Nullo l'etilometro senza avvocato al fianco? Non sempre

Non era stato avvertito della facoltà di farsi assistere da un legale durante l'alcoltest: salvo un automobilista positivo all'alcoltest

6 giugno 2013 - 22:00

E' di questi giorni una sentenza del Tribunale di Milano (1619/13) che ha dichiarato non doversi procedere contro un giovane automobilista che era risultato piuttosto ebbro alla prova dell'alcoltest. Risulta agli atti che l'avvertimento sulla facoltà di nominare un legale di fiducia o di vedersene assegnato uno d'ufficio sia giunto dopo l'esecuzione del test alcolemico, e non prima. La sentenza ha dei precedenti, di cui la nostra redazione si era già occupata (vedi Test etilometro nullo senza avvocato: ma nessuno lo richiede), ma questa pronuncia del Tribunale di Milano getta nuova luce su un nervo scoperto della normativa. Le garanzie previste dall'ordinamento per la tutela dei cittadini da abusi della Forza Pubblica, si scontra qui con l'interesse collettivo alla guerra alla guida in stato di ebbrezza, e, in particolare, si scontra con il carattere di urgenza del test dell'etilometro, che se eseguito dopo un certo lasso di tempo, darà risultati molto diversi da quelli che darebbe al momento del controllo.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA MEDIA, MENO DI 21 ANNI, NESSUNA CONSEGUENZA – L'automobilista prosciolto era stato pizzicato a guidare con valori alcolemici non trascurabili: 1,24 g/l prima rilevazione, 1,28 g/l, seconda rilevazione. Il giovane, infraventunenne, avrebbe potuto ritrovarsi con ammenda raddoppiata e revoca della patente, stanti le disposizioni degli art. 186 (Guida sotto l'influenza dell'alcol) e Articolo 186-bis (Guida sotto l'influenza dell'alcol per conducenti di età inferiore a ventuno anni, per i neopatentati e per chi esercita professionalmente l'attività di trasporto di persone o di cose). I suoi legali, Stefano Gallandt e Roberto Enrico Paolini, del foro di Milano, hanno puntato sulla nullità dell'esito dell'etilometro, perchè il ragazzo non era stato avvertito della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia. Il Pubblico Ministero ha concordato con i legali e il processo, apertosi con rito abbreviato, si è chiuso con il proscioglimento per non luogo a procedere. E dire che in altri casi, come documentato da Sicurauto.it, anche senza etilometro la Cassazione aveva confermato una condanna a ebbrezza media (per maggiori informazioni leggi Non e' in grado di soffiare nel palloncino? E' reato). Nel caso del giovane automobilista fermato nell'hinterland milanese, invece, i sintomi esteriori verbalizzati dagli agenti, l'alito vinoso e gli occhi lucidi, non sono bastati per contestare il reato. Ciò sembra di buon senso, atteso che sintomi di ebrezza alcolica generici non dovrebbero, a parere di chi scrive, essere catalogati come reato in assenza di una valida prova all'alcooltest.

L'AVVERTIMENTO DELLA FACOLTA' DI AVERE UN LEGALE AL FIANCO – La difesa dei legali Gallandt e Paolini, accolta in toto dall'accusa e dal Giudice, poggia su basi solide. Infatti secondo le norme di procedura penale gli atti che la Polizia Giudiziaria deve compiere con urgenza senza poter aspettare la direzione del magistrato, essendo irripetibili per rischio di dispersione, vanno effettuati previo avvertimento della facoltà di essere assistiti dal proprio legale (artt. 354 e 356 c.p.p.). Nel caso di specie l'avvertimento è stato rivolto al fermato solo dopo l'esecuzione del test. Poco importa che quasi certamente il fermato non avrebbe telefonato ad alcun legale perchè questi accorresse in suo aiuto. Non è stato avvertito e quindi l'accertamento è nullo. Tale obbligo di avvertire il soggetto sottoposto all'accertamento non sussiste, è spiegato in sentenza, solo se si tratta di “attività esplorativa”, ovvero se non vi sono chiari sospetti che ci sia il reato. In tal caso, infatti, l'autorità compierebbe attività di “polizia amministrativa”, come tale non soggetta alle norme sull'assistenza legale.

UNA VECCHIA CIRCOLARE CHIARISCE MEGLIO – Viene spontaneo chiedersi, a questo punto, che succederebbe se tutti i fermati per sospetta guida in stato di ebbrezza richiedessero, una volta informati di tale facoltà, l'assistenza del legale durante il test. Ovvio che se si attendesse l'arrivo del legale, magari dopo un'ora, i livelli alcolemici potrebbero abbassarsi sino alla soglia legale, o comunque scendere sotto quella soglia di 0,8 g/l, che riduce la guida in stato di ebbrezza a mero illecito amministrativo. Si profila un'empasse del sistema dunque? Sembrerebbe di no, atteso che una circolare del ministero dell'interno del 2005 (n. 300/A/1/ 42175/109/42 del 29.12.2005) precisa alcuni aspetti dell'applicazione delle norme sulla rilevazione di alcol e stupefacenti nei soggetti alla guida di veicoli, e in particolare specifica che non vi è obbligo, per gli agenti, di attendere l'arrivo dell'avvocato del soggetto fermato, proprio per evitare che i livelli di alcolemia si riducano sensibilmente. Non una sentenza rivoluzionaria dunque, sia per il rango (Tribunale, primo grado), sia perchè le sue conseguenze probabilmente saranno solo sul piano dell'attenzione che gli agenti metteranno nell'attività di controllo. Diverso sarebbe se la Corte di Cassazione affermasse che non si può effettuare l'alcoltest su chi abbia esplicitamente richiesto l'assistenza del difensore, prima dell'arrivo di quest'ultimo. Se ciò accadrà, allora ci sarà davvero un cortocircuito nella normativa.

Riportiamo un estratto della circolare

4 ASPETTI PROCEDURALI
4.1 Attività di polizia giudiziaria per i reati di guida in stato di ebbrezza alcolica e da sostanze stupefacenti.

Per quanto riguarda gli aspetti processuali penali ai fini della denuncia del reato di guida in stato di ebbrezza, si richiama anzitutto l'attenzione sulla modifica dell'art. 186, comma 2, C.d.S. (2) che ha trasferito al Tribunale la cognizione di questo reato, in precedenza attribuita al Giudice di Pace ai sensi dall'art. 4, comma 2, lett. q, del D. Leg.vo 274/2000 (6).
Si ritiene inoltre che gli esami previsti dai commi 4 e 5 dell'art. 186 C.d.S. (2) (accertamento con etilometro, esami clinici presso le strutture sanitarie) per controllare il tasso di alcool nel sangue, debbano ricondursi agli atti di polizia giudiziaria urgenti ed indifferibili previsti dall'art. 354, comma 3, c.p.p..
Anche l'attività compiuta dagli organi di polizia stradale per accertare il reato di guida in stato di alterazione correlata all'uso di droghe, ad esclusione degli accertamenti preliminari, è da ricondursi tra gli atti di polizia giudiziaria urgenti ed indifferibili previsti dall'art. 354, comma 3 c.p.p.,
Per tali atti, la vigente normativa (art. 114 disp.att. c.p.p.) impone di informare la persona della possibilità di avvalersi dell'assistenza di un difensore, il quale ha facoltà di presenziare alle operazioni senza, peraltro, avere diritto di essere preventivamente avvisato (art. 356 c.p.p.).
Pertanto, prima di procedere alle richiamate forme di controllo sul conducente, deve essere redatto uno specifico e circostanziato avviso scritto alla persona nei confronti della quale vengono svolte indagini, non essendo sufficiente la generica richiesta di nomina del difensore di fiducia avanzata ai sensi dell'art. 349 c.p.p. che, costituendo un semplice invito a garanzia del diritto di difesa, non può ritenersi completamente esaustiva degli obblighi imposti dall'art. 356 c.p.p. e dal richiamato art. 114 disp.att. c.p.p..
Va precisato che, avuto riguardo al luogo, nonché alle modalità di accertamento del tasso alcolico, e salvo il caso in cui il difensore possa essere presente in tempi molto brevi, l'inizio delle operazioni di controllo non è necessariamente subordinato all'arrivo di quest'ultimo, in ragione del fatto che il trascorrere del tempo dal momento dell'ingestione dell'alcool determina una graduale riduzione del tasso alcolico il cui livello, invece, per essere concretamente riferibile all'attività di guida, deve essere accertato nell'immediatezza del controllo.
Qualora gli accertamenti diano esito positivo, occorrerà procedere alla stesura dei seguenti atti:
a) un verbale che documenti l'elezione di domicilio, secondo le forme richieste dall'art. 349 c.p.p. (All. 4), l'eventuale nomina del difensore di fiducia e l'autorizzazione rilasciata a persona idonea a condurre il veicolo fino al luogo indicato dall'interessato oppure fino alla più vicina autorimessa, ai sensi del combinato disposto degli artt. 186, comma 3 (2), e 187, comma 7 C.d.S. (5);
b) un verbale secondo il modello allegato (All. 5 per alcool – All. 6 per droga), che documenti l'operazione di accertamento svolta, con specifica annotazione che, richiamando espressamente l'art. 114 disp.att. c.p.p., attesti l'avvenuta informativa al conducente della possibilità di farsi assistere dal difensore; il verbale deve contenere anche la descrizione dei fatti che hanno determinato l'effettuazione degli accertamenti qualitativi o delle prove nonché il loro esito; ovvero deve dare atto che il conducente è rimasto coinvolto in un incidente stradale oppure descrivere i sintomi che lo stesso abbia evidenziato facendo ragionevolmente ipotizzare lo stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool o dall'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Secondo le disposizioni dell'art. 366 c.p.p., i verbali di cui ai punti a) e b), unitamente a tutta la documentazione probatoria dell'esito dell'attività di accertamento svolta sulla persona (ad es. il tagliando stampato dall'etilometro), nonché la certificazione medica rilasciata dalla struttura sanitaria presso la quale la persona è stata accompagnata, dovranno essere depositati entro il terzo giorno successivo presso la cancelleria del pubblico ministero, affinché del deposito sia dato avviso al difensore nominato.

4.2 Profili procedurali specifici per l'accertamento del reato di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti.

Per quanto riguarda le procedure da seguire nell'attività di accertamento del reato in argomento occorre premettere che, diversamente da quanto previsto per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica, la competenza in materia appartiene al Giudice di Pace. Infatti, come autorevolmente argomentato dal Ministero della Giustizia con la nota del 17 maggio 2004 (All. 7), le modifiche normative dell'art. 186 C.d.S. (2), apportate dalla legge 214/2003 (3), non hanno interessato l'art. 187 C.d.S. (5), con la conseguenza che la competenza a giudicare del reato non è stata trasferita al Tribunale.
Qualora gli accertamenti abbiano dato esito positivo, si procederà come indicato ai punti a) e b) del paragrafo 4.1. Qualora, invece, l'esito delle analisi sui liquidi biologici (richiesto per l'accertamento del reato di cui all'art. 187 C.d.S.) (5) sia disponibile in tempi successivi all'effettuazione del prelievo, entro il temine di tre giorni dovrà essere comunque depositata la restante documentazione facendo riserva di trasmissione dell'esito delle analisi.

4.3 Coordinamento degli interventi

I Signori Prefetti vorranno promuovere ogni opportuna iniziativa al fine di sollecitare la collaborazione di tutte le Amministrazioni e Uffici interessati dalla complessa problematica, per selezionare gli obiettivi da raggiungere in funzione delle connotazioni del fenomeno infortunistico sul territorio e per individuare in concreto le risorse finanziarie disponibili nell'ambito dei fondi destinati agli enti locali per la progettazione di iniziative a favore della sicurezza stradale di cui all'art. 32 della Legge 144/99 (7).

5 commenti

Daniele
11:09, 7 giugno 2013

@Riccardo

E quindi che facciamo? lasciamo correre gli automobilisti ubriachi? non metto in dubbio che il limite sia oggettivo e non soggettivo (una persona con 1 g/l nel sangue potrebb risultare più lucida di un'altra con 0.5 g/l, ma poichè nessuno ha la sfera di cristallo ritengo corretto l'operato delle Forze dell'Ordine.
Mi fa “senso” la tua precisazione senza incidenti, come a dire che finchè uno non causa sinistri è libero di circolare ubriaco? forse hai dimenticato il significato del termine prevenzione?

Peppe
16:43, 7 giugno 2013

Riccardo, spero vivamente che un ubriaco non ti tagli la strada mentre sei alla guida della tua vettura, magari accompagnato dai tuoi cari. E nel caso in cui ciò avvenisse senza spero conseguenze, mi auguro che tu non segnali la cosa alle forze dell'ordine e che non richieda la loro assistenza per danni alle sole vetture!!!!!

francesca
16:28, 17 giugno 2013

mi sembra che Riccardo abbia detto una cosa logica. Forse non sapete o non siete informati ma l'articolo 186 prevede: ritiro patente, continui accertamenti (a proprie spese), sequestro auto, super multa e anche galera. Senza calcolare che i posti di blocco sono messi ad hoc dietro zone di locali e ristoranti… in bocca al lupo a tutti

Guido
15:17, 7 febbraio 2015

art. 186 Salve, il 06/02/2015 dopo aver letto l articolo sul cavillo che annulla il test con l'etilometro uscito su “IlSole24Ore” sono stato fermato alle 04:00 dai carabiniere che mi hanno sottoposto al test con l'etilometro al quale sono risultato positivo con 1,05 e 1,15 art. 186. Inoltre devo ancora fare il primo processo per lo stesso reato commesso a marzo del 2012 ( guida in stato di ebrezza di notte con incidente stradale non causato da me) che si svolgerà a breve in quanto ho gia ricevuto gli atti che sono stati affidati all'avvocato d' ufficio.
Sono consapevole delle conseguenze per l art. 186 del C.d.S.

” Tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro, sanzione penale dell'ammenda da euro 800 a euro 3.200 e dell'arresto fino a sei mesi, unitamente alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno; PIU' UN TERZO della pena per reato commesso di notte PIU' 2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell'articolo 186-bis sono raddoppiate”

Detto ciò, la mia domanda è inerente a quanto seguente:
“Il giorno 06/02/2015 i 2 carabinieri che mi hanno fermato NON MI HANNO AVVISTATO ,prima di procedere con il test con l etilometro CHE AVEVO DIRITTO AD ESSERE ASSISTITO DA UN AVVOCATO durante la fase di accertamento con il test. Prima di effettuare i test ( i due “soffiaggi” ) avevo fatto scendere dalla macchina la mia amica per poter assistere al mio fianco ( ED ESSERE COSI TESTIMONE ). A fine compilazione dei verbali uno dei 2 carabinieri mi chiede di firmare diversi fogli che leggo attentamente prima. Per il primo foglio di verbale non mi è stato concesso di leggerlo dopo aver chiesto la traduzione di quella scrittura a mano incomprensibile e non ho firmato ne ricevuto copia. Per il secondo foglio di verbale con oggetto: ” Verbale delle operazioni compiute per accertamenti urgenti sulle persone” MI SONO RIFIUTATO DI FIRMARE E HO RICEVUTO COPIA con scritto” SI RIFIUTA DI FIRMARE E RICEVE COPIA”, In quanto NON E' VERITIERA in quanto è scritto: “…Prima di procedere all'esecuzione degli atti urgenti di accertamento, attesa la modificazione degli effetti dell'alcool sulla persona con il trascorre del tempo, il conducente è stato informato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia ai sensi dell'art.356 C.P.P. Il conducente ha dichiarato:-////NON VOLERE FARSI ASSISTERE”
I due carabinieri non mi hanno mai informato dei miei diritti come può testimoniare l'amica/ passeggera che stava al mio fianco. Solamente dopo il secondo risultato del test mi è stato detto ( dato che è penale 1,15) se volevo mettere da subito un mio avvocato o farmi elleggere uno d'ufficio. Ho risposto che sceglierò l avvocato in un secondo momento. L unico foglio che ho firmato è quello del ” VERBALE DI ELEZIONE DI DOMICILIO.

Inoltre RIFIUTANDOMI DI FIRMARE ho fatto presente ai 2 carabiniere il motivo , i quali mi hanno risposto in primis di fare ricorso e poi MENTENDO ed affermando che la mia amica/passeggero era rimasta in macchina e quindi non poteva essere testimone.

La mia domanda è la seguente:

” come e quando mi devo muovere per far valere le mie ragioni ? )
” come posso fare ricorso per annullare questo test , dato che non sono stato informato dei miei diritti ?”
” quanto vale la mia parola e quel del mio testimone contro i 2 carabinieri ? ”
” il fatto di essermi rifiutato di firmare un dichiarazione falsa può venirmi in aiuto? ”

Grazie infinite per le vostre risposte
Guido

Posto l articolo completo che ho letto su “IlSole24Ore”

…Così, dopo anni di incertezze, è intervenuta addirittura la Cassazione a Sezioni unite. Che, con la sentenza n. 5396/15 depositata ieri, ha confermato: se l'interessato non viene avvertito che può farsi assistere da un legale, non solo l'accertamento si annulla, ma la nullità può essere fatta valere fino alla sentenza di primo grado.Che gli agenti cadano su un cavillo come l'avvertimento all'interessato non è un fatto raro: spesso i test vengono effettuati in situazioni confuse (per esempio, dopo un incidente o quando il guidatore urla o cerca scuse). Così non lo si avvisa che può farsi assistere da un legale o si dimenticano di riportare l'avvertimento sui complicati atti che poi vengono inviati al magistrato penale. Infatti, va ricordato che in molti casi la guida in stato di ebbrezza non è una semplice violazione amministrativa (lo è solo se il tasso alcolemico è compreso tra 0,51 e 0,80 grammi/litro), ma un reato. Dunque, l'alcol test è il primo atto di quella che – a seconda del suo risultato – può diventare vera e propria indagine giudiziaria.

In quest'ambito, non ci sono dubbi sul fatto che l'avvertimento è obbligatorio: come confermato dalle Sezioni unite, si rientra nell'obbligo previsto dall'articolo 114 delle Disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale. Attenzione, comunque: anche se la sentenza 5396 non lo ricorda, per la giurisprudenza è pacifico anche che, dopo aver avvertito l'interessato, gli agenti possono procedere comunque al test, se l'avvocato del conducente non arriva in tempi brevi (altrimenti il risultato non riflette più la situazione esistente nel momento in cui l'interessato stava guidando).

Per inciso, l'intervento del legale sarebbe importante, per esempio, per fare in modo che il test con l'etilometro (tecnicamente discutibile, nonostante la sentenza 5396 lo definisca la «prova regina») venga seguito da una più affidabile analisi del sangue.
L'intervento delle Sezioni unite è stato necessario perché non era chiaro fino a quale momento si potesse eccepire la nullità dovuta al mancato avvertimento. È pacifico che questa è una nullità «a regime intermedio», alla quale cioè si applica l'articolo 182, comma 2, del Codice di procedura penale. E quest'ultima norma dispone che, quando la parte assiste all'atto, la nullità va eccepita, a pena di decadenza, prima del compimento dell'atto stesso (in questo caso, sarebbe il test) o, quando ciò non è possibile, immediatamente dopo. Altrimenti, il termine per eccepire si sposta a momenti successivi del procedimento (fissati dall'articolo 181). Il problema, sollevato dalla Quarta sezione penale, sta sostanzialmente nel capire se si rientra nel caso dell'atto a cui assiste la parte o in quello cui non assiste.

Le Sezioni unite rispondono che l'interpretazione non può essere quella letterale, perché per «parte» che «assiste» all'atto non si può intendere esclusivamente l'interessato. È infatti «da escludere che vi "assistesse? un soggetto (l'indagato o indagabile) che era in procinto di essere sottoposto a un accertamento indifferibile sulla propria persona», perché la facoltà di farsi assistere dal difensore «di per sé presuppone la (possibile) non conoscenza di tale facoltà». Occorre quindi attendere che "entri in scena? l'avvocato e si stabilisce che questi per eccepire la nullità ha tempo fino alla «deliberazione» della sentenza di primo grado. rafforzare il concetto, le Sezioni unite ricorrono a un paradosso: se l'interessato dichiarasse l'intenzione di chiamare il suo avvocato, da quel momento egli non potrebbe eccepire il mancato avvertimento, essendosi dimostrato conscio del proprio diritto.

Il principio viene affermato in generale, per cui secondo i supremi giudici vale in tutte le situazioni di questo tipo connesse a reati e quindi non solo per la guida in stato di ebbrezza.
Altro chiarimento fornito dalle Sezioni unite è che l'avvertimento non è dovuto quando si effettua il test col precursore, più semplice di quello con etilometro e che non comporta direttamente sanzioni per guida in stato di ebbrezza. Ma il reato è configurabile anche sulla base dei soli sintomi (come alito vinoso, difficoltà di movimento, eccessiva loquacità); in questo caso, se gli agenti usano il precursore a sostegno delle loro argomentazioni, sembra di capire che la Cassazione ritenga sia necessario avvisare del diritto di farsi assistere dal legale.

Gabriele
12:43, 5 giugno 2015

Buongiorno,
innanzitutto le volevo farvi i complimenti per il sito che mi è tornato spesso utile.
In secondo luogo mi piacerebbe avere la vostra opinione su una questione:
la nullità dell'alcoltest in caso di mancato avvertimento della persona di farsi assistere da un legale di fiducia, per quanto disposto dall'art.114 disp. att. cod. proc. pen., si può far valere anche se il risultato del test sia compreso tra 0,5 e 0,8 non configurandosi quindi un reato penale? Vero è che l'avviso deve avvenire prima, ma è anche vero che tale art. dovrebbe trovare applicazione nell'ambito penale..
Cosa ne pensate?

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