Multe del Tutor: il problema del ricorso al giudice di pace

Verbali del Tutor: vi sono diverse interpretazioni a una recente sentenza della Cassazione. Resta il problema del ricorso al giudice di pace

9 dicembre 2011 - 9:00

Con una sentenza depositata pochi giorni fa, la Cassazione è tornata a occuparsi delle multe date dal Tutor e dei ricorsi al giudice di pace. Parecchie le interpretazioni fornite dai giuristi relativamente alla motivazione di questa sentenza.

PIÙ INFRAZIONI – Se un guidatore intende fare ricorso contro una multa data dal Tutor si rivolge al giudice di pace della località relativa alla tratta finale del rilievo aritmetico dov'è avvenuta l'infrazione. Qualche giudice acconsente che si ricorra direttamente nel luogo di residenza del trasgressore (in base alle norme di tutela del consumatore applicabili nell'Unione europea). Ma se le violazioni (eccesso di velocità) sono più d'una, in località diverse, a quale Giudice ci si oppone? Parliamo delle multe “seriali”, cioè prese una dopo l'altra, in pochi minuti, per infrazioni molto ravvicinate nel tempo. Le interpretazioni della normativa sulle contravvenzioni “seriali” sono numerose, anche perché l'avvento del Tutor è recente: il sistema, che rileva soprattutto la velocità media, è nato a fine 2005. Sulla questione, è intervenuta di nuovo la Cassazione con la sentenza n° 23881 del 24 giugno 2011, depositata il 15 novembre.

LA PRIMA LETTURA… – In base alla prevalente interpretazione della sentenza della Cassazione, gli ermellini hanno stabilito che per le multe “seriali” ci si possa rivolgere a un unico giudice di pace. La Corte non specifica quale: se quello della residenza del multato o di una delle località dove sono stati rilevati gli eccessi di velocità. In passato, la maggioranza dei giudici hanno ritenuto che ci si debba rivolgere al giudice del primo rilievo; altri, invece, alla Cancelleria dell'ultima infrazione.

…E LA SECONDA INTERPRETAZIONE – È quella di un'altra voce autorevole: Alfredo Carbognani, giudice di pace di Montecchio Emilia (Reggio Emilia), secondo il quale la Cassazione non fissa il principio che, nel caso di più violazioni consecutive, sarebbe competente un unico giudice di pace. Gli ermellini direbbero solo che il giudice non può sostenere a priori l'incompetenza territoriale con un semplice decreto di inammissibilità emesso “inaudita altera parte” (cioè senza ascoltare la controparte). Il giudice dovrà pronunciare con sentenza anziché emettere, come fece quello di pace di Pistoia, un errato decreto di inammissibilità del ricorso.

A FAVORE – A prescindere dalle interpretazioni della sentenza della Cassazione, il fatto che un giudice non possa dichiararsi preliminarmente incompetente (ma debba emettere una sentenza e quindi costringa ad accettare un giudizio) rappresenta un passo avanti per un multato: può battagliare in giudizio sull'opportunità che venga deciso il tutto da un unico giudice.

PRECEDENTI – Il problema è che, sulle multe “seriali” da Tutor, i precedenti sono contraddittori. Per esempio, nel 2008, un automobilista percorse l'Autostrada A4 e dopo qualche tempo ricevette a casa tre verbali per eccesso di velocità rilevato dal Tutor (tre infrazioni in 13 minuti), con notifiche da parte delle Polizie stradali di Bergamo, Varese e Cremona. Tre i Giudici di pace competenti per territorio. Il guidatore fece un unico ricorso al giudice di pace della prima infrazione (Bergamo), riunendo i tre verbali, e il giudice si ritenne competente: la sentenza 10 novembre 2008, n° 3741 stabilì pure che l'infrazione non era tripla bensì unitaria, ma questo è un altro discorso ancora.

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