Prende farmaci per malattia cronica: dubbio sull'alcoltest

Accolto il ricorso di un automobilista che contestava l'esito dell'alcoltest per via dei farmaci assunti quotidianamente: bisognava approfondire.

30 agosto 2012 - 10:45

La Corte di Cassazione, sezione quarta penale, con la sentenza n. 28388/12, depositata il 13 luglio 2012, accoglie il ricorso di un malato cronico che aveva messo in dubbio l'attendibilità dell'alcoltest in presenza di assunzione di farmaci necessaria alla cura della sua malattia. Perde in primo grado, inammissibile la domanda d'appello perché troppo generica, secondo i Giudici del secondo grado, l'automobilista ricorrente trova una sponda nella Suprema Corte. Non si poteva liquidare la faccenda così velocemente, bisognava indagare, accogliendo le istanze istruttorie del ricorrente.

IL RICORRENTE RIMASTO INASCOLTATO – Né in primo grado davanti al Tribunale di Monza, né in appello davanti alla Corte d'Appello di Milano, il ricorrente era stato preso sul serio. Eppure le sue argomentazioni hanno alla fine trovato un riscontro positivo, se pur in extremis, grazie alla Corte di Cassazione. Di solito chi viene trovato positivo all'etilometro ha le armi spuntate, e si trova ad aggrapparsi a errori nella misurazione, o mancanze nella strumentazione, peraltro difficili da provare. Questa volta invece il dubbio sollevato dal ricorrente era meno consueto: che interrelazione può esserci tra assunzione di farmaci e risultato alcoltest? Male hanno fatto i Giudici di primo e secondo grado a non dare alcun credito alle osservazioni del ricorrente, bisognava invece effettuare le verifiche del caso, soprattutto dal momento che il ricorrente aveva prodotto un teste qualificato (se pur non esperto di alcoltest) e varia documentazione. Ora la Corte d'Appello di Milano dovrà decidere nuovamente e non potrà ignorare le prove indicate dal ricorrente.

UNA VITTORIA DI PIRRO? La pronuncia della Suprema Corte non deve indurre in errore però. Gli automobilisti beccati con etilometro positivo non devono credere che basti avere qualche farmaco nel sangue per impugnare le sanzioni amministrative o le pene irrogate dal giudice penale. In realtà gli Ermellini hanno soltanto richiamato a una maggiore accuratezza nel giudizio, senza svolgere alcun ragionamento giuridico sulla validità della teoria farmaci=errore alcoltest. Tuttavia rimane molto difficile contestare l'esito dell'alcoltest e non è detto che la Corte d'Appello chiamata a decidere nuovamente non confermi la decisione presa in precedenza.

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