Non paga mai il Telepass: non è reato

Un automobilista assolto nonostante sia transitato più volte al casello Telepass: così la corte d'Appello di Messina

15 ottobre 2012 - 6:00

Addirittura 24 transiti Telepass senza pagare: è il record messo a segno da un automobilista, che ora però è stato assolto perché, secondo la corte d'Appello di Messina, non ha commesso reati, come racconta la gazzettadelsud.

ECCO IL “TRUCCO” – L'uomo, un commerciante siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), è transitato 24 volte approfittando della sbarra alzata per una vettura regolarmente pagante che di volta in volta lo precedeva. Lestissimo, il “furbetto” ha sempre colpito al casello Telepass dell'autostrada Palermo-Messina. In primo grado, era stato condannato a otto mesi per truffa, ma aveva proposto appello affermando che agiva alla luce del Sole: lo vedevano tutti, e infatti le telecamere registravano la sua targa – non camuffata – permettendo al gestore del casello di denunciarlo. I giudici gli hanno dato ragione.

TELEPASS NON CI STA – Immediata la reazione dell'amministratore delegato di Telepass, Ugo De Carolis: “Transitare da casello Telepass senza pagare il pedaggio è un reato. Il consolidato orientamento giurisprudenziale condanna il comportamento del conducente di un autoveicolo che transita in autostrada utilizzando piste riservate al pagamento automatizzato Telepass/Viacard senza essere fornito dei relativi mezzi di pagamento elettronici e omettendo successivamente di corrispondere il pedaggio dovuto”. In particolare, aggiunge De Carolis, “la Suprema corte ha ritenuto che risponde del reato di truffa continuata il conducente di un veicolo che, in più occasioni, in pista Telepass si accoda ad altro veicolo munito di idonea apparecchiatura Telepass e riesce a transitare prima che la sbarra chiudi pista si abbassi”. Tale condotta – insiste l'ad Telepass – “viene configurata dalla giurisprudenza come un artificio, con conseguente profitto costituito dal mancato versamento dell'importo del pedaggio autostradale. Tale prassi, oltre alle possibili conseguenze legali, mette a serio rischio la sicurezza degli automobilisti ed è sanzionata dal Codice della strada“.

SENTENZE CONTRADDITTORIE – La questione è delicata, e risulta arduo esprimere un giudizio sulla sentenza (che ancora non abbiamo), pur se sulle prime la decisione lascia perplessi. Tuttavia la giurisprudenza, come spessissimo succede, non aiuta molto in questo caso, anche perché ogni singola situazione fa storia a sé. È stato infatti sancito dalla Cassazione con la sentenza numero 4251 del 1° febbraio 2012, che non può essere condannato l'automobilista fortemente sospettato di sottrarsi abitualmente al pagamento del pedaggio se, momento dei fatti contestati, non risulta conducente né l'intestatario della vettura. Il motivo? Il giudizio deve “conciliare con i limiti di una plausibile opinabilità di apprezzamento”: negli otto passaggi irregolari, il camionista protagonista della sentenza non risultava identificato con certezza. Invece, risponde del minore reato di insolvenza fraudolenta, e non di truffa continuata, l'automobilista che si accoda con la propria vettura a veicoli muniti di Telepass eludendo il pedaggio. E questo vale pure se lo fa per un mese. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 10948/2010: un reato sì, ma inferiore a quanto chiedeva il gestore.

1 commento

Antonino
12:35, 18 ottobre 2012

ma se il conducente è analfabeta, come fa a capire quale è la corsia del telepass/viacard ?
secondo il mio modesto parere, non si può addebitare nemmeno l'ipotesi di un reato ad un automobilista, indipendentemente dalle sue ragioni, per un difetto nel sistema di chi sta lì “pagato” per controllare.

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