Indennizzi dimezzati per il danno biologico. Ma scenderanno anche i premi RC auto?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, abbassandoli, i nuovi limiti dei risarcimenti. I bilanci delle compagnie miglioreranno, ma i consumatori chiedono il taglio anche dei premi. Doveroso.

6 agosto 2011 - 17:51

Fino a circa il 50%. Questo potrebbe essere il drastico taglio al limite massimo delle liquidazioni che le compagnie assicurative pagheranno in futuro rispetto a quanto pagano oggi per i danni biologici gravi causati da un incidente stradale. Cioé quelli che, tecnicamente, vengono definiti “danni biologici di non lieve entità” e causano un'invalidità permanente in percentuale variabile dal 10 al 100%. Il nuovo limite sarà adottato se la proposta della sua istituzione come valore unico, contenuta nello schema di decreto attuativo delle assicurazioni (dlgs 209/2005), riceverà parere favorevole dal Consiglio di Stato.

FINE DELLA GIUNGLA – Il decreto è destinato a mettere fine all'attuale “giungla dei limiti” in cui ogni tribunale applica il tetto che ritiene più opportuno, una situazione assurda causata da un vuoto normativo che perdura da anni e che ha originato una disparità di trattamenti certo non utile a far ritenere equa una legge. Gli art. 138 e 139 del decreto 209, infatti, stabiliscono, rispettivamente, il principio di limite di indennizzo per i danni “di non lieve entità” e per quelli “di lieve entità”. Ma mentre per i secondi l'art. 139 contiene già i criteri di calcolo, per i primi l'art. 138 parla di una “tabella nazionale” che avrebbe dovuto essere emanata con un successivo decreto che però non è mai arrivato. Da qui, l'anarchia che ha portato molti giudici, ma ssolutamente non tutti, ad adottare i limiti massimi, variabili in base all'invalidità e all'età del danneggiato, adottati dal tribunale di Milano, che sono stati anche giudicati congrui da sentenze della Cassazione. Tuttavia, i giudici del capoluogo lombardo avevano anche applicato una “discrezionalità” aggiuntiva del 25% per le eventuali sofferenze psicologiche patite dalla vittima, una prassi giurispudenziale che ha introdotto un ulteriore elemento di variabilità al quale alcuni tribunali si sono adeguati e altri no. I nuovi limiti, stabiliti dalle nuove tabelle predisposte dal ministero della Sanità, sono dunque sensibilmente più contenuti di quelli comunemente utilizzati dal Tribunale di Milano per le liquidazioni.

ABBASSATE I PREMI – In pratica, il legislatore ha pensato di tagliare i tetti massimi in cambio di una loro adozione generalizzata secondo il principio di equità. Il che può non far piacere a chi si vedra corrispondere un risarcimento inferiore a quello che si aspettava, ma almeno servirà a far piazza pulita di un “tariffario” vergognosamente discriminante. Tuttavia, è indubbio che se i nuovi tetti diventeranno legge, i bilanci delle compagnie assicurative ne trarranno un rilevante beneficio dovuto a un drastico abbassamento degli esborsi relativi agli indennizzi. E, giustamente, all'indomani dell'approvazione dello schema da parte del Consiglio dei Ministri, avvenuto durante la seduta di mercoledì 3 agosto, le associazioni che tutelano i consumatori non hanno mancato di far sentire la loro voce per chiedere che a tali benefici possano accedere anche gli assicurati, a favore dei quali dovrebbe applicarsi una sostanziosa diminuzione dei premi. «Ben vengano le tabelle nazionali – ha puntualizzato il segretario di Adiconsum, Pietro Giordano – perché era assurdo che ci fosse disparità non sulla base della lesione riportata, ma rispetto al Tribunale. Però questo non deve essere solo un regalo alle assicurazioni: ora vogliamo sapere di quanto abbasseranno le tariffe. Sollecitiamo un impegno del governo che porti a un abbattimento del costo delle polizze di almeno il 20%». Senza mezzi termni il commento di Giuseppe Cassaniti Mastrojeni, presidente dell'Associazione delle vittime della strada: “Si pensa solo ad aumentare gli utili delle compagnie assicurative. Ci appelleremo al Presidente della Repubblica».

PREMI TAGLIATI? VEDREMO – Nemmeno la risposta delle assicurazioni, però, si è fatta attendere e il responsabile del settore auto dell'Ania, Vittorio Verdone, ha messo le mani avanti: «I prezzi potrebbero razionalizzarsi, ma dobbiamo attendere la formulazione finale del decreto, che arriverà solo in autunno, dopo la valutazione del Consiglio di Stato. Poi vedremo che impatto avrà sulla giurisprudenza». Tuttavia, un'argomentazione del genere, più che una vera risposta, sembra un espediente per rimandarla. Infatti, non si vede quale impatto potrebbe mai avere il nuovo decreto attuativo sulle decisioni dei giudici, i quali, se i nuovi limiti diverranno legge, non potranno far altro che adeguarvisi. Ha detto la sua anche l'avvocato Gianmarco Cesari, che ha fatto parte della commissione che ha partorito lo schema, il quale ha giudicato “abnorme” il provvedimento: «Per stabilire l'entità del danno  – ha dichiarato – i giudici dovranno tener conto solo del danno biologico e non di quello definito “non patrimoniale”. Quindi, ignoreranno l'evoluzione della giurisprudenza dal 2006, anno a partire dal quale hanno cominciato ad applicarsi i limiti oggi adottati. Ciò potrebbe causare un aumento del contenzioso civile, poiché le vittime, per dimostrare il danno alla personalità subito e ottenere un risarcimento integrale, dovranno fare ricorso».

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Fringe benefit 2022 tabelle ACI

Auto aziendale: chi può scaricare l’Iva?

Pneumatici invernali

Pneumatici invernali e catene a bordo: ordinanze ANAS 2022 – 2023

Incidente apertura sportello: quando è colpa della moto?