La nuova disciplina della circolazione e guida dei ciclomotori

Per la nuova disciplina della circolazione dei ciclomotori la data di entrata in vigore è stata prevista al 1 luglio 2004. Essa ha comportato la sostanziale modifica dell'art. 97 del codice. In...

18 agosto 2004 - 14:02

Per la nuova disciplina della circolazione dei ciclomotori la data di entrata in vigore è stata prevista al 1 luglio 2004. Essa ha comportato la sostanziale modifica dell'art. 97 del codice. In base alle nuove norme il ciclomotore, per poter circolare, dovrà essere munito di un “certificato di circolazione” (anziché di un “certificato di idoneità tecnica”) e di una “targa” (anziché di un “contrassegno di identificazione”). Il “certificato di circolazione”, oltre ai dati di identificazione del veicolo ed a quelli costruttivi, dovrà contenere i dati relativi alla targa e quelli relativi all'intestatario del certificato. Il suo contenuto, dunque, sarà assai simile alla “carta di circolazione”.

La targa, che consente di risalire all'intestatario del certificato di circolazione, presenta però alcune differenze rispetto alle targhe degli altri veicoli. Queste ultime, infatti, consentono in via prioritaria di risalire al veicolo e, per suo tramite, all'intestatario del documento di circolazione, rimanendo quindi collegate al veicolo che può cambiare di proprietà senza che ciò, normalmente, incida sulla targa. Le targhe dei ciclomotori, invece, non identificheranno in via prioritaria il veicolo, ma l'intestatario del certificato di circolazione e quindi seguiranno l'intestatario e non il veicolo. Le targhe dei ciclomotori (come già oggi i contrassegni di identificazione) saranno infatti “personali” e saranno quindi legate all'intestatario del certificato di circolazione che potrà spostarle, in caso di vendita, da un ciclomotore ad un altro.

La disciplina della “personalità” della futura targa non è tuttavia identica a quella oggi vigente per il contrassegno di identificazione perché mentre l'intestatario di quest'ultimo può spostarlo da un ciclomotore ad un altro senza dover effettuare alcuna comunicazione, i dati dell'intestatario della targa (unitamente ad altri dati) andranno comunicati (tramite scheda elettronica) all'archivio nazionale dei veicoli, così come dovranno risult are dall'archivio i dati dei ciclomotori di cui, nel tempo, il titolare sia risultato intestatario. E' previsto quindi un collegamento non solo tra la targa del ciclomotore ed il suo titolare, ma anche tra la targa ed il ciclomotore su cui essa è montata, pur trattandosi di una disciplina diversa da quella dei beni mobili (autoveicoli o motoveicoli) registrati al PRA.

Dalla normativa esaminata deriva che dovranno essere comunicati all'archivio i dati dei ciclomotori di cui il titolare della targa diventi intestatario, unitamente alla data e ora di ciascuna variazione di intestazione.

Conseguentemente a quanto esposto in precedenza, il decreto n.9 ha introdotto nell'art. 97 (al comma 9) una nuova ipotesi sanzionatoria: quella della circolazione con ciclomotore munito di targa non propria (me ntre oggi la circolazione con ciclomotore avente contrassegno di identificazione non proprio non è sanzionata).

Conseguente alla nuova disciplina è altresì la nuova ipotesi sanzionatoria di cui al comma 12 dell'art.97, relativa alla circolazione con ciclomotore per il quale non è stato chiesto l'aggiornamento del certificato di circolazione a seguito di trasferimento di proprietà (ovvero relativa all'omissione di comunicazione della cessazione della circolazione), mentre non è più previsto, analogamente a quanto già avviene (salvo eccezioni) per gli altri ve icoli, l'obbligo di comunicare il trasferimento di residenza. Tuttavia, in tale nuova ipotesi sanzionatoria relativamente al soggetto responsabile della violazione sussistono differenze rispetto alla analoga previsione dell'art. 94. In base a quest'ultima norma infatti responsabile della violazione è il soggetto tenuto alla comunicazione, cioè l'acquirente, anche a prescindere dal fatto che sia stata accertata, o meno, la circolazione del veicolo (e, solo in caso di circolazione, il conducente). Nel caso del ciclomotore, invece, responsabile sarà solo il conducente (il che presuppone l'accertata circolazione del ciclomotore). Responsabile, al contrario, sarà il proprietario – o soggetto equiparato – nel caso di omessa comunicazione della cessazione della circolazione. Relativamente alle sanzioni amministrative accessorie di cui al comma 14 dell'art. 97 va evidenziata la previsione della confisca del ciclomotore per la violazione del comma 7 (circolazione con ciclomotore per il quale non è stato rilasciato il certificato di circolazione) e la previsione (ma solo per la confisca conseguente alla violazione dei commi 5 e 6 – ciclomotori “maggiorati”) che, dopo la confisca, il ciclomotore debba essere distrutto, salvo che l'ente da cui dipende l'accertatore ne chieda l'assegnazione, previa regolarizzazione, per i compiti istituzionali.

Il comma 14 prevede poi il fermo per un mese quale sanzione accessoria all'accertamento delle violazioni di cui ai commi 8 (circolazione con ciclomotore sprovvisto di targa) e 9 (circolazione con ciclomotore munito di targa non propria). Verranno così meno le incertezze derivanti dalla previsione dell'attuale comma 14 relativa al fermo “fino al rilascio del contrassegno” per il caso di circolazione con ciclomotore sprovvisto di contrassegno di identificazione. Come naturale corollario della nuova disciplina sulla circolazione dei ciclomotori saranno introdotte modifiche anche ai requisiti e condizioni per la loro guida, modificando gli artt. 115 e 116 del codice.

Nell'art. 115, restando fermo il requisito dell'età di anni 14 per la guida di ciclomotori senza trasportare altra persona, sarà introdotto, sempre con decorrenza dal 1 luglio 2004, il requisito dell'età di anni 18 per guidare ciclomotori (ma solo quelli da individuare con apposito decreto ministeriale) trasportando altra persona. Dovrà pertanto essere modificato il comma 2 dell'art.170, che vieta il trasporto di passeggero sui ciclomotori. Il comma 4 dell'art. 115 prevede la sanzione per il trasporto di passeggero sul ciclomotore senza aver compiuto gli anni 18, violazione cui consegue, ai sensi del comma 6, la sanzione accessoria del fermo del veicolo per trenta giorni.

Nell'art. 116 sarà introdotto, con la medesima decorrenza (comma 1-bis) l'obbligo, per la guida di ciclomotori, del conseguimento del “certificato di idoneità”, le cui modalità di rilascio sono indicate nel nuovo comma 11-bis. Nello stesso articolo 116 è introdotto il nuovo comma 11-bis che prevede le modalità per conseguire, dopo aver frequentato un apposito corso con prova finale, il certificato di idoneità per la guida di ciclomotori. Delle due modalità previste dal comma 11-bis la prima (frequenza del corso presso un'autoscuola e superamento dell'esame tenuto da un funzionario del D.T.T.S.I.S.) è quella tradizionale; la seconda (frequenza di un corso presso le scuole pubbliche o private da organizzare gratuitamente e superamento di un esame tenuto da un funzionario del D.T.T.S.I.S. e dall'operatore responsabile della gestione dei corsi) è una modalità nuova da realizzare, anche previe apposite convenzioni a titolo gratuito con i comuni, le autoscuole, le istituzioni pubbliche o private impegnate in attività connesse alla circolazione stradale, secondo direttive e programmi stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

La sanzione per chi guidi ciclomotori senza aver conseguito il certificato di idoneità o la patente (da € 516 a € 2.065) è prevista dal nuovo comma 13-bis. Alla violazione consegue, ai sensi del comma 17, la sanzione accessoria del fermo del ciclomotore per 60 giorni.

Va precisato, per l'applicabilità della sanzione, che essa, poiché l'art.116 -comma 1-bis- prevede che “il minore” che abbia compiuto 14 anni deve conseguire il certificato di idoneità alla guida, non sarà applicabile ai maggiorenni e che la “patente” il cui possesso esenta da sanzioni non può essere che quella di cat.A – sottocategoria A1 (conseguibile al raggiungimento dell'età di anni 16). L'art. 18 del decreto n.9/2002 (norme finali e transitorie) dispone che coloro i quali, alla data di entrata in vigore del decreto, abbiano compiuto i 14 anni (e, naturalmente, non ancora i 18 nè siano titolari di patente A1) devono dotarsi del certificato di idoneità per poter condurre ciclomotori, secondo modalità stabilite con regolamento. Il comma 2 dello stesso art. 18 del decreto prevede che anche i tredicenni (che raggiungeranno gli anni 14 nel corso dell'anno scolastico) possono già partecipare ai corsi per il conseguimento del certificato di idone ità.

Infine vorrei notare una “sottigliezza”. Nell'art.116 del codice della strada è stato abrogato il comma 14, che prevedeva una sanzione per chi, avendo sostenuto con esito favorevole l'esame per il conseguimento della patente, si ponesse alla guida senza aver ancora ottenuto il rilascio del documento. Tale abrogazione appare del tutto logica in quanto già dal 1 ottobre 1995 la patente viene rilasciata contestualmente al superamento dell'esame.

Ciononostante il comma 14 dell'art.116 veniva ancora applicato nella pratica per sanzionare comportamenti molto simili: la guida di veicoli civili da parte di persona che abbia chiesto (e non ancora ottenuto) la conversione di patente militare e la guida di veicoli da parte di cittadino extracomunitario che abbia chiesto e non ancora ottenuto la conversione della propria patente estera (l'applicabilità della sanzione in esame con riferimento al primo caso fu riconosciuta valida dalla sent.della corte costituzionale n.54 del 3 aprile 1982).

Viene ora da chiedersi come potranno essere sanzionati i citati comportamenti. Tra le due ipotesi possibili (applicazione del comma 13 dell'art.116 ovvero del comma 7 dell'art.180), personalmente ritengo preferibile l'applicazione del comma 7 dell'art.180 (guida senza aver con sé il documento abilitativo). Naturalmente l'interessato sarà invitato ad esibire il documento in tempo congruo, così da poter stabilire esattamente l'ipotesi di illecito da sanzionare in via definitiva.

Fonte: Intermotori

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?