La pirateria mortale e una bizzarra giustizia

Un'auto rubata che fugge dalla Polizia, lo schianto mortale per un ventenne: per il guidatore solo omicidio colposo. Una giustizia che disorienta

23 maggio 2012 - 7:00

Per l'episodio di pirateria stradale con un morto, avvenuto il 9 giugno 2011 a Milano, ancora un processo e un verdetto diverso: il paradosso, come racconta il Corriere della Sera, è che alla fine i passeggeri sono stati condannati in modo più pesante rispetto al guidatore. Una giustizia che pare non seguire un filo logico. Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza in una vicenda così tremendamente complessa e delicata.

INSEGUIMENTO – Alle 4.30 del mattino del 9 giugno di un anno fa, alla periferia milanese di Quarto Oggiaro, la Polizia insegue una BMW 320 rubata, con quattro rom a bordo, che hanno appena rapinato una tabaccheria (bottino da 500 euro). A uno degli incroci di via Cogne, la BMW vola a 110 km/h e – senza dare la precedenza – centra la Citroën C3 di Pietro Mazzara, 20 anni, che muore sul colpo. I ladri sopravvivono: due (minorenni) restano incastrati fra le lamiere, due (maggiorenni) vengono acciuffati mesi dopo.

I MINORI – Dei due minorenni si occupa il Tribunale per i minori mentre i due in fuga, una volta arrestati, restano di competenza del Tribunale ordinario. Il Pubblico ministero competente sui minori contesta ai due imputati il concorso morale in omicidio doloso (ossia volontario), tesi accolta dal GIP che emette un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi respinta dal Tribunale del riesame, il quale ritiene che il concorso sia solo nell'omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza, negligenza). La corte d'Assise minorile reputa invece poi valido l'impianto del PM e del GIP, condannando i due minori a 8 anni per omicidio doloso: secondo i giudici hanno contribuito in modo decisivo alla morte dell'altro guidatore. Il concorso morale, infatti, si verifica quando si rafforza l'altrui proposito di commettere un reato.

I MAGGIORENNI – Il PM accusa il guidatore 23enne di omicidio colposo con la previsione dell'evento; ma il capo d'imputazione viene cassato dal GIP che riqualifica il fatto in omicidio doloso. Si va a processo (con rito abbreviato), e il reato viene derubricato dal PM in omicidio colposo. Un “semplicissimo” incidente stradale. La sentenza di primo grado: 6 anni e mezzo per omicidio colposo, poi aumentata a 8 anni e mezzo per la contestata aggravante, ridotta a 5 anni 8 mesi per lo sconto di un terzo della pena prevista con il rito abbreviato, trasformata in 8 anni e 8 mesi se ci sommiamo il furto e la ricettazione.

ALLA FINE – I due minorenni vengono condannati per concorso in omicidio volontario, il passeggero maggiorenne per furto e ricettazione, mentre il conducente viene condannato per omicidio colposo. I passeggeri subiscono una pena più pesante del guidatore: già è strano che i passeggeri vengano accusati di omicidio doloso, e ancora più bizzarro che la loro pena sia più grave di quella del guidatore. Qui le Leggi italiane sono andate in tilt: è la dimostrazione che le norme, per gli incidenti mortali dovuti a comportamenti pericolosi ogni oltre limite del guidatore, vanno riviste. Per favorire la deterrenza, e per non rendere ancora più disperate delle vittime dei sinistri mortali. Che sia il reato di Omicidio stradale la soluzione?

OCCHIO ALLA SENTENZA – Secondo i giudici, 13 metri prima dell'urto il guidatore frenò da 109 a 100 all'ora. E due secondi prima lampeggiò con gli abbaglianti: “Nell'esperienza comune ha il significato di avvisare qualcuno proprio per evitare eventuali collisioni”. Quindi il guidatore, “cosciente della possibilità del verificarsi di un incidente anche mortale”, non è certo che “volesse proseguire nella fuga anche a costo di provocarlo”. Secondo voi il discorso fila?…

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Gomme invernali 2021-2022

Gomme invernali 2022 – 2023: ordinanze autostrade

Fringe benefit 2022 tabelle ACI

Auto aziendale: chi può scaricare l’Iva?

Pneumatici invernali

Pneumatici invernali e catene a bordo: ordinanze ANAS 2022 – 2023