Il Prefetto non riscuote le multe: al Comune nessun risarcimento

Il Prefetto di Genova decide di non riscuotere più le multe cadute in prescrizione, ma il Comune non ci sta e pretende il risarcimento

31 ottobre 2011 - 11:00

La Corte di Cassazione, con la pronuncia della III sez. civile, n. 22401 del 27 ottobre 2011, ha chiarito la natura della pretesa dei Comuni della Repubblica ad incassare i proventi delle sanzioni per infrazioni del C.d.S.: non è diritto di credito e non può essere tutelato come tale.

NON SONO DEBITI DEI TRASGRESSORI – Con molta chiarezza, i Giudici di legittimità escludono che l'utente della strada, sanzionato per un'infrazione del C.d.S., contragga un debito nei confronti del Comune che effettua la rilevazione. Si tratta invece di una misura punitiva, volta a garantire il rispetto delle regole e non il pagamento di un debito verso il Comune, cui il provento è semplicemente “destinato”, in virtù del fatto che questo affronta gli oneri dell'accertamento. Quindi il Comune non può invocare la tutela generale per i danni ingiusti, e pretendere di conseguenza un risarcimento, se un terzo soggetto, ad esempio il Prefetto, gli impedisce in qualsivoglia modo di incassare le somme.

IL PREFETTO ARCHIVIA MA… – Nel caso di specie il Prefetto di Genova aveva abbandonato la riscossione di procedure ormai incorse in prescrizione, e il Comune del capoluogo aveva richiesto il risarcimento del danno, lamentando anche di non essere stato nemmeno interpellato sulla decisione. La precisazione degli ermellini ricorda al Comune ricorrente che le sanzioni amministrative derivanti da infrazioni al C.d.S. non sono finalizzate a dare linfa alle casse municipali, ma a garantire il rispetto del codice della strada, punendo e prevenendo i comportamenti scorretti che possono mettere in crisi la sicurezza stradale. Una precisazione corretta che però lascia con l'amaro in bocca, considerato che la mancata riscossione, di fatto, rende impunito il trasgressore…

di Antonio Benevento

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