Multe con il Telelaser: valide anche senza scontrino

Per la Cassazione le multe elevate con il Telelaser sono valide anche quando l'accertatore non possa esibire lo scontrino con la velocità

11 novembre 2011 - 11:40

Con l'ordinanza n. 23212, depositata l'8.11.2011 dalla sezione seconda della Corte di Cassazione, i Giudici di Legittimità prendono di nuovo una posizione “conservativa” sulle multe elevate con apparecchi elettronici per la rilevazione della velocità. La mancanza di scontrino nel caso di violazione dei limiti di velocità accertata con Telelaser, nella versione che non scatta fotografie, può ben essere superata dalla presenza dell'agente che fa il verbale.

C'E' L'AGENTE, LA MULTA E' VALIDA – Se la mancanza di agenti sulle postazioni autovelox ha generato in passato montagne di ricorsi, ora, non senza coerenza, gli Ermellini danno valore alla presenza degli operatori delle forze dell'ordine sul “luogo del misfatto”. Nel caso al vaglio della Corte, il Giudice di Pace di Massa aveva accolto il ricorso di un verbalizzato, che si era visto comminare la sanzione per eccesso di velocità (dell'art. 142, 9° comma C.d.S.) sulla base di un accertamento con Telelaser (ricordiamo che il Telelaser è uno strumento che deve essere sempre usato da un agente e quindi non è un apparecchio automatico). Questo perchè, a richiesta del ricorrente, l'accertatore non aveva prodotto lo scontrino contenente i dati relativi alla trasgressione. Come fa, dice il Giudice di Pace, il trasgressore a contestare una rilevazione automatica di velocità che non può esaminare? I Giudici di legittimità sovvertono ora il responso del Giudice di Pace ritenendo invece che proprio la presenza sul posto di personale di servizio della polizia stradale, rende certa la trasgressione addirittura “fino a querela di falso”, perché “l'attestazione del personale di servizio ben può integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica”. Era quindi solo con una querela di falso, atto ulteriore rispetto al ricorso al Giudice di Pace, che il trasgressore avrebbe potuto impugnare il verbale che lo sanzionava.

UNA SENTENZA LOGICA MA DISCUTIBILE – Quando si pongono di fronte utenti della strada e forze dell'ordine, è facile cadere nei luoghi comuni. Le storie di automobilisti furbi, che fanno il diavolo a quattro per evitare di pagare le multe, fanno parte della vita quotidiana di molti giudici. E' comprensibile poi, che la Corte di Cassazione voglia valorizzare le forme di accertamento delle infrazioni che impieghino risorse sulla strada. Tuttavia, quando la Corte di Cassazione dà una direzione, condiziona una tale quantità di vertenze che è opportuno soffermarsi su alcune considerazioni. Tra i tanti automobilisti furbetti che cercano di sottrarsi alle proprie responsabilità, una volta pizzicati, ce ne sono anche altri che sono stati ingiustamente sanzionati. Ecco per costoro, non avere la possibilità nemmeno di esaminare lo scontrino con la rilevazione (anche se la velocità resta impressa sul display se l'agente non la resetta), per quanto utile possa essere, e dover proporre addirittura una querela di falso contro l'organo accertatore, sembra eccessivo. Così, la sanzione comminata dalla squadra “apparecchio + agente”, diventa inattaccabile.

COSA COMPORTA LA QUERELA? – La querela di falso impone, ai sensi degli artt. 221 e ss. c.p.c., la competenza del Tribunale in composizione collegiale. Questo significa che il trasgressore dovrà impugnare la sanzione davanti al Giudice di Pace e proporre la querela di falso, ma il Giudice di Pace, riconoscendosi incompetente a giudicare della querela di falso, dovrà sospendere il procedimento e trasmettere gli atti al Tribunale competente. Questo significa che il trasgressore dovrà obbligatoriamente munirsi di avvocato, farlo lavorare rischiando sul piano economico, nonché attendere tempi molto più lunghi per il procedimento di annullamento dell'infrazione. Non solo, c'è da chiedersi come il presunto trasgressore potrà provare che quanto affermato dall'agente verbalizzante non sia vero. Fuori dai casi macroscopici, risulta impensabile che l'automobilista sanzionato riesca a fornire la prova che l'agente si è sbagliato. Eppure, in caso di più auto affiancate il dubbio che l'agente si possa essere sbagliato resta, anche se negli ambienti “sani” della Polizia Stradale gli agenti evitano di fare controlli quando ci sono auto in sorpasso, ma non si può escludere che talvolta le cose vadano diversamente. In conclusione, forse è auspicabile che questo indirizzo non sia definitivo. Può darsi che una sentenza così severa possa avere una funzione preventiva e repressiva sulle condotte illecite degli automobilisti, considerando l'effetto scoraggiante che essa avrà sui ricorsi contro le sanzioni elevate tramite Telelaser, ma nel tempo che ci vuole per generare questo effetto, probabilmente diversi automobilisti innocenti verranno ingiustamente puniti, e non potranno difendersi.

di Antonio Benevento

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