La Corte di giustizia europea annulla la direttiva sull'applicazione transfrontaliera delle infrazioni stradali

23 luglio 2014 - 9:00

Sembrava quasi fatta, finalmente i turisti stranieri che parcheggiano ovunque e sfrecciano in barba a tutor e velox non sarebbero più rimasti impuniti, grazie alla direttiva che semplifica lo scambio di informazioni sulle infrazioni tra gli Stati membri. Peccato che la direttiva 2011/82/UE, sebbene fosse orientata a frenare la condotta scorretta di automobilisti stranieri oltre i confini del Paese di origine, si fondava su un principio giuridico sbagliato.

UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO – Con il decreto legislativo n.37 del 4 marzo 2014 anche l'Italia ha recepito la direttiva europea 2011/82/UE per agevolare lo scambio transfrontaliero sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale. Un sostanziale passo avanti che,  salvo le nostre perplessità, avrebbe permesso di identificare i trasgressori stranieri del Codice delle Strada e notificargli la multa direttamente a casa. Ma la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha stabilito con la sentenza nella causa C-43/12 l'annullamento della suddetta direttiva, non trovando un collegamento con gli scopi della cooperazione di polizia su cui si basa la normativa adottata da Parlamento e Consiglio europeo. La Corte di giustizia precisa che “la direttiva costituisce una misura atta a migliorare la sicurezza dei trasporti e che essa, pertanto, doveva essere adottata su tale fondamento.” Secondo la Corte, “gli scopi della cooperazione di polizia, mirano allo sviluppo di una politica comune in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne, da un lato, nonché alla prevenzione della criminalità, del razzismo e della xenofobia, dall'altro.”

IL 30% DEGLI INCIDENTI FATALI E' CAUSATO DALLA VELOCITA' – Gli effetti della direttiva saranno mantenuti fino all'entrata in vigore di una nuova direttiva basata sul fondamento giuridico appropriato, cioè la sicurezza dei trasporti, che dovrebbe avvenire entro maggio 2015. Una direttiva prioritaria che, oltre ad armonizzare le normative tra gli Stati membri, potrebbe concorrere a salvare 400 vite ogni anno. L'eccesso di velocità è la causa di circa un terzo delle collisioni fatali che si verificano in Europa e un fattore aggravante in tutti gli incidenti stradali. Secondo la Commissione europea, i conducenti non residenti rappresentano circa il 5% del traffico stradale nell'Unione europea ma sono responsabili del 15% delle infrazioni per eccesso di velocità rilevate.

L'APP PER RISPETTARE IL CDS DI OGNI PAESE – Antonio Avenoso, direttore esecutivo ETSC (European Transport Safety Council) ha dichiarato che: “Queste regole sono un modo intelligente di dissuadere i conducenti dalla guida pericolosa quando vanno all'estero, ma anche aiutare gli stati membri a rintracciare i trasgressori che mettono a rischio la vita di altre persone. Abbiamo sollecitato gli Stati membri dell'Unione europea e il nuovo Parlamento europeo a dare il via libera per la nuova proposta il più presto possibile”. Anche Pasi Kemppainen, direttore TISPOL, il network europeo di polizia stradale è molto fiducioso: “l'adozione della nuova proposta porterà ad un'attuazione più efficace, che incoraggia i conducenti a rispettare le norme di sicurezza e porterà ad una rapida riduzione di morti e feriti.” Se state programmando le vostre vacanze in giro per l'Europa vi consigliamo di scaricare l'applicazione gratuita della Commissione europea, che ricorda le norme sulla sicurezza e la circolazione stradale di tutti i Paesi dell'UE che visiterete.

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