Multe: al vigile non basta fischiare, ma deve contestare subito la trasgressione

Una lettura rigorosa degli articoli 196 e 203 del Codice della stradainduce ad escludere la legittimazione a proporre il ricorso in capo acolui che non è destinatario di contestazione immediata o...

11 settembre 2009 - 10:14

Una lettura rigorosa degli articoli 196 e 203 del Codice della stradainduce ad escludere la legittimazione a proporre il ricorso in capo acolui che non è destinatario di contestazione immediata o dinotificazione del verbale di accertamento.

Tuttavia, considerato che ilconducente del veicolo sanzionato ha, comunque, un interesse tutelabileal pari di quello del legittimato in quanto dal procedimentosanzionatorio potrebbero derivargli dei danni come la decurtazionepunti dalla patente e potrebbe anche subire una eventuale azione diregresso da parte del proprietario del mezzo che ha pagato la sommadovuta per la violazione della norma sulla circolazione stradale, èritenuta ammissibile l’opposizione proposta dal conducente e aldestinatario del verbale di accertamento impugnato, a supporto delleargomentazioni svolte da quest’ultimo, in quanto interessato alladefinizione con esito favorevole dell’impugnazione. Lo stabilisce ilGiudice di pace di Bari (sentenza 3775/09).

L’articolo 384 d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, non contempla tra ivari casi di impossibilità della contestazione immediata quellospecificato dai verbalizzanti (nella specie: “Non è stato possibileprocedere alla contestazione immediata perché l'accertatore appiedatorichiamava l’attenzione del trasgressore con il trillo delfischietto”). Né si può ritenere che il trillo di un fischietto possaattirare l’attenzione del conducente di un veicolo nel mezzo di untraffico cittadino che, notoriamente, alle ore 18 non è assolutamentesilenzioso ed anzi è piuttosto caotico.

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