Multa con telelaser valida anche senza scontrino: la cassazione conferma

La Corte di Cassazione conferma un indirizzo ormai consolidato: la mancanza di scontrino del telelaser non è motivo di annullamento della sanzione

18 settembre 2012 - 12:00

La Corte di Cassazione, sez. II civile, con la sentenza n.13894 del 02 agosto 2012, accoglie il ricorso della Provincia di Ravenna, avverso una sentenza del Tribunale dello stesso capoluogo che aveva annullato una multa per eccesso di velocità basata su rilevazione telelaser. L'automobilista sanzionato aveva impugnato sulla base della mancanza di prova certa, stante l'assenza di scontrino, non allegato dalle forze dell'ordine al verbale di contravvenzione. La Provincia di Ravenna ha sostenuto che non ci sono norme che impongano la stampa dello scontrino a seguito di rilevazione della velocità da parte di apparecchi telelaser, i quali debbono soltanto essere omologati, correttamente funzionanti, chiari nell'indicazione della velocità rilevata, e presidiati da agenti delle forze dell'ordine. Il trasgressore, dopo aver perso davanti al Giudice di Pace e vinto davanti al Tribunale, che invece aveva accolto la sua tesi difensiva sull'importanza dello scontrino, perde infine in Cassazione, con una pronuncia che s'inserisce nel solco di altre precedenti simili.

LO SCONTRINO NON SERVE – Il Telelaser aveva rilevato, in quel di Mandriole, una velocità di 94 km/h, a fronte di un limite di 50 km/h. Non un'infrazione da poco. Anche per questo il trasgressore ha lottato fino alla fine, per evitare le sanzioni collegate ai larghi eccessi di velocità. La Provincia di Ravenna però alla fine ha ottenuto quel risultato che si poteva immaginare fin dall'inizio. Ha sostenuto la tesi della irrilevanza della produzione di scontrino, basandosi sul dettato degli artt. 142, VI CdS, e 345, reg. esec. CdS, che parlano di omologazione, chiarezza, tutela della privacy, presenza delle forze dell'ordine sul luogo di rilevazione. Mai di scontrino. D'altronde è noto che quanto attestato dagli agenti, perchè visto con i propri occhi, fa piena prova fino a querela di falso. La Suprema Corte accoglie i motivi di ricorso presentati dalla Provincia di Ravenna perchè “manifestamente fondati”, cassa la decisione del Tribunale e decide nel merito, convalidando definitivamente la sanzione e condannando il trasgressore a pagare 1400 euro di spese alla P.A..

UNA PROVA DIABOLICA: IL MALFUNZIONAMENTO DEL TELELASER – Stando così le cose, una sola ipotesi residuale di impugnazione rimane possibile: dimostrare che l'apparecchio che ha rilevato la velocità non era correttamente funzionante. La presenza degli agenti nei pressi dell'apparecchio rende infatti granitica detta rilevazione, in forza della pubblica fede che assiste l'attestazione della velocità da parte dell'agente accertatore che la visiona sul display. Si tratta di una prova “diabolica” dato che nessuno è nelle condizioni di verificare il buon funzionamento dell'apparecchio telelaser al momento in cui viene rilevata la sua velocità. Si consideri tra l'altro che queste rilevazioni vengono poste a conoscenza del trasgressore molto tempo dopo. Visto che l'indirizzo espresso da questa sentenza è ormai consolidato, non dovrebbe convenire più a nessuno impugnare multe per eccesso di velocità rilevate con il telelaser. Eppure c'è da scommettere che gli automobilisti, mai domi, non smetteranno di addurre la mancanza di scontrino quale motivo di nullità della sanzione.

di Antonio Benevento

2 commenti

Daniele
13:11, 28 settembre 2012

Gianni,

sei proprio certo che con il telelaser la contestazione sia sempre immediata?

Andrea
12:49, 27 ottobre 2012

anche io sapevo che il telelaser può essere impiegato solo con “contestazione immediata”; qualcuno ha ricevuto notifiche a posteriori?

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