No alla multa dell’ausiliario per auto in sosta su marciapiedi

Le multe degli ausiliari del traffico achi sosta irregolarmente sui marciapiede, purché non intralcino ilparcheggio in concessione, sono tutte nulle. Sono da considerarsi nulle le multe date...

17 marzo 2009 - 14:18

Le multe degli ausiliari del traffico achi sosta irregolarmente sui marciapiede, purché non intralcino ilparcheggio in concessione, sono tutte nulle.

Sono da considerarsi nulle le multe date dagli ausiliari del traffico ai veicoli che sostano irregolarmente sui marciapiede,purché questi non siano funzionali al posteggio dato in concessione:l’ha stabilito la Cassazione (sentenza 551/2009). In quanto icosiddetti “vigilini” possono intervenire sulle violazioni al Codicedella strada soltanto in “materia di sosta strettamente connessaall’attività svolta dall’impresa di gestione dei posteggi pubblici o ditrasporto pubblico”.

Tutto nasce dalla caparbietà di un motociclista bolognese.Multato da un ausiliario del traffico per aver parcheggiato il proprioveicolo su un marciapiede (oggi la contravvenzione è di 78 euro:articolo 158 comma 1 lettera h e comma 5 del Codice della strada), ilsanzionato s’è opposto al Giudice di pace. Risultato: ricorso respinto.Senza perdersi d’animo, il motociclista s’è addirittura rivolto allaCassazione, basando la propria opposizione sul seguente ragionamento.Gli ausiliari del traffico sono alle dipendenze delle società digestione dei parcheggi (e di quelle esercenti il trasporto pubblico);quindi hanno competenza soltanto nei rispettivi àmbiti. Per esempio,possono multare le auto parcheggiate senza “gratta e sosta” oppure indoppia fila, che impediscono l’accesso alle aree a pagamento.

La Cassazione ha dato ragione al ricorrente. Non soltanto: il Comunedi Bologna è stato condannato a pagare al motociclista e speseprocessuali. Cioè 700 euro per il primo grado (ricorso al Giudice dipace) e 500 per il procedimento in Cassazione.

Comunque, resta fermo che gli agenti di Polizia municipale possono multare chi sosta irregolarmente sui marciapiede.

Adesso, sarà interessante osservare la “reazione” dei Comuni: vaverificato se si atterranno all’interpretazione della Cassazione, cioèse gli ausiliari non daranno più le multe a chi sosta sui marciapiede.Se invece un Comune dovesse continuare a impiegare gli ausiliari oltrele loro competenze, ecco come contestare la violazione.

Anzitutto, il ricorso va presentato al Giudice di pace della cittàdove s’è verificata l’infrazione: avete 60 giorni dalla notifica, cioèda quando v’è arrivato il verbale a casa. Nella lettera, chiedete alGiudice l’annullamento della sanzione, citando la sentenza 551/2009della Cassazione.

State invece alla larga da qualsiasi tipo di polemicacontro lo stesso “vigilino” che vi ha multato: se, dopo il parcheggio,tornate verso la vostra auto proprio mentre vi stanno mettendo l’avvisodi accertamento sul parabrezza, è inutile contestare la sanzione sulposto, non si otterrebbe nulla. Gli ausiliari non fanno nient’altro cheseguire le direttive imposte dal loro “datore di lavoro”, ossia da unComune. E in caso di offese, minacce o lesioni a danno dell’ausiliare,c’è il rischio di dover rispondere del delitto penalmente. L’unicasoluzione resta il ricorso (pacato e ragionato) al Giudice di pace.

Di certo, la recente sentenza della Cassazione getta un’ombra ancorapiù pesante sull’impiego che i Comuni fanno degli ausiliari. Ancheperché non è la prima volta che la Suprema corte ridisegna i confini dioperatività dei “vigilini”, interpretando il Codice della strada.Insomma, la Cassazione, di tanto in tanto, è chiamata a rimettere in rigai Comuni, perché rispettino la legge in materia di ausiliari deltraffico. Un esempio, nel 2005, è stata la Cassazione a ricordare aiComuni che non rientra nella zona di competenza dell’ausiliario del traffico l’infrazione commessa fuori delle strisce blu, a meno che non sia nello spazio immediatamente adiacente e funzionale alla manovra in quelle strisce.

E non è finita: a breve, la Cassazione, a sezioni unite, si pronuncerà sull’uso che i Comuni fanno degli ausiliari.

È anche vero che il problema nasce alla radice quando, con la leggeBassanini bis del 1997, sono stati creati i “vigilini”. Da quelmomento, molti Comuni si sono sbizzarriti, impiegando gli ausiliari benoltre i limiti imposti dal Codice della strada. Ilrisultato è che s’è immediatamente deteriorato il rapporto fraguidatori e “vigilini” stessi.

Il fatto è che quella dell’ausiliario è una figura non definita subito con esattezza dalla legge. Di sicuro, esistono due tipi di ausiliario:1) dipendenti comunali, di società municipalizzate o mistepubblico-private, di società private; 2) dipendenti delle società cheesercitano il trasporto pubblico. Però ci sono volute successive leggi,circolari e sentenze della Cassazione per arrivare a stabilire che sitratta di pubblici ufficiali, indipendentemente se siano legati allaPubblica amministrazione da un rapporto di lavoro pubblico oppureprivato: i loro atti hanno la stessa validità di quelli della Polizia.

Come se non bastasse, sovente i sindacalisti avanzano l’ipotesi chegli ausiliari guadagnano anche in base al numero di multe date:sarebbero quindi incentivati a sanzionare.

E ancora: specie al Sud Italia (ma sempre di piùanche a Roma), l’automobilista è costretto a pagare la sosta due volte:una prima all’ausiliario che svolge regolarmente la propria mansione;una seconda ai parcheggiatori abusivi, anche nelle zone con le strisceblu.

Un altro guaio è dato dal numero sempre più basso di parcheggi liberi.Gli automobilisti sono costretti a sostare nelle aree blu, a pagamento.Ed eventuali infrazioni vengono rilevate proprio dagli ausiliari:raramente ci pensano i Vigili stessi. Così l’ausiliario, pur non avendoresponsabilità, viene spesso visto come l’”esattore” delle strisce blu.

Però quelle zone di sosta a pagamento dovrebbero nascere soltanto se ci sono anche aree per il parcheggio gratuito.Tutti conoscono la realtà: ormai è un’invasione di strisce blu. IlCodice della strada fa sì un’eccezione: le strisce blu possono comunqueesserci purché sorgano in un’area di rilevanza urbanistica. Ma quinasce un’altra e più delicata questione: chi stabilisce se l’area siadi rilevanza urbanistica? Il Comune stesso. Che così ha la possibilità,grazie a continue eccezioni, di creare strisce blu in grande quantità.All’inizio, si vedevano soltanto nei centri storici, ma ora stannoinvadendo anche le periferie delle città.

Senza dimenticare che ci sono diverse strisce blu pericolose, perchédisegnate agli angoli della strada oppure in modo da restringere lacarreggiata: in entrambi i casi, il Codice della strada lo proibisce.

SUGGERIMENTI:

Ci sono altri casi in cui potete fare ricorso contro una multa data da un ausiliario.

Primo. Nel preavviso di accertamento lasciato sul parabrezza,devono esserci i requisiti che evidenziano la sua qualifica e il suopotere. Come verificarlo? Semplice: nel verbale (che non è maidell’ausiliario, ma del responsabile dell’ufficio accertatore) devonoemergere il rapporto di lavoro con la società di gestione el’abilitazione necessaria a redigerlo. Se manca anche uno di questielementi, avete ottime probabilità che il ricorso venga accolto.

Secondo. L’ausiliario può consegnarvi una specie di preavvisod’infrazione, non il verbale stesso: questo vi verrà inviato a casadall’ufficio accertatore. Invece, se l’ausiliario vi consegna ilverbale, fate ricorso.

Di seguito un facsimile di ricorso, nel caso un ausiliario vi multasse per sosta irregolare su un marciapiede, non funzionale al posteggio dato in concessione.
 Ufficio Del Giudice di Pace di Città

   Ricorso in opposizione a sanzione amministrativa

 ex art. 204 bis c.d.s.

Ill.mo sig. Giudice,

ricorre: Rossi Mario nato a XXXXX il XXXX e ivi residente in ViaXXXXX n.XX, luogo dove elegge anche domicilio ai fini della presenteopposizione,

 

 il quale premette ed espone

 

di avere ricevuto in data 24.12.08, in qualità di proprietariodella moto targata XXXXXXX, notifica di accertamento di una infrazioneex art. 158/1-5 del c.d.s. relativa al verbale n.XXXXXXXXX/2008 (all.n.1) compiuta, secondo quanto sostenuto da un ausiliario del traffico(a ciò autorizzato in base all’art.17 della legge n.127/97) dipendentedella ditta XXXXX, il giorno 12.9.08 alle ore 20.42 sulla Via Bonannoin corrispondenza del n. 26 in quanto il motociclo sarebbe rimasto insosta sull’attraversamento pedonale. 

Dal tenore letterale del verbale medesimo, mediante il quale laPolizia municipale di Città richiede adesso il pagamento, in misuraridotta, della complessiva somma di EURO 85,00, si evince che dettaviolazione non sarebbe stata immediatamente contestata perirreperibilità del trasgressore.

Con il presente ricorso si chiede l’annullamento di detto provvedimento, palesemente infondato ed ingiusto.

Ciò per i sotto elencati motivi:
MOTIVI DI ANNULLAMENTO

Violazione e falsa applicazione di legge con contestualeeccesso di potere stante la carenza di legittimazione riservataall’ausiliario del traffico a rilevare simili infrazioni. Violazioni inparticolare degli articoli 201 c.d.s. e di converso dei dettami dicui alla legge n.127/97.

Un fatto pacifico è che il soggetto ausiliario del traffico inquestione è un soggetto dipendente di una Società che esercita iltrasporto pubblico e come stabilito dalla Corte di Cassazione consentenza n. 551/09 non avrebbe mai potuto rilevare una simileinfrazione in quanto non funzionale rispetto al posteggio dato inconcessione. Un simile rilevamento risulta possibile infatti solo in”materia di sosta strettamente connessa all’attività svoltadall’impresa di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico”.

Quanto appena indicato rappresenta ovviamente un manifestoduplice vizio di legittimità per altrettanto evidente violazione efalsa applicazione di legge con contestuale eccesso di potere stanteinfatti la carenza di legittimazione riservata all’ausiliario deltraffico a rilevare simili infrazioni.

Appare ovvio in sostanza come sempre un simile comportamentorisulti lesivo degli articoli 201 c.d.s. oltre che dei dettami dicui alla legge n.127/97 e di converso determini la nullità delprovvedimento amministrativo posto in essere, sanzione compresa.

 

Per i sopra citati motivi, oltre che per ogni altro che gli esponenti si riservano di enunciare, col presente atto

   RICORRE

alla S.V. Ill.ma affinché, previo assolvimento della proceduradi rito e reietta ogni contraria istanza ed eccezione, si compiacciadichiarare:

1) in tesi, il provvedimento impugnato, inesistente, ovveronullo o, comunque, inefficace e pertanto privo di qualsiasi effetto neiconfronti del ricorrente, revocando tutte le ingiunzioni e le sanzioniin esso previste con vittoria di spese, come per legge;

2) in ipotesi, viene chiesta conferma della applicazione della sanzione nel suo minimo edittale, spese legali compensate.

Con l’ulteriore ed ovvia richiesta in ogni caso, nel frattempo,della provvisoria sospensione del provvedimento impugnato ai sensidell’art. 22 ultimo comma legge n.689/81, oltre che di ogni riserva invia istruttoria.

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