La sottoscrizione del verbale equivale alla notifica

Cassazione, con la sentenza 24553/2008, depositata il 3 ottobre 2008, ha stabilito che la firma del trasgressore equivale alla notifica del verbale.         ...

30 aprile 2009 - 13:51

Cassazione, con la sentenza 24553/2008, depositata il 3 ottobre 2008, ha stabilito che la firma del trasgressore equivale alla notifica del verbale.
         Con la redazione di un verbale di contestazione, infatti, laPolizia stradale di Cesena – in data 5 dicembre 2003 –  aveva accertatola violazione dell’art. 142, comma 9, del Codice della strada,(superamento dei limiti di velocità). Tuttavia, il 9 febbraio seguente,il proprietario del veicolo si recava, insieme al conducente delveicolo al momento dell’accertamento, negli uffici della Poliziastradale dove entrambi sottoscrivevano un modello allegato al verbaledi contestazione in cui dichiaravano che “nelle circostanze di tempo e di luogo riportate nel verbale di contestazione il veicolo era condotto da F. S.”.
         In seguito il Prefetto di Forlì – Cesena emettevaordinanza-ingiunzione nei confronti di quest’ultimo, con cui disponevala sospensione della sua patente di guida per la durata di 30 giorni.
         Contro il titolo amministrativo veniva proposto ricorso conopposizione davanti al Giudice di pace, eccependo l’illegittimità delprecetto per essere stato emesso senza la previa notifica del verbaledi contestazione.
         L’amministrazione si costituiva e deduceva che la notifica nonera necessaria, poiché la F. S. era già a conoscenza della violazionein questione, avendo sottoscritto la dichiarazione sopra riportata. IlGiudice di pace accoglieva il ricorso ritenendo che la notifica “deve essere eseguita nelle forme previste dal codice, senza che possano ammettersi equipollenti”.
         Dopo di che, l’amministrazione procedente è giunta davantialla Suprema Corte che ha accolto il ricorso stabilendo che “lasottoscrizione dell’atto, con cui gli interessati dichiaravano non solodi aver preso visione del verbale, ma indicavano anche chi fosse allaguida al momento della infrazione, senza alcuna riserva o contestazionerelativa alla infrazione contestata, può ritenersi equivalente allanotificazione, sì da non richiedere la necessità di una ulteriorenotifica del verbale, che ha appunto lo scopo di consentire pienamenteil diritto di difesa, finalità questa in concreto certamente raggiunta.
         Occorre ulteriormente osservare che tra la data dellasottoscrizione della dichiarazione e la data di accertamentodell’illecito era trascorso un termine inferiore a 150 giorni. Sicchél’Amministrazione aveva pienamente rispettato il termine di cuiall’art. 201 codice della strada”.
 
QUANDO IL SEMAFORO RALLENTA LA VELOCITÀ – La II Sezione civile della Suprema Corte, con sentenza 4 dicembre 2007, n. 26359 haannullato un verbale accertato con un semaforo attivato dalla velocitàdei veicoli, ignorando il motivo di opposizione che aveva dedottol’illegittimità della sanzione per l’irregolare apposizione delsemaforo, che, com’è pacifico in causa, consisteva, nella fattispecie,in un dispositivo che non era diretto a regolare il flusso dei veicoliquanto piuttosto era volto a controllarne la velocità, proiettandoautomaticamente, grazie ad un sensore, la luce rossa in avvistamento diun veicolo procedente a velocità elevata; in modo da costringerlo afermarsi.
 
PAGAMENTO DELLE INFRAZIONI NELL’UFFICIO DELL’ORGANO ACCERTATORE – Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con parere 1° ottobre 2008, n. prot. 77929, ha reso chiarimenti in merito al pagamento delle sanzioni direttamente presso lo sportello dell’ufficio da
cui dipende l’agente accertatore.
         Il parere chiarisce che il legislatore ha espressamenteindividuato (art. 202, comma 2, del decreto delegato n. 285 del 1992 eart. 387, comma 1, D.P.R. n. 495 del 1992 ) le procedure e le modalitàdi pagamento delle sanzioni amministrative in materia di circolazionestradale, non fissando alcun ordine di preferenza tra le stesse. Inquesto modo ha inteso escludere esplicitamente qualsiasi altraprocedura di pagamento.
         Pertanto, ai sensi delle norme in vigore è possibile procedereal pagamento dell’infrazione direttamente anche nell’ufficiodell’organo accertatore, che ha l’obbligo di rilasciare appositaquietanza di pagamento.
         Il Ministero ricorda che gli enti locali hanno pienadiscrezionalità sulla scelta della procedura di pagamento da adottare,in conformità alle disposizioni vigenti.
 
PER CONSEGTUIRE LA PATENTE, L’ESAME SI FA ANCHE IN GALLERIA – Perrecepire la direttiva comunitaria sulla patente di guida europea, laGazzetta Ufficiale n. 253 del 28 ottobre scorso ha pubblicato ildecreto del Ministro dei trasporti datato 29 settembre 2008, recantemodifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente lapatente di guida).
         In attuazione della direttiva comunitaria 2008/65/CE, ildecreto modifica i due codici comunitari sulla partente di guidaeuropea; in particolare i codici 10.02 e 78 fanno riferimento non piùai veicoli con cambio automatico, ma a quelli privi del pedale dellafrizione, e, per le categorie A e A1, privi di leva manuale.
         Inoltre, al fine di migliorare la sicurezza stradale nellacircolazione sotto le gallerie, è previsto che, in sede di esameteorico per il conseguimento della patente, siano formulate domanderiferite al traffico sotterraneo; anche la prova pratica potràsvolgersi sotto le gallerie.
 
USO DEGLI ABBAGLIANTI PER SEGNALARE LA PROPRIA MANOVRA – Secondola IV Sezione della Cassazione penale (sentenza n. 40914 del 31 ottobre2008) può sussistere responsabilità penale nei confrontidell’automobilista che, per aver omesso di ovviare a rischi derivantida situazioni impreviste, accingendosi alla manovra di sorpasso instrada scarsamente illuminata di un veicolo che lo precede, non segnaliadeguatamente con i fari abbaglianti la sua manovra determinando unincidente.
 
STATO DI EBBREZZA E  CONFISCA DEI CICLOMOTORI – Ancora secondola Sezione I della Cassazione Penale (sentenza n. 40080 del 28 ottobre2008), l’art. 213 del Codice della strada mantiene la sua efficacia,nella parte in cui prevede la confisca dei ciclomotori e motoveicoliutilizzati nella commissione di reati, anche successivamente allerecenti modifiche normative.
         Così alla fattispecie della guida del ciclomotore in stato diebbrezza continua ad essere applicata la sanzione accessoria dellaconfisca prevista dall’art. 213 del Codice della strada essendo lastessa rivolta ad impedire la reiterazione dell’utilizzo illecito delveicolo legato strumentalmente
alla consumazione del reato.
 
COSTITUISCE REATO SINTONIZZARSI SULLE FREQUENZE DELLA POLIZIA – Poco importa se si agisca per esigenze legate al lavoro di giornalista. Perciò, per la Cassazione è sempre reato sintonizzarsi con lo scanner sulle frequenze delle Forze dell’ordine per ascoltarne le trasmissioni radio.
         Se ne evince che chi voglia semplicemente esercitare ildiritto di cronaca non si salva dalla condanna prevista dall’art. 617 bis del Codice penale che punisce chi installa apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni.
         La Corte di Cassazione (sentenza n. 40249 del 2008) ha resocosì definitiva la condanna nei confronti di tre giornalisti che, siapur per ragioni di lavoro, si erano sintonizzati sulle frequenze dellaPolizia. Secondo la Corte “integragli estremi del reato di cui all’art. 617 bis C. p.  l’installazione diun apparecchio radioricevente idoneo ad intercettare le trasmissionidella centrale operativa delle Forze dell’ordine”.
         I tre professionisti si erano rivolti alla Corte nel tentativodi ribaltare il verdetto della Corte d’appello di Milano sulla basedella considerazione che “lecomunicazioni tra la centrale operativa e le pattuglie delle Forzedell’ordine non sarebbero connotate da segretezza, essendo diffuse inchiaro per aria attraverso onde elettromagnetiche, ragion per cui essenon sarebbero tutelate costituzionalmente e penalmente”.
         I Giudici di Piazza Cavour hanno respinto la tesi difensiva rilevando che gli imputati non avevano negato “che gli strumenti sequestrati venivano utilizzati per l’attività giornalistica” e che il dolo si poteva desumere “dalla tipologiadell’apparecchiatura illegittimamente installata, descritta dai testicome idonea ad impedire o intercettare conversazioni su frequenzeriservate al Ministero della Difesa e in particolare utilizzate dalComando provinciale dei carabinieri”.
         Infine, la Corte ha chiarito che l’esercizio del diritto dicronaca, sussistendone i presupposti, potrebbe tutt’al più scriminareil reato di diffamazione, ma non quelli contestati.

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