Le Nuove Regole Del Garante In Tema Di Videosorveglianza

Il Garante ha dettato regole piu' precise in tema di videosorveglianza che tengono conto delle indicazioni emerse in sede internazionale e comunitaria.ROMA. Con un provvedimento generale sulla...

25 maggio 2004 - 11:24

Il Garante ha dettato regole piu' precise in tema di videosorveglianza che tengono conto delle indicazioni emerse in sede internazionale e comunitaria.

ROMA. Con un provvedimento generale sulla videosorveglianza datato 29 aprile 2004 l'Autorita' Garante (Stefano Rodota', Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) ha deciso di intervenire con nuove regole che riguardano il settore pubblico e quello privato. Tali regole, rispetto alle prime linee guida sull'installazione di telecamere, emanate nel novembre del 2000 sono piu' precise e Nel provvedimento, difatti, sono inequivocabilmente sanciti dei principi fondamentali da rispettare nel caso di installazione di telecamere.

In particolar modo viene precisato che l'installazione di telecamere e' lecita solo se e' proporzionata agli scopi che si intendono perseguire. Gli impianti di videosorveglianza devono essere attivati solo quando altre misure siano insufficienti o inattuabili. La proliferazione di questi sistemi rischia di rendere meno efficace la tutela della sicurezza dei cittadini. L'eventuale conservazione delle immagini deve essere limitata nel tempo. I cittadini devono sapere sempre e comunque se un'area e' sottoposta a videosorveglianza.

Se e' vero che il diritto alla protezione dei dati personali non pregiudica l'adozione di misure efficaci per garantire la sicurezza e l'accertamento degli illeciti e' anche vero che l'installazione di sistemi di videosorveglianza non deve pero' violare la privacy dei cittadini e deve essere conforme al recente codice in materia di protezione dei dati personali. La videosorveglianza rimane un tema di grande rilievo e interesse per l' opinione pubblica.

Difatti le videocamere ormai sono molto diffuse nelle nostre citta' e gli utilizzi piu' comuni dei sistemi di videosorveglianza possono essere classificati in: sistemi di rilevazione e controllo dei flussi di traffico; sistemi di rilevazione delle infrazioni al codice della strada; sistemi di vigilanza nel pubblico trasporto; sistemi di controllo dei perimetri e degli spazi di stabilimenti ed edifici pubblici da sottoporre a particolare tutela; aree a grande presenza di pubblico quali le stazioni, le aree aeroportuali e portuali, i grandi magazzini e centri commerciali, centri direzionali; filiali bancarie, sportelli automatici, farmacie e rivendite di merci di valore; stazioni di rifornimento; parcheggi e aree pubbliche ove si sono riscontrati frequenti episodi malavitosi.

Considerato che la normativa sulla privacy ha sempre ritenuto dato personale qualsiasi informazione che permette l' identificazione della persona compresi i suoni e le immagini, e' ovvio che anche una semplice installazione di videocamera, o una registrazione sonora per esempio, deve essere conforme alle disposizioni sulla privacy: a quale tipo di funzione o per quale finalita' viene realizzata; la sicurezza e la conservazione delle immagini e delle riproduzioni; l' uso appropriato rispetto alla finalita'; l' informazione agli interessati.

Questa e' l'originaria posizione del Garante resa nota, non solo, in diverse decisioni e pareri ma anche in una sorta di decalogo elaborato il 29 novembre 2000 che ha raccolto le regole da rispettare per non violare la privacy, in caso di attivita' di videosorveglianza. Di recente, poi, lo scorso 11 febbraio il Gruppo di lavoro che riunisce le autorita' di protezione dati dell'UE ha approvato il parere 4/2004 redatto sulla base del documento predisposto dal segretario generale dell'Autorita' italiana Giovanni Buttarelli. Il Parere contiene un “decalogo” sulle cautele ed i principi da osservare in materia di videosorveglianza.

I Garanti hanno tenuto conto delle indicazioni giunte attraverso la consultazione pubblica conclusasi il 31 maggio 2003, alla quale hanno contribuito numerosi soggetti (aziende, studi legali) ed anche singoli cittadini. L'ultimo provvedimento del Garante ha quindi recepito in pieno il suggerimento del gruppo di lavoro comunitario dettando, innanzitutto dei principi di carattere generale validi sia per i soggetti pubblici che per quelli privati adottati nel rispetto di quelle fondamentali prescrizioni in tema di privacy di liceita', necessita', proporzionalita' e finalita'.

Fonte: Studiocelentano.it

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