Non firmi il verbale: conta il ritiro come notifica

Il ritiro immediato di una copia del verbale da parte del trasgressore equivale a notifica dello stesso: così la Cassazione

19 febbraio 2014 - 8:00

Se un vigile vi dà una multa, consegnandola subito nelle vostre mani, e voi non firmate il verbale, il fatto stesso di averlo ritirato equivale a una notifica: così, la contravvenzione è perfettamente valida. Lo ha stabilito la Cassazione (terza sezione), con sentenza numero 195 del 9 gennaio 2014, depositata il 10 febbraio 2014, e quindi appena resa nota.

PRIMO RICORSO – Tutto nasce ne 2007 quando una pattuglia di carabinieri della stazione di Misano Adriatico (Rimini) irroga una sanzione amministrativa per eccesso di velocità, ai sensi dell'articolo 141 del Codice della strada. Poiché la sanzione non viene pagata nei termini di tempo previsti, l'agente per la riscossione notifica all'automobilista la cartella esattoriale, avverso la quale l'intimato propone opposizione dinanzi al giudice di pace di Bari, basandolo su un semplice fatto: il multato non ha firmato il verbale, che quindi è nullo. Il giudice accoglie il ricorso nel dicembre 2007 e annulla la sanzione.

UNA LEGNATA FINALE – La sentenza viene impugnata dalla prefettura di Rimini, che si rivolge alla Cassazione: “Il giudice di pace – dice la prefettura – ritenendo che al cittadino non fosse mai stato regolarmente notificato alcun titolo esecutivo prima della notifica della cartella esattoriale”, non ha considerato un aspetto: “l'infrazione venne contestata al trasgressore immediatamente, e immediatamente gli è stata consegnata copia del relativo verbale”, che l'automobilista ha ritirato, rifiutandosi di firmare. La consegna immediata di copia del verbale al trasgressore, da questi ritirata rifiutando di sottoscriverla, è un atto equivalente alla notifica del verbale. Per la Cassazione, la sentenza del giudice di pace deve pertanto essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa deve essere decisa nel merito, rigettando l'opposizione: la multa è valida, perché ritirata subito dal trasgressore. Non solo: la Cassazione ha condannato il multato alla rifusione nei confronti della Prefettura di Rimini delle spese del presente grado di giudizio, ossia 1.800 euro. Così, il ricorso al giudice di pace, inizialmente vincente, s'è trasformato in un boomerang doloroso per l'automobilista sanzionato che, ovviamente, dovrà pure pagare la multa.

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