Investe bimbo sbucato d'improvviso? Innocente

Secondo la Cassazione, se un bambino sbuca d'improvviso e l'investimento è inevitabile, il conducente è da assolvere

13 aprile 2016 - 11:00

Ci riferiamo a un incidente drammatico, che vede protagonista un bambino (ha riportato gravi danni e per fortuna è sopravvissuto al terribile evento): in questi casi, non è facile analizzare in modo freddo e distaccato una controversia legale, come se si ragionasse sui numeri, ma per dovere di cronaca andiamo a capire il contenuto della sentenza della Cassazione numero 6939 del 10 febbraio 2016, resa nota l'8 aprile. Anzitutto, in estrema sintesi, un automobilista ha investito un bambino; i familiari del piccino hanno chiesto un risarcimento per le lesioni fisiche e, alla fine di una battaglia giudiziaria, i magistrati hanno detto no. Guidatore innocente. Motivo: il piccolo è sbucato d'improvviso davanti al guidatore, che non poteva fare nulla per evitare l'impatto. Ovviamente, ogni incidente del genere fa storia a sé: in altre occasioni, pur con un pedone che appare d'incanto innanzi all'automobilista, questi può essere considerato colpevole se non ha fatto tutto il possibile per evitarlo.

PRIMO E SECONDO GRADO I genitori del figlio minore convennero in giudizio, davanti al Tribunale di Brescia, proprietario, conducente e assicuratore, chiedendo che fossero condannati in solido al risarcimento dei danni conseguenti all'incidente stradale nel quale il loro piccino era stato investito dalla vettura dei convenuti, riportando gravi danni. Il Tribunale rigettò la domanda. La pronuncia venne appellata da parte degli attori soccombenti e anche la Corte d'appello di Brescia, con sentenza del 12 luglio 2013, disse no, confermando la pronuncia di primo grado e condannando gli appellanti al pagamento delle spese del giudizio di secondo grado. 

URTO INEVITABILE Contro la sentenza d'appello, i genitori fecero ricorso per Cassazione, chiedendo sempre il risarcimento delle lesioni del figlio, frattanto divenuto maggiorenne. Ma gli ermellini sono perentori: “Nel caso specifico, la Corte d'appello ha ricostruito la dinamica dell'incidente, evidenziando che lo stesso era da ricondurre a responsabilità esclusiva del bambino, sbucato improvvisamente davanti alla vettura, in modo che l'urto era stato inevitabile; ed ha specificato che nessun addebito di colpa poteva essere mosso al conducente investitore”. Quindi, “la censura proposta è inammissibile” e il “ricorso si risolve nel chiaro tentativo di ottenere in questa sede una nuova e non consentita valutazione di merito. Si ritiene, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile”.

NON ENTRA NEL MERITO La Cassazione respinge il ricorso perché non può entrare nel merito: è già stato accertato che il conducente fece quanto possibile per evitare l'impatto, e che il bimbo sbucò d'improvviso davanti alla macchina. Pur guidando con la massima prudenza, pur reagendo in fretta, l'automobilista non avrebbe potuto non investire il piccolo. Un caso fortuito (vedi qui), valido sia per il cittadino sia per la compagnia assicuratrice. Come già accaduto in passato: vedi qui. Non solo: i giudici impongono ai genitori il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

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