La Cassazione ribadisce che commette reato di falso chi parcheggia l'auto esponendo sul parabrezza la fotocopia di un permesso per invalidi

30 agosto 2012 - 8:44

Non una sentenza rivoluzionaria, ma una conferma di quanto già affermato in passato: con la decisione 33214 del 31 maggio 2012, ma pubblicata il 23 agosto 2012 la Cassazione (quinta sezione penale) ribadisce che commette reato di falso chi parcheggia l'auto esponendo sul parabrezza la fotocopia di un permesso per invalidi.

A REGOLA D'ARTE –  Scatta il reato di “falso in autorizzazione amministrativa” chi falsifica a regola d'arte il tagliando di parcheggio invalidi. E secondo gli ermellini, ai fini della prova è rilevante l'accertamento del falso da parte di una persona qualificata. Per la precisione, la riproduzione fotostatica del permesso di parcheggio ricade nel reato di falsità materiale del privato in autorizzazione amministrativa, di cui agli articoli 477 e 482 del Codice penale. Non conta l'assenza dell'attestazione di autenticità; non incide sulla rilevanza penale del falso se il documento abbia l'apparenza e sia utilizzato come originale. Va considerata la notevole sofisticazione raggiunta dai macchinari utilizzati, capaci di eseguire copie fedeli all'originale, idonee a consentire un uso atto a trarre in inganno la pubblica fede.

FALSO GROSSOLANO – La Cassazione ha invece stabilito che il falso grossolano non punibile è soltanto quello facilmente riconoscibile “ictu oculi” (facilmente) anche da persone del tutto sprovvedute, mentre non è tale quello che richieda una certa attenzione per il riconoscimento della falsificazione. Così, è stato respinto il ricorso di un automobilista (che aveva già perso di fronte alla corte d'Appello di Brescia del 2011 e al Tribunale di Bergamo nel 2010), per il quale la falsità del permesso era stata accertata da persona qualificata dopo un attento esame che aveva evidenziato la non rifrangenza di un bollino apposto sull'atto: questo è elemento rilevante ma non subito percepibile.

PRASSI IGNOBILE – Ricordiamo che in Italia la prassi (incivile) di fotocopiare i pass invalidi, o di utilizzare quelli dei parenti defunti, è piuttosto diffuso: una piaga che i Comuni hanno difficoltà a combattere. Ma ora gli Eni loali hanno buona occasione per snidare le persone che utilizzano pass falsi per circolare nelle Zone a traffico limitato, e per sostare nelle aree riservate ai disabili: sta per arrivare il pass europeo. I Comuni hanno tempo tre anni per adeguarsi alla nuova norma e per sostituire i permessi già in circolazione (i quali restano intanto validi).

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