Multe col tutor: servono più ricorsi ai diversi Giudice di Pace

La Cassazione conferma: le multe "Tutor" prese in varie parti d'Italia andranno impugnate davanti a diversi Giudice di Pace

23 settembre 2012 - 9:20

La Corte di Cassazione, sez. VI civile, conferma con l'ordinanza n. 15690 dell'18.9.2012, un indirizzo già introdotto con una precedente pronuncia dello scorso giugno (9486 dell'11.6.2012), sulla delicata questione della competenza per impugnare le multe elevate in base alle rilevazioni del “Tutor“. Come già affermato nel precedente verdetto, il criterio da utilizzare per decidere la competenza è quello della porta d'uscita del sistema SICVE presente nel punto medio del tratto di rilevazione. Se la velocità viene rilevata in quattro tratti diversi, ci saranno quattro porte d'uscita e di conseguenza quattro Uffici del Giudice di Pace dove presentare quattro ricorsi. Poco più di un anno fa si era affacciato timidamente un indirizzo che utilizzava il criterio del “foro del trasgressore“, sulla falsa riga delle norme comunitarie che danno al consumatore la possibilità di adire all'autorità giudiziaria competente per il suo luogo di residenza in controversie che implichino la concorrente competenza di Uffici Giudiziari lontani. Tale indirizzo non ha avuto seguito. Ora, con buona pace degli automobilisti pizzicati dal Tutor, impugnare una serie di contravvenzioni basate su diverse rilevazioni di velocità durante un unica tratta, diventerà proibitivo. A meno di volersi spostare qua e là per l'Italia, a contestare il buon funzionamento del “grande fratello autostradale”.

QUATTRO VIOLAZIONI DEI LIMITI, QUATTRO RICORSI – Nel caso di specie, un automobilista ha ricevuto quattro contravvenzioni dalla Polizia Stradale, di Roma, Perugia, Rovigo e Padova. In base al criterio della Porta di Uscita del sistema SICVE, situata vicino al punto medio del tratti di rilevazione, avrebbe dovuto impugnare singolarmente ogni contravvenzione. Invece il trasgressore ha impugnato tutti i verbali davanti al Giudice di Pace di Palestrina, che, si è dichiarato incompetente passando la palla al Giudice di Pace di Monselice (competente per l'infrazione compiuta nel padovano), il quale ha rimesso la questione della competenza agli Ermellini. La Suprema Corte ribadisce che le norme penali che consentirebbero, a determinate condizioni, di accorpare le condotte illecite, non sono applicabili a questo tipo di trasgressioni e quindi riafferma quel criterio sopra riportato, che impone di individuare la porta di uscita del sistema SICVE per ogni tratto di rilevazione della velocità, in base alla vicinanza al punto medio. Dal luogo della porta d'uscita, si desume il Giudice di Pace cui rivolgersi.

NIENTE CONCORSO FORMALE, NIENTE REATO CONTINUATO – Gli Ermellini chiariscono alcuni punti cardine per poter decidere la competenza in caso di contravvenzione elevata su rilevazione del Tutor. Primo, perchè si possa applicare il principio del concorso formale di reati, che consentirebbe di rivolgersi al giudice dell'ultima violazione, occorrerebbe unicità dell'azione, ma siccome le violazioni dell'automobilista avvengono in momenti diversi, ciò non è possibile. Le norme sul reato continuato, che parimenti permetterebbero di radunare tutte le impugnazioni davanti al Giudice dell'ultima violazione, si applicano solo in ambito penale o in materia di previdenza o assistenza obbligatorie. Infine, per conoscere esattamente quale sia il Giudice competente per le varie violazioni, si deve far ricorso all'art. 9 c.p.p., che prevede che per individuare l'Autorità territorialmente competente, si deve prendere ad esempio l'ultimo luogo dove è avvenuta l'azione od omissione. Questo ultimo luogo, che va calcolato per ogni differente rilevazione, è da individuarsi attraverso la porta d'uscita del Sistema SICVE, più vicina al punto medio del tratto di rilevazione. Insomma, tempi duri per gli automobilisti pizzicati dal Tutor. Se si vuole impugnare, bisogna innanzitutto rimboccarsi le maniche per capire dove farlo e probabilmente pagare più contributi unificati. In attesa di un nuovo orientamento giurisprudenziale sul punto, sempre più discusso, ad oggi il ricorso appare proibitivo. Un vantaggio per la sicurezza stradale, visto che molto usavano il ricorso come un espediente per cercare di eludere la multa, ma uno svantaggio per quei (pochi) automobilisti multati realmente senza motivo per via di un errore o di una targa contraffatta da un altro automobilista.

di Antonio Benevento

2 commenti

Oreste
17:13, 28 settembre 2012

La Cassazione, con la sentenza che impone il ricorso ai vari Giudici di Pace, a mio parere viola il diritto di difesa garantito dall'art. 24 della Costituzione. Infatti, la Corte Costituzionale ha dichiarato sussistere violazione del diritto di difesa quando la difesa è onerosa. E nel caso di più violazioni accertate col Tutor, conviene rinunciare al ricorso, che costa Euro 37
di C.U; obbligatoriamente presentarsi ai vari Giudici e le spese di redazione del ricorso.

Andrea
12:34, 27 ottobre 2012

quindi, meglio andare piano!

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