverso la ripresa fotografica frontale del veicolo e la memorizzazione di immagini che permettano dì identificare le persone che vi si trovano a bordo. Un siffatto tipo di accertamento, infatti, in quanto non indispensabile, si pone in violazione alle nonne in materia di riservatezza.

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Sono, viceversa, compatibili le riprese frontali realizzate con l'ausilio di dispositivi laser impiegati per la contestazione immediata delle violazioni.

Infatti, in tali casi, la documentazione video realizzata costituisce solo il supporto che attesta una violazione accertata direttamente dall'operatore di polizia.

7.        SEGNALAZIONE DELLE POSTAZIONI DI CONTROLLO

L'ari 142, comma 6-bis, C.d.S. impone che le postazioni di contralto per i! rilevamento della velocità siano:

  • a) p re ve nt i va mente segnaIate ;
  • b) ben visibili

II rispetto delle esigenze di informazione dell'utenza, allo scopo di fornire la massima trasparenza all'attivìtà dì prevenzione realizzata con l'impiego di apparecchiature di controllo della velocità, deve essere garantito mediante l'uso di segnali o di dispositivi di segnalazione luminosa.

Le loro caratteristiche e le modalità di impiego sono state stabilite con decreto adottato dai Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno, in data 15 agosto 2007.

In proposito, nel rinviare a tale provvedimento per quanto concerne le indicazioni relative a! contenuto del messaggio, si richiama l'attenzione sugli articoli 2 e 3 precisando che:

a) il decreto non fissa una distanza minima tra il segnale stradale di preavviso e la postazione dì controllo a cui si riferisce ma, più genericamente, stabilisce che tale distanza deve essere 'adeguata” in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante. Salvo casi particolari, in cui l'andamento plano-altimetrico della strada o altre circostanze contingenti rendono consigliabile collocarlo ad una distanza maggiore, si può ritenere che tra il segnale o il dispositivo luminoso e la postazione di controllo possa essere “adeguata' la distanza minima indicata, per ciascun tipo di strada, dall'ari 79r comma 3, Reg.Esec. C.d.S. per la collocazione dei segnali di prescrizione; tale distanza minima, infatti, consente di garantire iì corretto avvistamento del segnale o del dispositivo luminoso da parte degli utenti in transito;

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b) Sa distanza massima tra il segnale stradale o il dispositivo luminoso che indica la presenza della postazione dì controllo e la postazione stessa non può essere superiore a km 4 e tra ii segnale e la postazione non devono essere presenti intersezioni o immissioni laterali di strade pubbliche;

e) le caratteristiche costruttive dei segnali stradati utilizzabili (forma, colore dì fondo, dimensioni dei caratteri, ecc.) sono quelle previste dal Reg. Esec. C.d.S. per i segnali di indicazione; per i dispostivi luminosi a messaggio variabile, invece, occorre far riferimento alle disposizioni dell'art 170 del medesimo regolamento.

L'informazione sulla presenza della postazione di controllo sia fissa che mobile (7), deve essere fornita attraverso la collocazione di idonei segnali stradali di indicazione, anche a messaggio variabile, che possono essere installati, in via provvisoria o definitiva, ad adeguata distanza dal luogo in cui viene utilizzato il dispositivo(8) secondo le indicazioni del decreto ministeriale 15 agosto 2007(9).

Per le postazioni mobili possono essere utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada solo quando la posizione dei dispositivi sia stata oggetto di preventiva pianificazione coordinata ed il loro impiego in quel tratto di strada non sia occasionale, ma, per la frequenza dei controlli, assuma il carattere dì sistemati cita (10),

Limitatamente alle postazioni mobili di controllo, l'esigenza di informazione preventiva può essere soddisfatta anche attraverso l'impiego di dispositivi luminosi a messaggio variabile, installati su veicoli e collocati ad adeguata distanza dalla postazione stessa, conformemente alle indicazioni fornite dal citato decreto ministeriale del 15 agosto 2007.

•(7)             II comma 1 dell'artìcolo 4 (fella legge 163/2002 prescrive che l'installazione o l'ulilizzazione dei dispositivi o (tei mazzi tecnici di controllo
deve essene portata a conoscenza degli utenti della strada   la nonva, utilizzando it termine “informazione” e non facendo alcun
riferimento alla necessiti di una specifica forma (Si segnalamento o alla collocazione di un segnate stradale previsto dai codice d&Sia
strada, aveva intesa stabilire che l'avviso d&lla
presenza o d$i)'u!ilizzazione dei dispositivi potesse essere dato con qualsiasi strumento
di comunicazione disponibile e cioè, a tilolo esemplificativo, anche attraverso pannelli a messaggio variabile-, comunicati scritti o volantini
consegnati all'ulema, annunci radiofonici
O da parìe dei mass-media, ecc. Con l'introduzione del comma S-bis deJl'art.  142 C.d.S.,
tuttav
ìa, gli strumenti di controllo delia velocita devono essere necessanamente presegnalati con l'uso di segnali stradali o pannelli a
rnessaggio variabile, secondo Is indicazioni del ÙM 15.3.2007.

•(8)     La norma non impone la presegnaisiione dell'effettivo funzionamento delle apparecchiature ma solo dell'installazione delia postazione
fissa o (fella sua abituale coltocazions, quando trattasi di postazioni mobili,

•(9)             Nelle more della completa attuazione delle disposizioni ministeriali, peraltro, resta ferma la cartellonistica di seg.n0l32to.ne delle
postazioni fìsse e mobili di controllo della velocità, già collocata sulle strada ed autostrade, purcné avente colori, caratteristiche
dimensionati e di installazione confòrmi alle disposìiionì regolamentari in materia.

(1Q) Salvo i casi sopracitaSi, infatti, i'uttfzzdzionQ di segnaletica permanente per segnalare postazioni femporanee, sé pur non vietala dalle disposizioni vigenti, risulta non coerente con ta tipologia utilizzata e con l'esigenza di credibilità che il messaggio segnaletico deve fornire. Portento, salvo i casi sopraindicati, te postazioni mobili doi/tebbero essere segnalète con segnali stradali temporanei.

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

* + -*

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

Tutte le segnalazioni in argomento dovranno essere comunque collocate in condizioni di sicurezza e in modo da consentirne il tempestivo avvistamento da parte degli utenti in transito e la tutela dell'incolumità degli operatori di polizia.

7.1.     Disposizioni per rendere visibili le postazioni dì controllo della velocità

Le postazioni fisse di rilevamento della velocità possono essere rese ben visibili attraverso un'opportuna colorazione delle installazioni in cui sono contenute, ovvero attraverso la collocazione su di esse di un segnale di indicazione dell'organo operante conforme a quello riprodotta dall'art. 125 Reg. Esec. C.d.S.

Le postazioni di controllo mobili possono essere rese ben individuabili ricorrendo, ove possibile, all'impiego di autoveicoli di servizio con colori istituzionali. In alternativa, quando sia utilizzato un veicolo di serie nella disponibilità della Pubblica Amministrazione, la visibilità della postazione può essere garantita con la collocazione sul veicolo o in corrispondenza di esso di un segnale conforme a quello previsto per le postazioni fisse, ovvero facendo uso di un dispositivo supplementare a luce lampeggiante blu di tipo mobile.

8.        SOGGETTI CHE POSSONO UTILIZZARE I DISPOSITIVI E I MEZZI TECNICI DI CONTROLLO

L'articolo 4, comma 1, della legge 168/2002 limita l'utilizzazione o la installazione dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo a distanza ai soli organi di polizia stradale indicati nel comma 1, dell'ari 12 C.d.S. .

Resta impregiudicata, per i restanti organi di polizia stradale richiamati ai commi 2 e 3 dell'ari. 12 C.d.S,, la facoltà di utilizzare dispositivi di controllo finalizzati all'accertamento diretto delle violazioni, procedendo, quando possibile, alla prescritta contestazione immediata delle stesse. I medesimi soggetti, peraltro, possono utilizzare anche i dispositivi di controllo senza effettuare la contestazione immediata nei casi previsti dall'art. 201, comma 1-bis, lett, e), C.d.S., a condizione che il loro impiego avvenga con la presenza e sotto il diretto controllo di dipendenti abilitati allo svolgimento di compiti di polizia stradale.

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

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DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

8.1        Impiego di operatori nell'attività di controllo

Nei casi indicati all'art. 201, comma 1 bis, lett. e), la condizione della costante presenza di un operatore di polizia stradale può ritenersi soddisfatta quando l'apparecchio di misura è gestito anche da un solo dipendente.

Quando ii servizio di controllo prevede la contestazione immediata della violazione, non è richiesto l'impiego coordinato di più unità operative, essendo sufficiente l'utilizzazione di una sola unità operativa composta da almeno due operatori di polizia stradale. Infatti, nel rispetto delle regole fissate dalle presenti istruzioni, il numero degli operatori e le modalità dei loro impiego restano in ogni caso rimessi alla vantazione discrezionale del responsabile del Comando o dell'Ufficio da cui dipendono.

PARTE II

INDIVIDUAZIONE DEI TRATTJ DI STRADA IN CUI È CONSENTITO IL CONTROLLO A DISTANZA DELLE VIOLAZIONI SENZA LA PRESENZA DI

OPERATORI DI POLIZIA

1. Impiego e caratteristiche dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo

L'articolo 4 dei D.L. 20.6,2002, n.121, come convertito e modificato dalla L. 1.8.2002, n.168, consente sia l'impiego di dispositivi che di mezzi tecnici di controllo del traffico, per l'accertamento a distanza di alcune violazioni, tra cui l'eccesso di velocità (art.142C.d.S).

In particolare è possibile l'installazione e l'impiego di dispositivi in grado di rilevare, anche in modo automatico (11), le violazioni, senza la presenza o l'intervento contestuale dell'operatore di polizia stradale ovvero di mezzi tecnici che mettono in

•(11) Secondo l'art.4 dei D.L 20.6.2002, n. 121. convenuto, con modificazioni, dalia L 10.3.2002, n. 1ÙS, gli accertamenti in automàtico delie
violazioni previste dall'art. 142 sono correttamente effettuali senza la presenza dell'organo di controllo, solo qualora vengano eseguiti
mediante apparecchiature erte abbiano ottenuto una specifica omologazione per tale impiego. Ne consegue erte se i dispositivi eli
rilevamento che non hanno ottenuto la suddette! appfQ/$z)one, possono essere utilizzati solo se gestiti direttamente dagli organi di
polizia stradale e nella loro disponibilità.

•(12) La norma intende riferirsi sia all'impiego di dispositivi o mezzi tecnici dì contralio erte rilevano l'infrazione quando il veicolo è già
transitato e chs sono presidiati durante  it funzionamento da un organo di polizia  stradalo,   sia all'impiago  di strumenti  che
automattcarYi&rìte, senta neppure la presenza dell'operatore di polizia, registrano l'infrazione e trasmettono i dati a disianza (controlli da
remoto), ovvero ette consentono l'uccertarnento ifr tempi successivi sulla base d&tle immagini raccolte.

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

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DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

condizione l'organo preposto all'attività dì monitoraggio del traffico a distanza di accertare l'illecito in un luogo diverso da quello in cui esso si sviluppa e dal momento in cui si compie.

La norma legittima l'accertamento e la contestazione differita delle violazioni rilevate con i predetti dispositivi tecnici senza richiedere che l'impossibilità della contestazione immediata sia adeguatamente motivata caso per caso, ma considerandola oggettivamente ed in via presuntiva presente in tutte le fattispecie indicate (12-13).

I dispositivi di controllo si identificano con gli strumenti tecnici costruiti specificamente per accertare violazioni (quali, a titolo esemplificativo, i misuratori di velocità), mentre i mezzi tecnici di controllo (14) sono costituiti, più genericamente, da tutti gli apparecchi che consentono di controllare il traffico a distanza (videocamere, sistemi digitali di rilevamento del passaggio, ecc).

L'art. 4 in linea con le disposizioni dell'ari 45, comma 6, C.d.S. prescrive che i dispositivi di controllo, utilizzati per l'accertamento automatico delle violazioni e cioè senza richiedere la presenza o l'intervento diretto degli operatori di polizia stradale, devono essere approvati ed omologati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Tra sporti.

La disposizione è in armonia con l'art. 345 Reg Esec. C.d.S., secondo cui tutti i dispositivi destinati a controllare la velocità dei veicoli devono essere approvati od omologati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

•(13) Occorra precisare, tuttavia, che la disposizione dell'ari. 4 L 168/2002 non sostituisca te nonne generali dal codice della strada in materia
di accertamento degli illeciti; piuttosto, te integra prevedendo una procedura speciale per S'attivile di controllo e di accertamento delle
violazioni realizzeto anche senza II direno inteivento di un operatore di polizia stradale, ed introducendo un'espressa eccezione al
principio della contestazione immediata di cui all'art. 200 C.d.S.. quando l'accertamento
avviene su strade ed in situazioni in Cui la
contestazione immediata, per molivi aggettivi, è comunque impossibile, molto difficoltosa ovvero pericolose, por il personale operante o
per gli utenti dell-a Strada. Per questa ragione, fuori dei casi descritti dalla norma, è possibile continuare ad utilizzare sistemi di
misurazione della velocità ovvero (Si rilevamento o di documentazione degli illeciti avendo riguardo alla discipline generate del codice
della strada, perciò, ove possibile, si potrò procedere all'immediata contestazione della violazione.

•(14) Riguardo ai mozzi tecnici di controlio dei traffico, che richiedono l'intervento a distanza di un operatore al fine di rilevare un'infrazione (ad
esempio, videocamere a circuito chiuso), si evince che i medesimi possono essere utilizzati per l'accertamento delle violazioni di cui
all'art. 14$ e 17$ C-Q-S- senza necessit
à di preventiva approvazione del Ministero delle Infrastnitture e dei Trasporti, purché siano sotto
il diretto controllo degli organi di polizia stradale che, a distanza, effettuano il monitoraggio del traffico in tempo reato

•(15) II testo dei comma i dell'ari. 4 dalla legge n. 163/2002 indica chiaramente, richiamando it testo del codice della strada al riguardo, che
l'ambito terrltoriala di utilizzo dei citati dispositivi è circoscritto solo alle autostrade, alle strade extraurbane principati, alte strade
extraurbane secondarie e alte strade urbane di scorrimento. La procedura di individuezione dei tratti di strade di cui al successivo comma
2, concernente le arterie diverse dalie autostrade e dalle strade extraurbane principali, quindi, non può riguardare le strade urbane di
Quartiere e la strade locali, né è possibile interpretare la mancante esplicita esclusione come possibilità di estendere tale disciplina anche
atte strade urbane di Quartiere e alle strade locali

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

*  iH  *

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

2. INDIVIDUAZIONE CON DECRETO DEL PREFETTO DELLE STRADE SULLE QUALI È AMMESSO L'USO DEI DISPOSITIVI E DEI MEZZI TECNICI DI CONTROLLO

Relativamente alle strade classificate dall'ari 2, comma 2, C.d.S. di tipo A (autostrade) e B (strade extraurbane principali} i dispositivi di controllo possono essere sempre utilizzati, per cui non è necessaria una preventiva ricognizione da parte del prefetto(15).Per le strade di tipo C (strade extraurbane secondarie) e D (strade urbane di scorrimento), spetta al prefetto, con proprio decreto, la determinazione dei tratti in cui è possibile l'attività di controllo remoto del traffico finalizzata all'accertamento delle violazioni per eccesso di velocità, sentiti gli organi di polizia stradale di cui all'art. 12, comma 1, C.d.S. e su conforme parere degli enti proprietari delle strade

A tal proposito si soggiunge che le strade classificate ai sensi dell'ari. 2r comma 2, lett. B e C del Codice della Strada come “extraurbane”, quando attraversano i centri abitati assumono automaticamente e funzionalmente la classificazione di cui all'ari. 2, comma 2, lett D, E, o F, a seconda delle caratteristiche e a prescindere dall'ente che abbia la proprietà o la gestione amministrativa delle strade stesse.

Nell'ipotesi, pertanto, che tali arterie assumano la classificazione di strade urbane di quartiere o strade locali non è consentita ('installazione di sistemi dì rilevamento a distanza; viceversa, è ammessa quando assumono la classificazione di strade urbane di scorrimento, previa individuazione puntuale da parte del prefetto del tratto di strada ai sensi dell'art.4, comma 2, L168/2002.

Sulle strade di tipo A e B nonché sui tratti di altre strade individuati dal prefetto è sempre consentita la contestazione differita della violazione (17).

(ì 6) In tali CdSi, assicurando la costante presenza di un operatore di polizia, potrà èssere omessa iis ConUSStùzUme immediato: <k:k> violazione ricorrono le condizioni indicate disii 'ari. 201, comma I-Ms, leti- e) C.d.S,

{17} il provvedimento del prefetto cne individuo lai; tratti di strada, non limita ìa possibilità, per tutti i soggetti indicati daii 'ari. 12, e. 1, CdS., di procedere m qua/siasi luogo ai controllo delta velocità secondo gli Ordinar! mòduli operalM, che prevedono 11 fermo de! veicolo e ki relativa conte Stazione immediato, ovvero, se questo è impossìbile, la notificazione, successiva de! verbale di contestazione della violazione, rilevata in presemi) dei diati soggetti, nel quale saranno adeguatamente indicali i motivi che non hanno contentilo il fermo del vicolo e lo contestazione ài trasgressore oi sensi tkS'art, 201, comma 1 hit. lettera e) C-d-S-

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

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DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

3.     CRITERI   PER   LA   DETERMINAZIONE   DEI   TRATTI   D   STRADA   IN   CUI   È POSSIBILE L'UTILIZZO DI DISPOSITIVI E MEZZI DI CONTROLLO DEL TRAFFICO

Suite strade diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, il citato art, 4 L. 168/2002 disciplina l'attività di controllo, anche remoto, del traffico, finalizzata all'accertamento degli illeciti tra cui quelli dell'ari 142 C.d.S.. La contestazione differita delle violazioni rilevate con i dispositivi in argomento è legittima quando, sulla base di una valutazione preventiva compiuta dal Prefetto, i tratti di strada sui quali possono essere collocati dispositivi di controllo rispondono ai seguenti criteri:

  • – un elevato livello di incidentalità;
  • – la documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata
    sulla base delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico.

La norma intende favorire un impiego diffuso della tecnologia non esclusivamente a fini sanzionatori, ma in modo funzionale e coerente con l'obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti stradali,

3.1        Elevato livello di incidentalità sul tratto di strada

Quanto alle ragioni che sostengono il primo criterio, si sottolinea i'esigenza, per ciascun tratto di strada da sottoporre a controllo, di un'accurata analisi del numero, della tipologia e, soprattutto, delle cause degli incidenti stradali ivi avvenuti nel quinquennio precedente

Infatti, secondo la previsione normativa, l'impiego delle tecnologie di controllo del traffico è giustificato solo dalla gravita del fenomeno infortunistico registrato sui tratto di strada, riconducitele nelle sue cause a quei comportamenti rilevabili dai ertati dispositivi e mezzi tecnici di controllo.

3.2        Documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata

Quanto al secondo criterio, è necessario preliminarmente evidenziare che i fattori elencati nel richiamato art. 4, comma 2, della legge 168/2002 (condizioni strutturali, pi ano-alti metriche e di traffico) hanno carattere tassativo per cui non possono essere prese in considerazione situazioni ambientali diverse o altre esigenze, pur astrattamente rilevanti ai fini di dimostrare l'impossibilità dì fermare i veicoli.

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

* * *

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

Nella vantazione delle condizioni strutturali e plano-altimetriche del tratto interessato, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, occorre avere riguardo ai seguenti elementi che condizionano l'operatività della normale attività di vigilanza stradale:

  • – presenza di più corsie per ciascun senso di marcia, ovvero suddivisione della strada in
    carreggiate separate, anche in ambito urbano, in cui mancano spazi idonei (assenza di
    banchine o piazzole dì dimensioni adeguate), gallerie e viadotti privi di aree per fermare
    i veicoli fuori della carreggiata 0, comunque, in condizioni di sicurezza;
  • – situazioni in cui l'andamento della strada (curve) o il suo profilo altimetrico (dossi o
    cunette) limitano la visibilità e condizionano in modo negativo la possibilità di fermare e
    di fare sostare i veicoli dei trasgressori fuori della carreggiata o, comunque, in
    condizioni di sicurezza, in corrispondenza del tratto di strada interessato e in quello
    immediatamente successivo;
  • – condizioni particolari di scarsa visibilità, legate, ad esempio, a fenomeni atmosferici
    ciclicamente ricorrenti (nebbia) che, in concomitanza con altri fattori ambientali o con le
    caratteristiche della strada (assenza di spazi idonei per effettuare il fermo del veicolo in
    condizioni di sicurezza), rendono difficile e pericolosa l'ordinaria attività di controllo

Nella valutazione complessiva dei fattori relativi al criterio in argomento dovranno essere considerati, inoltre, la composizione ed il volume di traffico sulla strada. Infatti, a titolo esemplificativo, la presenza di un traffico molto intenso e prevalentemente formato da mezzi pesanti rende manifesta la difficoltà di procedere al fermo dei veicoli anche su strade ad una sola corsia per senso dì marcia, soprattutto se il tratto interessato non presenta spazi idonei per lo stazionamento dei veicoli pesanti fuori della carreggiata, o comunque in condizioni di sicurezza tali da evitare pericolo o intralcio per la circolazione.

4.     PROCEDIMENTO Di INDIVIDUAZIONE ED EMISSIONE DEL DECRETO DA PARTE DEL PREFETTO

II procedimento di individuazione dei tratti di strada in cui è possibile il controllo, finalizzato all'accertamento a distanza delle violazioni, è avviato dai Prefetto di iniziativa o a seguito di richiesta dell'organo di polizia stradale competente per territorio, corredata degli elementi valutativi di seguito indicati e del parere dell'ente proprietario o concessionario della strada.

  

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

* + +=

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

4.1.    Richiesta degli organi di polizia stradale

La richiesta dell'organo di polizia stradale deve evidenziare, in particolare; la gravita del fenomeno infortunistico registrato nell'ultimo quinquennio nel tratto di strada interessato o nelle immediate vicinanze dello stesso, soprattutto in relazione all'inosservanza delle disposizioni in tema di velocità e di sorpasso;

  • – le caratteristiche del traffico che vi si svolge con riguardo sia alla composizione dello
    stesso, sia ai volumi che ordinariamente interessano l'arteria stradale;
  • – le difficoltà operative dell'organo di polizia stradale nel procedere con gli ordinari
    moduli di controllo a Ha contestazione immediata delle violazioni nei l'area segnalata.

Dever inoltre, essere allegata la seguente documentazione;

  • – localizzazione esatta del tratto interessato e descrizione accurata della sede stradale,
    corredata di idonea documentazione fotografica e, ove possibile, di disegni, piantine o
    planimetrie;
  • – studio statistico della situazione infortunistica, facendo riferimento ai sinistri che si
    sono verificati negli ultimi cinque anni nel tratto di strada interessato o nelle immediate
    vicinanze dello stesso con l'indicazione, per ciascun sinistro, delle presumibili cause e
    delle conseguenze alle persone o alle cose che ne sono derivate;
  • – analisi dei traffico riferita ad almeno una giornata lavorativa;
  • – relazione conclusiva del responsabile dell'ufficio con la quale si illustrano le attività di
    polizia svolte sulla strada e le difficoltà riscontrate nell'utilizzazione degli ordinari
    modelli operativi di controllo, senza recare pregiudizio alla sicurezza della
    circolazione, alla fluidità del traffico o all'incolumità dei conducenti controllati e del
    personale operante.

4.2,    Parere dell'ente proprietario o concessionario della strada

II comma 2 dell'ari 4 L168/2002 prevede altresì che ai finì della individuazione dei tratti da sottoporre a controllo si debbano esprimere gli enti proprietari degli stessi (per le strade in concessione, il parere è espresso dal concessionario art. 14, comma 3, C.d.S,).

Tale parere ha natura obbligatoria e vincolante ed ha per oggetto la compatibilità tecnica dell'installazione o dell'utilizzazione dei dispositivi con la conservazione delle infrastrutture stradali, la tutela della fluidità del traffico e la sicurezza della circolazione,

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

* * *

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

Per agevolare l'attività istruttoria, è opportuno promuovere modalità flessibili di comunicazione e di dialogo tra Amministrazioni, attraverso il ricorso a conferenze di servizi o a valutazioni collegiali.

Potrebbe a tale scopo essere utile avvalersi delle Conferenze provinciali permanenti previste dall'ari 11 D.L.vo 31 luglio 1999, n 300 e successive modificazioni, nel cui ambito sono presenti ed operano tutte le componenti interessate alla sicurezza della circolazione stradale.

4.3.      Emissione del decreto da parte del Prefètto

Nella prima fase di applicazione della legge è stata già effettuata una individuazione complessiva di tutti i tratti interessati, con l'emissione dei relativi decreti.

La procedura per l'adozione dì nuovi provvedimenti, in analogia con quanto previsto dal comma 2, ari 4 della legge 168/2002, in caso di richiesta presentata dall'organo dì polizia stradale, dovrà concludersi entro 90 giorni.

PARTE III: MODALITÀ' DI CONTROLLO E DI CONTESTAZIONE


1.     POSTAZIONI       FISSE       DI       RILEVAMENTO DELL'OPERATORE DI POLIZIA


SENZA       LA       PRESENZA


Le postazioni fisse in modalità automatica di controllo remoto delle violazioni senza la presenza di un operatore di polizia, possono essere utilizzate solo quando ricorrono le condizioni indicate dall'ari. 201, comma 1 -bis, lett. f) Cd.S che richiama l'art. 4 della legge 168/2002 (18) e precisamente:

(Ì8) Gli accertamenti delle violazioni di cai all'ari. 142 C.d.S effettuati in deroga al principio di COtlìestaiione. immediata ed in assenza degli organi di polizia stradate possono avvertire, mediante uso di apparecchiatura debitamente omologate, solo sulle strade individuale all'ari. 4 del D.L. 20.6.2002, n. 121. convirrilo. con modificazioni, dalla L.10.S.2002, rt. 168 e con le modalità ivi previste. A tal fine occorri precisare che le disposizioni della lettera ff del comma i-bis dell 'ari. 201 C.d.S, cosi come formulata a seguito (tette mOdffkJte apportate dal fi.L. 27.6.2ÙÙ3, n. 151. convenite nella L I.S.20Ò3. n. 214, p(rfacendo riferimento sola all'acceriamenio effettuato con i disposarvi di cui all'arti. 4 D.L. 121/2002, no» flauto operalo una metta abrogazione, nelle parti non richiamate, de! dialo ari. 4. Infatti, proprio nelle parti dell'ari. 4 CìiaìO, non richiamate espressamente datl'art. 201 comma ! bis lettera j) C.d.S. sono individuate le norme di comportamento la cui violazione può essere accertala e CàNtlStata con le modalità previsti ai commi I-bis e 1 -ter dell'articolo 201 C.d.S, Di conseguenza non si può ritenere che Sia consentirò il rilevamento, con le modalità prescritte, su agni tipologia dt strada.

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

* * *

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

  • a) sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali. L'utilizzazione o
    l'installazione dei dispositivi o dei mezzi tecnici in argomento è ammessa senza la
    necessità di una preventiva verifica della possibilità di procedere alla contestazione
    immediata (19) in ragione dell'oggettiva difficoltà di procedere al fermo dei veicoli dei
    trasgressori da parte di chi svolge attività di vigilanza stradale;
  • b) sugli altri tratti di strada individuati dal prefetto ai sensi dell'art.4 della L
    168/2002, Su tutte le altre strade, cioè su quelle classificate dall'ari 2 Cd.S. lettere C e D
    come extraurbane secondarie ovvero urbane di scorrimento, (“utilizzazione o l'installazione
    dei predetti dispositivi è sottoposta ad una preventiva valutazione da parte dei Prefetto
    tendente a verificare che, in concreto, sussistano le obiettive ragioni per l'impiego di
    strumenti di accertamento a distanza delle violazioni, in deroga al principio generate della
    contestazione immediata sancito dall'art. 200 C.d.S,

Le strade urbane di quartiere e le strade locali, classificate dall'ari 2 C.d.S. come di tipo E ed F, restano escluse dall'ambito di applicazione delle disposizioni sopraindicate. Su queste, pertanto, permane l'attività di controllo con l'intervento diretto degli organi di polizia strada!e(20).

1.1.       Strumenti utilizzabili; approvazione, taratura e modalità d'impiego. Rinvio

Si rinvia a; parte ! – paragrafi 1, 2 e 3,

1.2.       Presegnalazione della presenza dei dispositivi. Rinvio

Gli strumenti devono essere presegnalati secondo le modalità indicate nella parte prima – paragrafo 7 delle presenti istruzioni operative.

(19) II decreto legge 27.6.2003. n. i$l converliia in legge 1.S.2Q0Ì, n. 214, ha introdotte il comma I-ter dell'ari 201 Cd.S.. prevedendo che la contestazione immediata della violazione tK>n sia necessaria quotarti ungano utilizzati dispositivi debitamente omologali e che la ViolatlOrig possa (Sject accertata anche senta la presenza materiale iteli'operatore di polirli) stradale,

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