Nulle le multe elevate dagli ausiliari del traffico a motorini sui marciapiedi

Sono nulle le contravvenzioni elevate dagli ausiliari del traffico ai motorini parcheggiati sui marciapiedi.E quanto stablisce una sentenza della Cassazione (sentenza 551/2009) ricordando che i cd...

15 gennaio 2009 - 19:06

Sono nulle le contravvenzioni elevate dagli ausiliari del traffico ai motorini parcheggiati sui marciapiedi.

E quanto stablisce una sentenza della Cassazione (sentenza 551/2009) ricordando che i cd “vigilini” possono intervenire sulle violazioni al Codice della strada solo in “materia di sosta strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico “.

La corte ha così accolto il ricorso di un un motociclista che aveva contestato una contravvenzione inflittagli per aver parcheggiato il motorino sul marciapiedi di viale XII Giugno a Bologna “.

In primo grado il Giudice di Pace aveva ritenuto valido il verbale redatto dalla polizia  municipale dopo la segnalazione dei 'vigilini' ed aveva quindi respinto il ricorso. Il motociclista si è però rivolto alla Suprema Corte che ha accolto il suo ricorso ricordando che “gli ausiliari del traffico in tanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del Cds, in quanto dette violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico delle persone dalla quale dipendono dove l'ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano o in qualsiasi modo ostacolino o limitino”. Al contrario, quando le violazioni consistono “in condotte diverse quale, nella specie, il posteggio su di un marciapiedi non funzionale al posteggio o alla manovra in un'area in cessione e neppure alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, l'accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti” come prevede l'art. 12 del Codice della strada “e non anche dagli ausiliari del traffico”. Ora il Comune di Bologna dovrà rimborsare al motociclista tutte le spese processuali: 700 euro per il primo grado e 500 per il procedimento in Cassazione.

Il componente nazionale del dipartimento tematico “ Tutela Del Consumatore “ di IdV Giovanni D’Agata invita, quindi, le Prefetture e le Amministrazioni di tutto il territorio nazionale ad attenersi tempestivamente anche all’interpretazione adottata di recente dalla CORTE DI CASSAZIONE in tema di sosta e confermata dai Giudici di Pace, annullando in via di autotutela i provvedimenti illegittimamente adottati sino ad oggi e di provvedere ad effettuare l’accertamento delle infrazioni secondo i dettami della legge, onde evitare superflui sovraccarichi burocratici e giudiziari che danneggiano il rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?