Multe e traffico: serve la contestazione

La sentenza numero 14535 della Cassazione stabilisce che la presenza di ostacoli alla circolazione non giustifica la mancata notifica al trasgressore da parte del vigile. Il ricorso vinto da un...

14 luglio 2005 - 13:56

La sentenza numero 14535 della Cassazione stabilisce che la presenza di ostacoli alla circolazione non giustifica la mancata notifica al trasgressore da parte del vigile. Il ricorso vinto da un cittadino romano

Roma, 12 luglio 2005 – Il ''traffico'' di una grande citta' come Roma, non rappresenta una giusta causa per la mancata contestazione delle infrazioni al codice della strada agli automobilisti. L'importante novità, immaginiamo le valanghe di ricorsi, è stata sancita oggi dalla Cassazione che ha accolto il ricorso di Romano, G. un automobilista multato a Roma per eccesso di velocita'. Il guidatore, nel febbraio 2002, si era opposto all'ordinanza con la quale il Prefetto di Roma ''aveva emesso a suo carico l'ingiunzione di pagamento per violazione dell'articolo 142 del Codice della strada''. Romano G. si era rivolto al giudice di pace chiedendo la nullita' della sanzione dal momento che ''la violazione non era stata contestata nell'immediatezza, e cio' senza l'indicazione dei dati di fatto obiettivi impeditivi del fermo''.

Il giudice di pace, pero', aveva rigettato l'opposizione di Romano sottolineando – quanto al lamentato mancato fermo del veicolo – che ''non sempre e' possibile per motivi di traffico provvedere alla contestazione personale dell'informazione''. Questa decisione del giudice di pace non e' stata, tuttavia, condivisa dalla Cassazione che ha accolto il ricorso di Romano annullando del tutto l'ingiunzione di pagamento emessa dal Prefetto e condannando la Prefettura di Roma al pagamento delle spese processuali, liquidate in complessivi 780 euro. I Supremi giudici hanno dichiarato ''fondato'' il reclamo di Romano e hanno ricordato alla Prefettura che ''gli articoli 200 e 2001 Cds, stabiliscono che quando e' possibile, la violazione deve essere immediatamente contestata e che, qualora cio' non sia possibile, occorre notificare al trasgressore il verbale con gli estremi precisi della violazione e l'indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata''. In nessun caso e', dunque, possibile giustificare la mancata contestazione facendo riferimento alla circostanza ''che in un centro abitato qual e' il luogo (Roma) dove la contestazione e' stata elevata, non sempre e' possibile per motivi di traffico provvedere alla contestazione personale dell'infrazione.

La pronuncia della Cassazione che non concede scusanti al traffico, e' la numero 14535. Romano G. e' stato difeso dall'avvocato Rossella Cicchetti, la Prefettura di Roma era rappresentata, senza successo, dall'Avvocatura generale dello Stato.

Ansa

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