Pirata va troppo veloce: condannato per omicidio anche se non c'è il cartello del limite

La Cassazione: omicidio colposo per il pirata della strada che tiene una velocità eccessiva anche in assenza del cartello

23 maggio 2013 - 7:00

Non c'è il cartello che indica il limite di velocità? Il pirata della strada che corre comunque troppo, se causa un incidente mortale, va condannato per omicidio colposo. Così ha sancito la Cassazione, quarta sezione penale, con sentenza 21064 del 7 marzo 2013, depositata il 15 maggio.

UNA REGOLA SEMPLICE – Il principio cui s'è ispirata la Cassazione è semplice: bisogna sempre rispettare la norma prudenziale del Codice della strada che raccomanda di adeguare la velocità alle condizioni della carreggiata. È stato quindi respinto il ricorso di un automobilista contro il giudizio di colpevolezza della Corte d'appello di Catania che nel 2012 lo ha condannato per omicidio colposo, dovuto cioè a imprudenza, negligenza. Il trasgressore, violando il limite di velocità, in un incidente di una decina d'anni fa non è riuscito a rallentare in prossimità di una curva e ha perso il controllo della macchina andando a urtare contro la vettura che proveniva dal senso opposto, il cui conducente è morto. Gli ermellini hanno ribadito quanto fissato dai giudici siciliani: l'automobilista è colpevole di omicidio colposo nonostante il cartello del limite di velocità si trovasse al senso inverso di marcia.

PURE SENZA SEGNALE – Per gli ermellini, “la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale non solo può dipendere dalla trasgressione di una specifica norma di condotta imposta in loco da apposita segnaletica o da cogente indicazione degli agenti del traffico, ma anche, come è ovvio, dalla trasgressione di precetti cautelari del pari cogenti, sebbene non tariffari, previsti dal codice della strada”. La curva e il restringimento della gareggiata imponevano di procedere con estrema prudenza, con una velocità adeguata.

I DUE ARTICOLI CHIAVE – Stando all'articolo 140 del Codice della strada, infatti, gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale. L'articolo 141 aggiunge che è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato e al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e a ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo eessere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza. In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni. Nel caso esaminato dalla Cassazione, di certo il guidatore non aveva rispettato questi princìpi della circolazione.

1 commento

andrea
13:59, 23 maggio 2013

Sono completamente d'accordo con la cassazione. Anzi, io sarei dell'idea che bisognerebbe imporre limiti un po' più tolleranti ma, al tempo stesso, far si che ci si adegui maggiormente alle condizioni della strada. Ad esempio nelle città italiane quasi tutte le strade hanno il limite di 50 km/h (se si esclude il traffico limitato). Secondo me non ci sarebbero problemi se si viaggiasse a 60km/h sulla circonvallazione (ma ovviamente adeguare la velocità a 40, 30 o anche 20 km/h nelle strade interne, a seconda delle condizioni).

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