La vittima non rispetta il cartello? Se l'altro guidatore è imprudente, la paga

In un incidente mortale, un automobilista non guida con prudenza? La Cassazione: responsabile, pur se la vittima che non ha rispettato un segnale

20 luglio 2015 - 11:00

La sentenza 30989/15 della Cassazione è delicata e complessa. In due parole, tratta di un incidente mortale. Da una parte, la vittima, che non ha rispettato un cartello stradale di Stop; dall'altro, il guidatore che è accusato di omicidio colposo (dovuto a imperizia). Secondo gli ermellini, quest'ultimo è colpevole anche se la vittima ha infranto il codice della strada. Il motivo? L'automobilista su cui pende l'accusa di omicidio colposo non guidava con sufficiente prudenza al momento del sinistro.

COME SONO ANDATE LE COSE – Con sentenza del 2013, la Corte di appello di Napoli confermava la condanna di C.M per il delitto di omicidio colposo in cui morì una donna A.F. Veniva anche confermata la pena di un anno di reclusione e la condanna al risarcimento del danno in favore delle parti civili da liquidare in separato giudizio. All'imputato era stato addebitato che, alla guida della sua auto Mercedes, percorrendo via Botteghelle di Napoli, impegnando un incrocio a velocità non inferiore ai 100 km/h, era andato a collidere con altra auto (Fiat Punto) che già aveva impegnato l'incrocio, determinando in tal modo la morte della donna, conducente dell'altro veicolo (nel 2004).

RICORSO PER CASSAZIONE – Avverso la sentenza, ha proposto ricorso per Cassazione il difensore del guidatore. Sì, l'imputato correva; ma la corte non aveva preso in considerazione che la vittima non aveva rispettato il segnale di Stop e non aveva allacciato la cintura di sicurezza. Insomma, solo la vittima, per il difensore dell'uomo, era colpevole, due volte. Ma la Cassazione non ci sta. L'incidente era avvenuto in una strada gravata da un limite di velocità di 30 km/h: l'uomo filava come un missile, a 100 km/h. L'articolo 141 del codice della strada dice, nel regolare la velocità di circolazione degli autoveicoli, stabilisce tra l'altro che il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo. Ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile. Inoltre, deve regolare la velocità in prossimità delle intersezioni. Regole non rispettate dall'uomo.

INCROCIO IN VISTA… – Non solo. Il conducente favorito dal diritto di precedenza deve comunque, in prossimità di un incrocio, moderare la velocità, per essere in grado di affrontare qualsiasi evenienza, compresa quella che non gli venga accordata la precedenza. Ecco i precedenti in materia: sentenze della Cassazione 1826/1990, 9615/1991. Inoltre, che il conducente favorito dal diritto di precedenza deve comunque non abusarne, non trattandosi di un diritto assoluto e tale da consentire una condotta di guida negligente e pericolosa per gli altri utenti della strada, anche se eventualmente in colpa: Cassazione, sentenza 12789/2000.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

IIHS, Alcol e Marijuana: il 33% si mette al volante subito dopo il mix

Multe stradali: nel 2023 l’importo aumenterà di oltre il 10%

Cinture di sicurezza sui camion: il 17% non le usa in Europa