L'auto si ribalta in un sorpasso vietato. Che colpa ha chi sta davanti?

La Cassazione ha stabilito quando c'è concorso di colpa tra due auto che si scontrano su una strada con divieto di sorpasso

28 novembre 2014 - 9:00

Con la sentenza del 26 giugno 2014 (resa nota il 12 settembre) numero 19334, la sesta sezione civile della Cassazione conferma le sentenze di primo e secondo grado con cui è stato negato il risarcimento dei danni subiti dal conducente di un'auto che, effettuando un sorpasso in un tratto di strada con divieto di sorpasso (c'era la linea continua di mezzeria), perdeva il controllo del mezzo a seguito di un urto provocato dal mezzo sorpassato. Gli ermellini fanno anche chiarezza in merito a un eventuale concorso di colpa del veicolo sorpassato, che aveva un po' allargato la traiettoria.

I MOTIVI DELLA DECISIONE – Il guidatore che ha effettuato il sorpasso ha avuto completamente torto perché non sono emerse manovre anomale da parte del conducente sorpassato. Se fosse riuscito a dimostrare che c'erano state, l'esito sarebbe stato probabilmente diverso. È pertanto sbagliato pensare che in assoluto se sorpassi dov'è vietato hai torto al 100%. Chi si accorge di aver iniziato un sorpasso azzardato generalmente fa meglio a frenare e rinunciare (perché in un attimo il veicolo sorpassato ti sfila e puoi rientrare) piuttosto che “impiccarsi” per completare la manovra. Inoltre, nel concetto di distanza di sicurezza, c'è pure quella laterale, che diventa rilevante proprio nel sorpasso: il sorpasso era comunque illegittimo, perché tra le due auto c'erano 25 centimetri, assolutamente insufficienti, anche in considerazione dell'ora notturna e della velocità dei veicoli, a garantire la manovra.

SPOSTAMENTO IRRILEVANTE – Lo spostamento del sorpassato non fu rilevante e non comportò l'urto dell'auto che effettuava il sorpasso con la sua parte anteriore sinistra. Non si è trattato, da parte del sorpassato, di un errore di guida o di un'imprudenza, ma di una situazione rientrante nell'àmbito della tollerabilità, prevedibile da parte del conducente impegnato nel sorpasso e tenuta in considerazione dal legislatore che richiede, proprio per questo, il mantenimento di uno spazio laterale adeguato tra le due auto. Che, nel caso in qustione, non c'era.

LA NOSTRA MINI GUIDA – È utile a tale riguardo nostra mini guida su come fare un sorpasso sicuro. La pericolosità di tale manovra è dovuta molti fattori. Occorre per prima cosa far notare un'ovvietà: nel sorpasso sono coinvolti due o più veicoli; le possibilità di sbagliare sono quindi doppie. Eh sì, anche chi è sorpassato è coinvolto in prima persona. Il Codice della strada impone ai veicoli sorpassati l'obbligo di non accelerare e di accostarsi il più possibile a destra per lasciare più strada possibile. Quello che non dice espressamente è ancora più importante: occorre sempre e comunque agevolare la manovra. Può succedere che si venga sorpassati da automobilisti che hanno sbagliato i conti o che semplicemente sono più scellerati di noi: nostro compito è di aiutarli, rallentando o comunque lasciandogli più spazio possibile: non possiamo, ne dobbiamo, essere passivi alla guida, dobbiamo anticipare e prevedere errori anche se commessi dagli altri. Chi invece sorpassa ha altri obblighi: verificare che vi sia spazio e visibilità a sufficienza, che la manovra sia consentita e che, comunque, non crei assolutamente pericolo. Se non siamo sicuri della manovra, desistiamo! Ma come si fa a calcolare lo spazio necessario alla manovra del sorpasso? Ci viene in aiuto l'esperienza, la sensibilità e il colpo d'occhio: lo spazio che ci occorre dipende dalla differenza di velocità dei due veicoli e della lunghezza degli stessi. Maggiore è la differenza di velocità e meno spazio ci serve, maggiore è la lunghezza dei veicoli maggiore sarà lo spazio necessario per il sorpasso. Sarà il nostro cervello a fare i conti necessari automaticamente e ci darà il responso: se non siamo certi di farcela in tutta sicurezza, e questo vale ancor di più per chi ha poca esperienza di guida, non dobbiamo assolutamente provarci… metteremmo in serio pericolo la sicurezza.

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