L'Asaps contro alcune sentenze. Così la strada diventa una Jungla

Dura presa di posizione dell'Asaps, associazione amici della polizia stradale, contro alcune recenti sentenze sull''etilometro e i limiti di velocità. "Rispondiamo con una provocazione - spiega il...

11 ottobre 2008 - 10:43

Dura presa di posizione dell'Asaps, associazione amici della polizia stradale, contro alcune recenti sentenze sull''etilometro e i limiti di velocità. “Rispondiamo con una provocazione – spiega il presidente dell'Asaps Giordano Biserni – ad alcune sconcertanti decisioni che ci sembrano prese dopo una vera e propria discutibilissima interpretazione dei fatti. A Firenze, infatti, un GIP ha respinto decine di decreti penali di condanna, adducendo l'insostenibile tesi che l'etilometro in uso alle forze di polizia non è sufficiente a determinare lo stato di ebbrezza del conducente; a Cremona, un altro giudice (di pace) ha dato ragione ad un automobilista fermato a 230 orari. A nostro parere si tratta di sentenze contro la sicurezza stradale – aggiunge Biserni – che evidenziano tutta la criticità di un sistema che non riesce ad essere incisivo e che si delegittima puntualmente da solo”.

“A Treviso è stato declassato un valore alcolemico di 3,37 rilevato con l'esame del sangue a 1,47 sulla base di una tabella di raffronto con i valori che si rileverebbero con l'etilometro. Entrando nel merito dei singoli dispositivi, è infatti ovvio che quando nell'aula di un tribunale, luogo nel quale deve trionfare il Diritto, cadono certezze come la validità di un etilometro od uno sistema di misurazione della velocità che da anni vengono utilizzati in difesa della vita sulla strada, la società esce sconfitta.


Da anni una moltitudine di soggetti lotta in difesa della vita sulla strada – dichiara il presidente dell'Asaps – ma eventi come questo sono uno schiaffo ala memoria di chi, sulla strada, quella vita l'ha già persa: cosa si pretende, che gli agenti debbano accompagnare ogni sospetto in ospedale? Fare la coda con gli utenti del pronto soccorso? Farsi attribuire un codice di gravità al triage?”.

“Anche per quanto riguarda l'altra sentenza, si rasenta il grottesco: il verbale redatto da due poliziotti che inseguono un'auto a 230 all'ora, che misurano la velocità di un veicolo standogli alle costole, non basta più? “Alcune sentenze annullano verbali redatti da postazioni automatiche – conclude Giordano Biserni – ora siamo in presenza di un giudice che annulla un atto perfezionato da agenti che hanno seguito e fermato una persona a 100 km/h sopra il limite massimo, accogliendo la tesi che il gesto manuale di inizio e fine della misurazione può comportare errori. Siamo all'assurdo: meglio a questo punto togliere ogni regola e lasciare che a decidere chi debba sopravvivere e chi debba soccombere sia la legge della jungla. A quella non c'è giudice che tenga”.

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