Omicidio colposo: anche chi aveva la precedenza può essere condannato

Ribaltato il giudizio di assoluzione di un automobilista che era passato con precedenza all'incrocio: forse c'era eccesso di velocità

12 settembre 2012 - 12:50

La Corte di Cassazione, sezione IV penale, con la sentenza n. 34766/12, depositata ieri 11 settembre 2012, accoglie il ricorso del Procuratore della Repubblica avverso una sentenza di assoluzione dall'accusa di omicidio colposo, in un incidente con esito letale, emessa in sede di Udienza Preliminare. Secondo il Procuratore il Giudice non aveva tenuto adeguatamente conto della circostanza che l'automobilista accusato, pur avendo la precedenza, sarebbe transitato all'incrocio a velocità eccessiva. La Suprema Corte ribadisce che l'udienza preliminare deve scremare quei procedimenti in cui il dibattimento sarebbe inutile, mentre nel caso di specie, se provato l'eccesso di velocità, ne conseguirebbe una responsabilità dell'automobilista nell'evento che ha causato la morte dell'altro conducente coinvolto. Per questo, è necessario che si celebri il dibattimento, per verificare ogni circostanza che possa individuare una qualche colpa nel conducente indagato, pur se favorito dalla precedenza.

UN LIEVE ECCESSO DI VELOCITA' – La Suprema Corte non decide nulla del merito della questione, limitandosi a precisare quali fossero i confini entro i quali doveva decidere il GUP. In particolare, la Suprema Corte ribadisce che l'Udienza Preliminare deve scartare quei procedimenti in cui svolgere attività dibattimentale sarebbe inutile, ovvero “solo in presenza di una situazione di innocenza tale da apparire non superabile in dibattimento”. Nel caso di specie invece, l'innocenza non può ritenersi scontata. La vicenda è davvero singolare. Stando alle indagini di P.G. sembra che l'automobilista che transitava con precedenza stesse marciando a una velocità di 100 km/h, mentre il limite era 90 km/h. E' sbucato un autocarro da una strada secondaria, che imprudentemente ha cercato di attraversare l'incrocio. E ora, essendoci scappato il morto, il conducente, colpevole di aver superato il limite di velocità di 10km/h, può venire condannato per omicidio colposo, avendo la Corte di Cassazione rinviato per il giudizio al Tribunale di Mantova. D'altronde non è possibile escludere, senza approfondire, che se i limiti fossero stati rispettati, l'incidente non avrebbe avuto conseguenze letali.

L'OMICIDIO COLPOSO E GLI INCIDENTI STRADALI – Quando si parla dei morti in strada, di solito lo si fa evidenziando i casi più clamorosi di omissione di soccorso. Oppure le stragi di ciclisti o di pedoni, la guida sotto l'effetto di alcol o stupefacenti, la fuga dal luogo dell'incidente. In una parola, si parla di “pirateria stradale“. Sul piano giuridico si invoca la creazione dell'omicidio stradale, per far sì che chi compie atti tanto gravi non se la possa cavare con poco. Il caso che emerge da questa sentenza è esattamente l'altra faccia della medaglia. E' l'omicidio stradale del vicino, o il nostro. A tutti capita di superare di poco i limiti di velocità, e non pensiamo mai che tale condotta costituisce una colpa che a sua volta, nell'imprevedibile caso di venire coinvolti in un incidente mortale, ci può portare alla sbarra con l'accusa di omicidio. Rispettare il codice della strada alla lettera non è semplice. Anzi, a volte è proprio impossibile, ma considerando tutti i rischi che si corrono, sia in prima persona che con riferimento agli altri, direi che val la pena provarci.

di Antonio Benevento

1 commento

Fabio
15:23, 12 settembre 2012

in casi come questo anche la segnaletica ha la sua parte di responsabilità.
invito a visitare il mio sito e vedere le mie proposte tra cui quella dello stop avanzato che avrebbe l'incidente segnalato nell'articolo.
le mie proposte sono già note al ministerio dei trasporti e alle autoscuole.
http://www.fabiobergamo.it

Fabio Bergamo
potete scrivermi alla mail: omofaber@tiscali.it

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