Multe con il T-red: Annullati due verbali di contestazioni e condannato il Comune di Rovigo

Rovigo, 18 aprile 2008 - Annullati due verbali di contestazioni e condannato il Comune di Rovigo al pagamento delle spese legali. Così ha deciso ieri il giudice di pace di Rovigo, Marco Bresciani...

20 aprile 2008 - 21:42

Rovigo, 18 aprile 2008 – Annullati due verbali di contestazioni e condannato il Comune di Rovigo al pagamento delle spese legali. Così ha deciso ieri il giudice di pace di Rovigo, Marco Bresciani accogliendo due ricorsi presentati dall'avvocato Lorenzo Toso. I procedimenti si riferivano a due verbali di contestazione redatti dalla polizia municipale di Rovigo. Entrambi riguardavano una stessa persona, una sessantenne lendinarese che era incappata due volte nei T-red e per questo si era vista recapitare due distinte contravvenzioni.

La signora però, non avendo comunicato i dati del conducente ai fini della decurtazione del punteggio della patente di guida, si era vista arrivare a casa due multe da 368 euro ciascuna. Una bella cifra! Ma la donna si è rivolta ad un legale per presentare ricorso. E la scelta è stata ben riposta. L'avvocato Toso infatti si è appellato al fatto che l'articolo 126-bis, comma 2, del codice della strada, nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all'autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l'infrazione alle regole della circolazione stradale, è costituzionalmente illegittimo. Lo ha stabilito infatti la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 27 del 24 gennaio 2005, precisando che nel caso in cui il proprietario ometta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, trova comunque applicazione la sanzione pecuniaria.

Ma la stessa sentenza dice anche dell'altro e cioè che: “In nessun caso il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l'annullamento del verbale di contestazione dell'infrazione”. La signora aveva proposto ricorso contro i verbali del 24 e del 31 dicembre 2005, ma le cause erano ancora pendenti quando nell'aprile del 2006 la donna si è vista recapitare a casa le due multe raddoppiate.

Pertanto, come affermato nel ricorso presentato dall'avvocato: “per il computo del termine di giorni trenta per la comunicazione dei dati del conducente responsabile dell'infrazione ex art. 126 bis, decorre dalla definizione della contestazione, definizione che presuppone, a sua volta che siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi o giurisdizionali ammessi. E' evidente quindi che l'obbligo di comunicazione dei dati del conducente responsabile dell'infrazione sorge, unicamente, dal passaggio in giudicato della sentenza e naturalmente, nel caso in cui venga confermato il verbale di contestazione impugnato”. Il giudice di pace di Rovigo ieri ha dato quindi ragione all'avvocato Toso per entrambi i ricorsi, condannando il Comune di Rovigo al pagamento delle spese legali: 400 euro in tutto.

fonte

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Come guadagnare un reddito extra dal proprio garage

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo