La Procura apre un'inchiesta sulla gestione dei videored

Il caso del semaforo 'intelligente' di viale della Vittoria è finito sul tavolo del procuratore della Repubblica di Pesaro che ha ricevuto nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza...

12 novembre 2008 - 15:44

Il caso del semaforo 'intelligente' di viale della Vittoria è finito sul tavolo del procuratore della Repubblica di Pesaro che ha ricevuto nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza l’esposto del comitato spontaneo dei 'multati'

Pesaro, 10 novembre 2008 – Aperta un’inchiesta dalla procura di Pesaro sul 'videored'. Il caso del semaforo 'intelligente' di viale della Vittoria è finito sul tavolo del procuratore della Repubblica di Pesaro che ha ricevuto nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza l’esposto del comitato spontaneo dei 'multati', un gruppo rappresentato da Franco Boccarossa che ha contestato il metodo scelto dal Comune sia per l’affidamento dell’appalto del semaforo con videocamera alla ditta Traffic Tecnology (senza gara pubblica ma per chiamata diretta) sia per le modalità di funzionamento del semaforo (l’arancione durava 3 sec e mezzo) che per i costi di notifica e accertamento del verbale.

La magistratura cercherà di appurare se c’è stata da parte di amministratori o dirigenti qualche comportamento che possa far configurare l’abuso d’ufficio. Il fascicolo per ora è contro ignoti. Il 'videored' è il semaforo che l’amministrazione comunale ha installato dall’aprile scorso in Viale della Vittoria angolo viale della Repubblica e che ha portato a multare oltre 2500 automobilisti perché passati col 'rosso'.

Il problema non è l’infrazione, ma le condizioni imposte dal Comune al trasgressore. Perché all’inizio si è imposto un costo di accertamento di 42 euro a multa a cui si è aggiunto il costo di 15 euro per la notifica. Entrambi sono 'accolli' stabiliti dall’amministrazione ma sotto dettatura delle imprese private. E infatti, per i 42 euro di 'accertamento' il Comune ha chiesto scusa e rimborserà chi ha già pagato quella somma, per i secondi (cioè i 15 euro per ogni notifica) è probabile che si andrà a rivedere quel contratto con la Sapidata perché troppo esoso.

La polizia stradale fa pagare al trasgressore che riceve il verbale una notifica di 10 euro e 69, un giudice di pace di Rimini ha stabilito che il costo di notifica non può superare i 7 euro. A Pesaro da anni si pretende il doppio come se fosse una legge suprema. Invece non è così. E’ solo una scelta fatta dal comando dei vigili urbani che hanno delegato a privati ciò che avrebbero dovuto fare loro. Per questo, i costi riversati sugli automobilisti (i 15 euro) devono tener conto degli interessi privati della ditta Sapidata di Rimini che accerta il nome del proprietario della vettura destinataria della multa, compila il verbale e lo invia a domicilio.

Una prassi che suscita dubbi sulla regolarità ma che sicuramente raddoppia i costi. L’ufficio legale del Comune ha avuto l’incarico di verificare la possibilità di rivedere questo contratto con la ditta privata per abbassare i costi di notifica. C’è l’ipotesi che l’accertamento torni a farlo l’ufficio verbali della polizia municipale come avviene alla polizia stradale.

Ma la risposta che si attende deve arrivare dalla Corte dei Conti di Ancona. Si è rivolto ai giudici contabili l’assessore al traffico del comune di Pesaro Michele Gambini per sapere se è possibile rimborsare 42 euro agli automobilisti che hanno già pagato la multa di 200 euro per esser passati col 'rosso' al semaforo di viale della Vittoria. Il rimborso riguarda il 'costo di accertamento' giudicato illegittimo dal ministero. La risposta sta tardando e così anche il rimborso, benché ci sia stato da parte dell’amministrazione l’impegno formale a rimborsare questa somma che unita ai 15 euro di notifica, portava alla cifra record di 57 euro il costo 'accessorio' di un verbale per aver bruciato il 'rosso'.

Non c’è solo il semaforo a complicare le cose per l’amministrazione comunale. Il consigliere di Fi Massimiliano Nardelli si è fatto multare apposta per non aver pagato la sosta negli spazi blu in quanto mancherebbero gli spazi bianchi, cioè i parcheggi liberi così come impone il codice della strada. Il consigliere ha fatto ricorso al giudice di pace chiedendo l’annullamento del verbale. Un gesto che nelle intenzioni del protagonista serve a mettere in luce le contraddizioni dell’amministrazione comunale che pensa molto agli incassi e poco al rispetto delle norme.

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