Pass invalidi: usi la fotocopia? È reato

Se si utilizza la fotocopia del pass invalidi, si commette reato: lo ha confermato la Cassazione

23 giugno 2014 - 9:00

Con sentenza 26799 dell'11 aprile 2014 depositata il 20 giugno, la Cassazione (quinta sezione penale) cnferma un precedente orientamento, ribadendo che, se si utilizza la fotocopia del pass invalidi, si commette reato: così come gli ermellini avevano già stabilito in passato. Ed è irrilevante che il titolare non possa servirsi dell'auto, temporaneamente fuori uso: ai fini del falso conta la mancata predisposizione di un duplicato. La Cassazione rigetta il ricorso di un imputato, condannato dalla Corte d'appello di Milano per il reato previsto dagli articoli 477 e 482 del Codice penale. Per il 477, il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, contraffà o altera certificati o autorizzazioni amministrative, oppure, mediante contraffazione o alterazione, fa apparire adempiute le condizioni richieste per la loro validità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Per il 482, se uno dei fatti preveduti dalo 477 è commesso da un privato, si applicano rispettivamente le pene stabilite nei detti articoli, ridotte di un terzo.

LA PAROLA ALLA CORTE – La Cassazione spiega che hanno rilevanza penale le condotte di falsificazione di copie in luogo degli originali, qualora il relativo documento abbia l'apparenza dell'originale e sia utilizzato come tale, non presentandosi come mera riproduzione fotostatica. Insomma, con la fotocopia volevi proprio ingannare: troppo simile all'originale, anche nei colori. Quindi, risponde dei reati previsti dagli articoli 477 e 482 del Codice penale chi espone sul parabrezza la fotocopia del permesso per invalidi anche nel caso in cui la macchina non sia poi utilizzata. Oltretutto, anche in caso di inutilizzabilità dell'autovettura dell'imputato, questi avrebbe potuto tranquillamente portare con sé il pass sull'altro veicolo adoperato, invece di predisporre un duplicato.

STOP AI FURBETTI – Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, pertanto, arrivano tempi duri per quei furbetti che pensano di farla franca utilizzando questo stratagemma ormai assai comune per parcheggiare ovunque ed evitare di pagare multe e perdere punti della patente di guida: “Non si tratta della prima sentenza in materia che stabilisce la responsabilità penale per chi pensa di fare solo una furbata per parcheggiare la propria auto ovunque ed evitare multe e perdite di punti. Questa decisione ci dice altro: chi effettivamente è titolare di pass per gli invalidi e utilizza fotocopie per tutto il proprio parco auto, deve stare attento. raccomandazione che vale anche per conoscenti, amici e parenti dell'invalido stesso. Perché alla fine, a pagare sono gli onesti che troppo spesso non trovano posto per il proprio veicolo neanche nei posti riservati”. Ricordiamo che in Italia la prassi (incivile) di fotocopiare i pass invalidi, o di utilizzare quelli dei parenti defunti, è piuttosto diffuso.

ALTRI PRECEDENTI – Già negli anni addietro, la Cassazione s'era espressa in modo analogo. Si veda la sentenza 22694/2010. Oppure la decisione 33214/2012: scatta il reato di “falso in autorizzazione amministrativa” chi falsifica a regola d'arte il tagliando di parcheggio invalidi. E secondo gli ermellini, ai fini della prova è rilevante l'accertamento del falso da parte di una persona qualificata. Per la precisione, la riproduzione fotostatica del permesso di parcheggio ricade nel reato di falsità materiale del privato in autorizzazione amministrativa, di cui agli articoli 477 e 482 del Codice penale. Non conta l'assenza dell'attestazione di autenticità; non incide sulla rilevanza penale del falso se il documento abbia l'apparenza e sia utilizzato come originale. Va considerata la notevole sofisticazione raggiunta dai macchinari utilizzati, capaci di eseguire copie fedeli all'originale, idonee a consentire un uso atto a trarre in inganno la pubblica fede.

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