Parcheggi su linee blu e leggende metropolitane

I Comuni hanno piena facoltà di stabilire la gratuità dei parcheggi per i titolari di contrassegno arancione

17 febbraio 2010 - 10:26

I Comuni hanno piena facoltà di stabilire la gratuità dei parcheggi per i titolari di contrassegno arancione

MLANO – Era prevedibile che la Sentenza della Corte di Cassazione n. 21271, pronunciata il 10 luglio 2009 (e nemmeno a Sezioni Unite), riaccendesse il dibattito sui parcheggi a pagamento (delimitati da linee blu) e sulla loro gratuità a favore delle persone con disabilità. La difficoltà a muoversi e a parcheggiare nelle nostre città è un tratto unificante del territorio nazionale. Era prevedibile anche Amministrazioni Comunali e Comandi di Polizia Locale la usassero (impropriamente) come se fosse una norma. E la usassero dopo averne ampiamente distorto il dispositivo. Quello che sta avvenendo a Napoli ne è l'esempio più evidente. Già nei giorni successivi al deposito della Sentenza (il 5 ottobre 2009), sono apparse numerose notizie che contenevano informazioni ed analisi scorrette. La più evidente: i parcheggi su linea blu sono a pagamento per le persone in possesso del contrassegno invalidi. Sorpresa: la Cassazione non ha detto questo. Vediamo meglio la vicenda chè è moto istruttiva.

CHE COSA BISOGNA SAPERE – Primo concetto da sapere: le Sentenze di Cassazione rappresentano una interpretazione normativa, pur autorevole, ma cogente solo per il caso specifico in esame: non sono «legge», né sono vincolanti per altre eventuali sentenze dei giudici ordinari o dei giudici di pace, né abrogano norme e regolamenti in essere. Va poi ripercorsa la storia di questa vicenda. Il 21 ottobre 2005, con la Nota n. 2679, la Direzione Generale per la Motorizzazione (Dipartimento per i Trasporti Terrestri) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva stabilito la gratuità dei posteggi delimitati da segnaletica blu a pagamento quando sono occupati da veicoli al servizio di persone invalide detentrici di speciale contrassegno. Tale Nota sottolineava come il Codice della Strada attribuisca esclusivamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il potere di impartire ai prefetti e agli Enti proprietari delle strade le direttive utili all'applicazione delle norme concernenti la regolamentazione della circolazione sulle strade e conferisca allo stesso la competenza ad impartire le direttive per l'organizzazione della circolazione e della segnaletica. Le indicazioni della Nota sarebbero, quindi, a parere del Ministero, cogenti anche per i Comuni sulle strade di loro competenza. Il TAR Tuttavia la Sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio – Sezione III ter, 25 maggio 2006, n. 6044, ha annullato quella Nota ministeriale 2679. Ma quella Sentenza si riferisce unicamente ai parcheggi custoditi: nella sostanza, prevedere un'indeterminata gratuità dei parcheggi per i titolari di «contrassegno invalidi» è causa di un mancato introito non preventivabile né giustificato dagli atti di concessione stipulati fra i Comuni e chi gestisce quelle aree di parcheggio. Inoltre il TAR non rileva nella Nota alcun fondamento normativo sufficiente a supportarla. Purtroppo, però, il TAR del Lazio, annullando in toto la Nota del Ministero dei Trasporti, ha anche impedito che potesse essere usata per situazioni diverse dalle aree di parcheggio custodito e cioè per i parcheggi posti lungo le carreggiate e delimitati da linee blu. Quindi, i Comuni – anche dopo la Sentenza del TAR – relativamente ai parcheggi delimitati da linee blu possono deliberare per la gratuità a favore dei detentori di «contrassegno invalidi», oppure possono prevederne il pagamento: nessuna norma limita la loro facoltà decisionale.

LA CASSAZIONE – Il caso esaminato riguarda un Cittadino di Palermo a cui viene elevata una contravvenzione per divieto di sosta in area delimitata da linee blu e quindi a pagamento. Il Cittadino, titolare di regolare «contrassegno invalidi», ricorre al Giudice di Pace che rigetta il ricorso motivando l'assenza di norme che prevedano la gratuità della sosta per i Cittadini nella condizione del ricorrente. Il Cittadino ricorre nuovamente denunciando la violazione della disciplina posta a tutela delle persone disabili e sostenendo che, per l'autovettura al servizio del detentore dello speciale contrassegno, la quale sia stata parcheggiata in uno stallo a pagamento a causa della indisponibilità di uno degli stalli riservati gratuitamente alle persone disabili, la sosta sia gratuita. La Cassazione si pronuncia – come detto – il 10 luglio 2009 e conferma la decisione del Giudice di Pace, rigettando il ricorso. Le motivazioni Le motivazioni del rigetto sono due. La prima, innegabile e condivisibile: non esiste nessuna norma che imponga la gratuità dei parcheggi delimitati da linee blu per i titolari di contrassegno invalidi. E questo risponde sicuramente al vero. La Corte però si spinge più in là tentando di forzare il pensiero – in vero un po' debole – del Legislatore: questi, anche laddove ha previsto facilitazioni ai parcheggi (riserva degli stalli; 2 parcheggi ogni 50 nelle aree custodite a pagamento), avrebbe voluto favorire solo la mobilità. Afferma la Corte: «Dalla gratuità – anziché onerosità come per gli altri utenti – della sosta deriva, infatti, un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità – piuttosto che dalla gratuità – del posto dove sostare; sicché, anche in caso di indisponibilità dei posti riservati (…) non vi è ragione di consentire, in mancanza di previsione normativa, la sosta gratuita alla persona disabile che abbia trovato posto negli stalli a pagamento». Si tratta, come detto, di una interpretazione. Un'interpretazione che dimentica il costo orario di molte aree cittadine con «parcheggi blu», costo che diviene proibitivo per chi, come molti disabili, dell'auto non può proprio fare a meno. Forse, poi, la Corte ignora quanto quella «concreta disponibilità» sia in realtà molto aleatoria. In nessun passaggio la Sentenza condiziona queste considerazioni al fatto che i parcheggi riservati siano o meno occupati. I Comuni E i Comuni che cosa possono o devono fare dopo questa Sentenza?

LA SENTENZA NON È UNA NORMA – I Comuni possono prevedere e deliberare la gratuità dei parcheggi oppure non prevedere alcuna esenzione. La loro potestà decisionale rimane immutata, il che da un lato comporta una disomogeneità territoriale, ma dall'altra mantiene l'opportunità di sensibilizzare i Comuni più attenti alla mobilità e all'autonomia delle persone con disabilità. È sicuramente un falso l'affermazione che i regolamenti comunali devono essere modificati perchè lo impone la Cassazione: una motivazione infondata che non può essere portata a supporto di decisioni autonomamente assunte dai Comuni che quindi ne rimangono pienamente responsabili. Va anche detto che attualmente il problema più grave non è la lamentata gratuità dei parcheggi, quanto piuttosto la carenza di parcheggi riservati e la scarsa vigilanza sugli abusi e sulle «occupazioni» abusive.

 

fonte – www.corriere.it

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