Multa cellulare agli NCC: non basta essere in auto per evitare la multa

Per la Cassazione anche a bordo di un'auto NCC o taxi che sia, si può stare al cellulare, ma solo in alcuni casi la multa è nulla

18 dicembre 2017 - 9:00

Una sentenza della Suprema Corte si è occupata di chiarire i limiti della deroga al divieto di usare il cellulare in auto, fissato dall'art. 173 C.d.S., che riguarda alcune categorie di utenti della strada. Si tratta della n. 24919, depositata il 20 ottobre 2017, con la quale un conducente multato per uso del cellulare alla guida ha perso definitivamente la sua battaglia. I fatti risalgono al 2012, quando un automobilista fu multato mentre guidava un veicolo intestato a una società dedita al trasporto di persone in conto terzi, utilizzando il telefono. La difesa in tutti e tre i gradi di giudizio è stata sempre incentrata sull'art. 173 C.d.S., che deroga al divieto “per i conducenti dei veicoli delle forze armate e dei Corpi di cui all'articolo 138, comma 11 C.d.S, e di polizia, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi”. Gli Ermellini non ci stanno: la norma va interpretata nel senso che può utilizzare il cellulare il conducente che sta esercitando l'attività di servizio, non chi guida un'automobile adibita a tale attività.

AL TELEFONO SULL'AUTO DELLA SOCIETA' DI TRASPORTO DI PERSONE E' facile immaginare come siano andate le cose, da che è facile immaginare come reputi l'utilizzo del cellulare alla guida chi per lavoro è autorizzato a usarlo. Quindi il caso di specie non desta particolare stupore. Se posso utilizzare il cellulare mentre sto lavorando come conducente per una società che trasporta persone, perchè non posso se non sto trasportando nessuno? Purtroppo per lui però, gli la Polizia Locale di Roma la pensava diversamente e gli ha fatto la multa. Naturalmente la società di trasporti non ci è stata, e ha portato la questione fino in Cassazione.

VEICOLO “ADIBITO” AL TRASPORTO DI PERSONE La sottile distinzione che regge la sentenza è piuttosto raffinata. L'art. 173 C.d.S., infatti, autorizza a guidare col cellulare all'orecchio “i conducenti dei veicoli adibiti….al trasporto di persone in conto terzi”. Per la difesa, la norma si riferisce al veicolo. Se un veicolo è intestato a una società che svolge quell'attività, e c'è scritto sulla carta di circolazione, il veicolo è senz'altro adibito al trasporto di persone di cui parla il codice della strada. Ma gli Ermellini invece pensano diversamente. Si consideri innanzitutto che la norma prevede l'esenzione dal divieto per i conducenti delle Forze dell'Ordine, che utilizzano apparecchi per ragioni di servizio. L'estensione ai conducenti di società di trasporto di persone, non può essere “piatta”, perchè diversa è la rilevanza di chi tutela l'ordine pubblico da quella di chi svolge un'attività imprenditoriale. Per questo, secondo il ragionamento della Suprema Corte, il legislatore avrebbe messo la differenza proprio nel termine “adibiti”, che non si riferisce agli elementi statici della vettura (proprietà e carta di circolazione), ma al concreto utilizzo che del veicolo si sta facendo al momento in cui si usa il cellulare. Quindi, se non si prova che al momento dell'utilizzo si stava svolgendo l'attività di trasporto di persone, la violazione c'è e la sanzione è corretta.

IL CELLULARE ALLA GUIDA, ANCORA NESSUNA SVOLTA Questo caso, se pur riguardi chi svolge attività di trasporto di persone, riguarda un argomento sempre caldo: quello dell'utilizzo del cellulare mentre si guida. E' di pochi giorni fa la notizia che la tanto invocata introduzione di sanzioni più severe per chi guida con in mano il cellulare, è saltata (SicurAUTO.it se n'è occupato in questo articolo). L'argomento è così presente che si parla di introduzione di severe sanzioni, anche quando non ci sono riforme in fase di approvazione, come successe la scorsa primavera, con la diffusione virale di una bufala sull'inasprimento delle misure per chi venga pizzicato a guidare col cellulare (Ne avevamo parlato in questo articolo a maggio). D'altronde basta dare un'occhiata agli automobilisti, nel traffico in città, ma pure in autostrada, ne troveremo molti che addirittura scrivono messaggi mentre guidano. Ci troviamo in un limbo, a causa della tecnologia: un domani le macchine freneranno e sterzeranno per noi, e allora potremo scrivere messaggi e navigare su internet durante il viaggio. Nel frattempo però, che ancora non siamo giunti in quel futuro, la stessa tecnologia ci spinge a dimenticarci di quanto la guida resti un'attività pericolosa, in cui la diligenza e la prudenza sono atteggiamenti che salvano vite. Ben vengano, quindi, le interpretazioni restrittive delle norme sull'utilizzo del cellulare al volante, come quella che abbiamo commentato oggi.

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