Prende l'autostrada con un trucco senza pagare. La Cassazione: è reato penale

La Cassazione respinge il ricorso dell'automobilista "sbadato?: se perseveri, l'intenzione di usare l'autostrada senza pagare diventa evidente

13 luglio 2015 - 17:00

La Corte di Cassazione, sezione II penale, con la sentenza n. 28804, depositata il 7.7.2015, ha respinto il ricorso di un automobilista che era stato condannato in primo e secondo grado per insolvenza fraudolenta, art. 641 c.p., per aver più volte fatto ingresso in autostrada ritirando il rapportino di mancato pagamento dal varco Viacard, senza poi pagare nulla. Non sono servite le argomentazioni del ricorrente, che aveva contestato la mancata prova dell'intenzionalità e dell'identità del conducente, nonchè l'inapplicabilità della fattispecie penale a un caso disciplinato da un'apposita norma del Codice della Strada (art. 176, XVII co.). Per gli Ermellini la perseveranza nella condotta, che ha permesso al ricorrente di accumulare pedaggi non pagati per 863,47 euro nell'arco di due mesi, dimostra la volontà di beneficiare del servizio autostradale senza pagare e ciò fa scattare il reato di insolvenza fraudolenta, che l'art. 176 C.d.S. non ha depenalizzato.

IMPUTATO TROPPO DISTRATTO – Bisogna ammettere che oltre che poeti, santi e navigatori, gli italiani sono anche dei formidabili “non pagatori” (d'altronde abbiamo persino lo Stato che non paga i debiti alle imprese). Il protagonista della vicenda decisa con la sentenza in commento era passato talmente tante volte dalla corsia Viacard senza pagare né al momento né in seguito, da accumulare, tra il giugno e l'agosto 2007, ben 863,47 euro di pedaggi non pagati. Pare di poterlo immaginare che, capitato una volta per sbaglio nella corsia Viacard, e scoperto di poter passare rimandando il pagamento, abbia pensato di aver trovato il modo di utilizzare l'autostrada gratis! Magari pensando “in Germania è gratis”. Ma l'Italia è anche la “culla del diritto”, benchè in fase di estrema decadenza, e i magistrati, di merito e di legittimità, non hanno fatto sconti all'ingegnoso automobilista. Non c'è prova che non sia una distrazione? “il dolo è ictu oculi”, latineggiano gli Ermellini. Insomma l'intenzione è evidente, specie se non fornisci alcuna spiegazione alternativa per giustificare il continuo ingresso dal “varco sbagliato”.

UNO STRATAGEMMA EVIDENTE – Nella breve ma analitica sentenza, la Corte conferma l'impostazione già seguita in Corte d'Appello e prima ancora in Tribunale, che definiva la condotta del ricorrente “sintomatica della volontà di servirsi della rete autostradale senza preoccuparsi dell'onere di corrispondere i pedaggi”. Né vale l'osservazione del fatto che non ci fosse prova dell'identità di chi aveva effettuato gli accessi, per i Magistrati basta il fatto che il veicolo fosse sempre lo stesso, intestato al ricorrente, oltre al fatto che in un caso la Polizia Stradale lo aveva controllato proprio nell'immediatezza di un ingresso “col trucco”. Pesa comunque la mancanza di una spiegazione dei fatti accertati che consentisse di scartare l'ipotesi, oltremodo attendibile, che gli accessi fossero stati fatti con l'intenzione di contrarre obblighi di pagamento che non sarebbero stati adempiuti. Lo stratagemma, in altre parole, è troppo evidente.

LA SANZIONE E IL REATO DI INSOLVENZA FRAUDOLENTA – Va a vuoto anche il secondo fendente della difesa dell'automobilista. Il fatto che il Codice della Strada preveda in una norma ad hoc una sanzione ammministrativa per chi ponga in essere qualsiasi atto volto ad eludere il pedaggio autostradale (176, XVII comma), non ha mai depenalizzato il reato di insolvenza fraudolenta in caso di elusione di tale pedaggio. Quindi, se ricorrono gli elementi per la configurazione del reato di cui all'art. 641 c.p., ovvero la dissimulazione della propria insolvenza e l'assunzione di un obbligazione con l'intenzione di non adempierla, allora deve esserci la condanna. Peraltro la Corte afferma di aderire a un orientamento precedente che già aveva considerato “il silenzio serbato al momento dell'ingresso in autostrada” come idoneo a rappresentare dissimulazione della propria insolvenza.

SE SI SBAGLIA CORSIA NON C'E' DA PREOCCUPARSI – Visto che molti di noi dovranno prendere l'autostrada per raggiungere i luoghi di villeggiatura, se mai dall'esame della sentenza non fosse abbastanza chiaro, vorrei sottolineare che se ci troviamo nella corsia Viacard e ci accorgiamo di non avere la carta, non finiremo querelati. Il meccanismo che consente il pagamento differito del pedaggio è previsto proprio per ovviare ai casi in cui, per qualunque motivo, non si sia in grado di pagare al momento in cui ci si trova al varco di uscita. Nemmeno non pagando entro i termini, a mio parere, si può esser condannati per insolvenza fraudolenta. Se consideriamo il comportamento dell'automobilista condannato nella sentenza in commento, ci accorgiamo che è connotata da una notevole pervicacia. Sbagliarsi una volta, o non pagare una volta, è un debito di denaro, sbagliarsi per due mesi, è altro. Detto questo, non consiglio a nessuno di provare a farlo.

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