Investimenti in infrastrutture: sotto controllo

Garantire razionalizzazione e trasparenza delle procedure di spesa: ora il Decreto è in Gazzetta

27 novembre 2012 - 7:46

Contro l'infiltrazione della criminalità organizzata, per prevenire il riciclaggio di denaro sporco, per impedire che aziende colluse con la mafia partecipino ad aste e appalti: sono gli obiettivi del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 3 agosto 2012, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, recante “Attuazione dell'articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228 in materia di linee guida per la valutazione degli investimenti relativi ad opere pubbliche e del Documento pluriennale di pianificazione degli investimenti in opere pubbliche”.

EFFICIENZA – Così, si vuole garantire razionalizzazione, trasparenza, efficienza ed efficacia delle procedure di spesa relative ai finanziamenti in conto capitale destinati alla realizzazione di opere pubbliche, individuando strumenti e procedure di valutazione ex ante ed ex post delle opere finanziate con fondi statali. Il tutto attraverso un monitoraggio dello stato di attuazione che consenta la tutela dell'interesse pubblico. La storia degli intenti di politica legislativa prende piede nel 2009 con la delega al Governo per la formulazione di criteri e principi direttivi mediante Decreti recanti “disposizioni in materia di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche”. Ora, ecco l'attuazione concreta dei progetti.

TRE PARTI – Il testo (tre disposizioni) definisce il modello di riferimento per la redazione da parte dei ministeri di linee guida standardizzate relative alla valutazione ex ante dei fabbisogni infrastrutturali; determina il criterio di valutazione ex ante ed ex post dei progetti di investimento infrastrutturali e del coinvolgimento degli organismi di valutazione nelle predette attività; disegna infine lo schema-tipo di Documento pluriennale di pianificazione. Per “valutazione ex ante delle singole opere” si intende l'attività di valutazione effettuata, di regola, attraverso tecniche proprie dell'analisi costi-benefici, finalizzata a individuare le soluzioni progettuali ottimali per il raggiungimento degli obiettivi identificati nella valutazione dei fabbisogni infrastrutturali. Per “valutazione ex post” si intende l'attività finalizzata a misurare l'utilità delle opere realizzate, allo scopo di migliorare l'efficienza del processo programmatorio e la complessiva efficacia degli investimenti pubblici.

CORRUZIONE – Ricordiamo che, per via della corruzione, in Italia i costi delle infrastrutture s'impennano del 40%: così ha di recente dichiarato il procuratore generale della Corte dei conti, Salvatore Nottola, in occasione della presentazione del Giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato del 2011. Secondo Nottola, “il fenomeno corruttivo è dato dagli ingiusti costi che esso provoca all'economia e dalla necessità di individuazione dei possibili rimedi sia per la prevenzione sia per la reintegrazione del patrimonio”. C'è anche un guaio a livello d'immagine internazionale, visto che la corruzione, tiene le Imprese straniere dagli investimenti: è stato calcolato che ogni punto di discesa nella classifica di percezione della corruzione provoca una perdita del 16% degli investimenti dall'estero. Il nuovo Decreto riuscirà a centrare l'obiettivo, prezioso anche in funzione della spending review?

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