Multe, non c'e' piu' la cauzione. Ricorso per vecchie multe anche dopo i 60 gg.

"La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del codice della strada che impone agli automobilisti, che vogliono fare ricorso contro una multa, di pagare una somma di denaro pari...

25 aprile 2004 - 13:34

“La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del codice della strada che impone agli automobilisti, che vogliono fare ricorso contro una multa, di pagare una somma di denaro pari alla meta' dell'importo massimo previsto dalla contestazione.

Buone notizie per tutti gli automobilisti e soprattutto per quelli che contestano le multe. La Corte Costituzionale ha stabilito che è illegittimo obbligare i cittadini che vogliono fare riscorso contro una contravvenzione a versare in cauzione la metà della somma da pagare.

Con questa sentenza la Consulta ha risposto ai numerosi solleciti che erano stati mossi dai tribunali di mezza Italia. I giudici di pace avevano infatti sostenuto che l'onere che il ricorrente doveva pagare per il ricorso rappresentava una discriminazione per tutti gli automobilisti che non erano in grado di sostenerne le spese. E la decisione della Corte Costituzionale ha premiato questa motivazione, dichiarando incostituzionale l'articolo 204-bis del Codice della strada per ben due ragioni.

La prima violazione riguarda l'articolo 3 della Costituzione che stabilisce il principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Per i giudici, infatti, imporre un esborso, che può variare a secondo dei casi e raggiungere anche importi elevati, può limitare la possibilità di fare ricorso a chi non ha le possibilità economiche e causare quindi una disparità di situazione tra gli automobilisti più o meno benestanti.

Mentre la seconda violazione segnalata dalla Consulta riguarda l'articolo 24 della Costituzione che garantisce a tutti i cittadini il diritto di difesa, vale a dire le stesse possibilità di agire in giudizio per tutelare i loro interessi. E con questa decisione sostanzialmente si ripete la prima motivazione.

Dalle due osservazioni fatte nella sentenza (la numero 114/2004) emerge che la Consulta ha criticato il fine ultimo del legislatore che aveva introdotto l'obbligo di cauzione per alleggerire il carico di lavoro dei giudici di pace. Invece, secondo la Corte una norma del genere non risponde a questo scopo, poiché “l'effetto preclusivo dello svolgimento del giudizio, incide direttamente sull'ammissibilità dell'azione”.

Soddisfazione da parte delle associazioni di consumatori.
Federconsumatori plaude alla sentenza e ricorda che la norma precedente era stata creata con il solo intento di ridurre le opposizioni ed era quindi lesiva del diritto di difesa.

Il Codacons rileva anche che la sentenza riapre i termini per poter impugnare le multe. Chi aveva rinunciato a ricorrere, poiché impossibilitato economicamente a depositare la cauzione, precisa il coordinamento dei consumatori, può invece farlo ora, anche se sono già trascorsi i 60 giorni della notifica; l'importante è che la multa sia successiva alla nuova norma entrata in vigore il 13 agosto 2003.

Fonte: www.miaeconomia.it

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